(11 maggio 2019) Symphony X @ Estragon, Bologna

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Provincia:BO
Costo:non disponibile
Un freddo 11 maggio ci vede ritornare all’Estragon di Bologna, ormai una delle roccaforti “storiche” del metallo italiano indoor, anche se, a vederlo da fuori, sembra davvero uno scorcio della Beirut pre-ricostruzione… L’occasione è ghiotta: tornano in Italia i Symphony X, giganti del prog metal assenti ormai da un po’dalle scene, anche a causa di sfortunati eventi che hanno coinvolto alcuni membri della band, ma ne parleremo in seguito…

L’ingresso è relativamente veloce, la gente c’è ma non notiamo la calca dei grandi eventi; i solerti addetti al controllo perquisiscono velocemente ogni avventore, sequestrando a noi… un cubo di Rubik!!! Oggetto potenzialmente contundente e pericoloso, certo, non i vari mazzi di chiavi che abbiamo tutti in tasca… vabbè, dopo il panino salsiccia e cipolla di rito, si entra!

L’Estragon vedrà, alla fine, una più che buona affluenza, non riempiendosi all’eccesso ma portando svariate centinaia di persone all’appuntamento con i Symphony X: la band di Romeo e Allen è assente dai palchi da un paio d’anni, tra progetti solisti, collaborazioni con altre bands e, soprattutto, un momento non facile per il singer Sir Russell Allen, coinvolto nel terribile incidente con gli Adrenaline Mob che vide il bassista e alcuni membri dello staff perdere la vita on the road. Il cantante americano ha (giustamente) preso del tempo per sé, per recuperare le forze e ritrovare le motivazioni per riprendere a viaggiare ed andare in tour, ma grazie agli Dei del Metallo, per fortuna rieccoli in pista. Non avendo un nuovo album da promuovere, tra l’altro, ci si può ragionevolmente aspettare una setlist più variegata e non necessariamente incentrata sull’ultimo (e ottimo) “Underworld”… staremo a vedere, ma procediamo con ordine.

Alle 19,59, puntualissimi, aprono le danze i britannici Savage Messiah, che basano la quasi totalità della scaletta sul nuovo album “Demons”, in uscita la settimana prossima per Century Media. La band si presenta in palla, nonostante l’affluenza non sia ancora al massimo, e i suoni miglioreranno sensibilmente durante l’esibizione. Ottima l’interazione col pubblico, grazie anche al buon italiano parlato dal singer Dave Silver, che a quanto ho capito ha sposato proprio una donna italiana, e quindi bazzica spesso in zona! Nove brani di onesto heavy metal con qualche spruzzata thrash e qualche bella accelerata power, la proposta dei Savage Messiah ci è piaciuta; i musicisti onstage si sono sbattuti, elargendo sorrisi ed una prestazione decisamente convincente. Ottimo inizio, ma, per bocca dello stesso Silver, non siamo qui esattamente per questo…

Un cambio palco di una ventina di minuti, e alle 21,15 salgono sul palco i Symphony X. Il pubblico è ormai tanto, anche se non tantissimo, e un Estragon bello ciccio inneggia ai nostri, mentre le epiche note dell’intro li accompagnano in scena. Pronti via, e si parte con una “Iconoclast” da spaccaossa: la band sin dalla prima nota appare in forma, molto in forma, ma molto! Suoni molto buoni, ed una esecuzione chirurgica; ma, come saprà chiunque abbia visto i S’X dal vivo, il bello arriva quando sua maestà Russell Allen apre la bocca e inizia a cantare. Forse meno brillante o istrione del solito sul palco, dietro al microfono Russell è semplicemente per-fet-to, eseguendo con una sicurezza impressionante ogni traccia, non girando intorno a nessun acuto e dando prova, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di essere uno di quei pochi cantanti che meritano di essere ricordati a lungo. Ma qui c’è solo l’imbarazzo della scelta: alla destra di mr. Allen suona la chitarra un “certo” Michael Romeo, che da par suo offre una prestazione a dir poco strabiliante: il paffuto virtuoso della sei corde è in palla e non si risparmia una nota, lasciando il pubblico letteralmente a bocca aperta song dopo song. E, a proposito, che setlist! Una sorta di “best of” della band, con pezzi del calibro di “Nevermore”, “Evolution”, “Set the world on fire”, “Sea of lies” e chi più ne ha più ne metta.

