(17 aprile 2026) Hideous Divinity + Sum Herald + Sinister Ghost @ Verona

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Provincia:VR
Costo:non disponibile
Annichilente. Questo è il termine più opportuno per descrivere lo show da headliner degli Hideous Divinity, che si é tenuto venerdì 17 aprile al meritorio Damage Inc di San Giovanni Lupatoto (VR).

Uno show corporale, guidato dalla presenza marmorea del cantante Enrico Di Lorenzo. Che oltre ai muscoli ha mostrato un controllo vocale secondo solo alla brutalità del proprio timbro. Sorretto da un altrettanto inscalfibile band, con il chitarrista e creatore Schettino a macinare riff senza soluzione di continuità e un batterista, Edoardo Di Santo, talmente perfetto da risultare...freddo. E semmai è proprio questa la critica che si può muovere a questa band, talmente veloce e talmente precisa da risultare difficile da digerire, soprattutto per chi non ne conosce la discografia. Tra i momenti clou dello spettacolo sicuramente l'esecuzione di "I]Cobra verde[/I]", tratta dall'omonimo album del 2014.

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Prima di loro più caldo lo show dei veronesi Sum Herald. E non certo perché manchi loro la tecnica, pur essendo ovviamente ad un livello inferiore rispetto alla professionalità acquisita dagli headliner che suonano pedissequamente in mezzo mondo. A differenza di un paio di mesi fa, quando li vidi sempre al Damage Inc, alla formazione manca un chitarrista (Alimonti), ma questa assenza è stata debitamente sopperita dal membro più rappresentativo della band, il chitarrista e seconda voce Andrea Mirandola. Il genere proposto è un black/death di ottima fattura, con brani che riescono ad unire efficacemente mid tempo e sfuriate esaltanti. Ottima anche la presenza scenica, coadiuvata dal cantante Federico Bisicchia (anche negli Exitium) e resa più credibile da una partecipazione effettiva da parte di ogni membro della band. Un gruppo da tenere in considerazione, e che può maturare ulteriormente.

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Peccato invece per i Sinister Ghost che si sono sobbarcati una bella trasferta, da Lucca, per fare una magra figura. E non per mancanze compositive/strumentali, anzi! Sotto quel profilo hanno invece ben impressionato, con il loro extreme metal che strizza l'occhio alle latitudini più melodiche di black e death. Ma...suonare senza bassista e batterista, con quest'ultimo in base, é più che limitante. Anche perché é chiaro che non si tratti di scelta artistica, quanto piuttosto di mancanza organizzativa.

Ovvio, i problemi ci sono, si affrontano come possibile... però anche il metal ha una sua etica, ancora prima sonora che estetica. Non foss'altro che dinanzi a loro si sono ritrovati una ventina scarsa di persone che, intendiamoci, per l'ora d'inizio (20,15) e per l'appeal totalmente assente, ci può anche stare.

Ma dispiace, perché so, come tanti, cosa significhi avere passione per quel che si fa. L'augurio sincero è che trovino presto una sezione ritmica solida, perché le basi per fare bene ci sono.

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Report a cura di Bomma

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