Luci molto colorate, ed una band decisamente in forma, regalano al nutrito pubblico dell’Estragon una prestazione maiuscola. Solo prima del lento (lento si fa per dire, stiamo pur sempre parlando dei Symphony X!) “Without you”, Russell si prende un momento per riflettere su quello che è stato, per esprimere gratitudine per essere vivo ed essere lì, anche se ha perso delle persone care e anche se, per qualche momento, la vita deve essergli sembrata molto difficile da portare avanti; un momento che il singer condivide con un pubblico che lo supporta, lo abbraccia simbolicamente in uno dei tanti lunghi applausi che segneranno questo concerto.
Dopo un’oretta e pochi minuti, la band chiude il set, prima dell’encore, e lì, come se non bastasse quanto ascoltato finora, si trova la perla della serata: i Symphony X, infatti, hanno deciso di regalarci la versione integrale di “The Odyssey”, monumentale suite di 25 minuti tratta dall’omonimo album del 2002, e praticamente mai eseguita dal vivo nella sua interezza, prima di questo tour. Un’altra mezz’ora di perfezione, potenza, esecuzione magistrale, per un brano che lascia il tempo ad ogni componente della band di brillare ancora una volta, mettendo in mostra le enormi doti esecutive di ogni singolo musicista.

Sono proprio Allen e Romeo, tra uno scherzo ed un sorriso, a chiudere in punta di chitarra e voce un concerto che, da quello che vediamo guardandoci intorno, ha lasciato ogni avventore ben più che soddisfatto: i Symphony X si sono dimostrati ancor più precisi, potenti e strabilianti di quanto visto in passato, ed hanno regalato al pubblico di Bologna un’ora e mezza di prog/power di altissimo livello, rivendicando (qualora ce ne fosse mai stato bisogno) il loro ruolo di assoluti protagonisti della scena. Un tesoro del metal mondiale, da custodire gelosamente.

Le Pagelle
Estragon: 7 – Il locale bolognese sembra un capannone abbandonato dall’esterno, ma all’interno trovi servizi igienici puliti, un bar ben fornito, gli stand del merchandising ed una security presente ma educata e mai invadente.
Suoni: 7,5 – Un po’ impastati all’inizio dell’esibizione dei Savage Messiah, i suoni hanno preso corpo pian piano, offrendo un ottimo bilanciamento (al netto di qualche momento dove le frequenze alte si perdevano un po’) per tutta la durata del concerto. Volume alto, ma un alto “giusto”, perdiana, siamo ad un concerto metal!
Luci: 8 – meno scontate e più colorate del passato, le luci hanno ben giocato con le diverse atmosfere dei brani, accompagnando e agghindando l’esibizione in modo piacevole e creando un buon movimento sul palco.
Savage Messiah: 7,5 – la band inglese non è certo di primissimo pelo, e nonostante la quasi totalità dei presenti non sia lì per loro, Dave Silver e soci hanno offerto una prestazione molto buona e una tonnellata di sorrisi e ottima attitudine sul palco, guadagnandosi tanti applausi.
Symphony X: 9 – la band americana sembra più solida e confidente che mai, ed eseguire quel genere di brani con quella quantità di professionalità e maestria è sempre uno spettacolo, per gli occhi e per le orecchie. Un punto in meno giusto per la durata della setlist, che avremmo preferito un po’ più lunga, ma le cose belle, si sa, durano poco… Superbi.

Setlist Savage Messiah:
1. Virtue Signal
2. Heretic in the Modern World
3. The Bitter Truth
4. The Lights Are Going Out
5. Under No Illusions
6. What Dreams May Come
7. Parachute
8. The Fateful Dark
9. Down and Out


Setlist Symphony X:
1. Iconoclast
2. Evolution (The Grand Design)
3. Serpent's Kiss
4. Nevermore
5. Without You
6. Domination
7. Run With the Devil
8. Sea of Lies
9. Set the World on Fire (The Lie of Lies)
10. Encore: The Odyssey


P.S. Un grazie in particolare al Graz… It’s always good to come back home.

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Report a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino

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