Il
Damage Inc Live Club di S.Giovanni Lupatoto, gestito dall’amico di vecchia data
Matteo Baroni, al quale rinnovo i miei più sinceri complimenti pubblicamente per quanto è riuscito a realizzare nel suo locale in un arco di tempo relativamente breve, sta diventando sempre più un punto di riferimento nel Veneto (e non solo) per quanto riguarda gli eventi metal di una certa caratura e prestigio internazionale. Ma stavolta il colpaccio messo a segno è davvero di quelli grossi, riuscendo ad inanellare una serata di metallo old school davvero tosta: sul palco veronese si esibiranno per l’occasione speciale nella seconda delle quattro date italiane in programma per questo european tour 2026 niente meno che i mitici
Agent Steel, iconica e storica heavy speed/thrash metal band fondata nel 1984 in California e capitanata nuovamente oggi dall’istrionico frontman “l’Alieno”
John Cyriis, rientrato in formazione dopo molti anni di assenza e intenzionato più che mai a riprendersi la leadership della band.
Ad aprire le ostilità di questa serata che si prospetta molto incandescente e non adatta ai deboli di cuore, vengono inseriti come opening act i vicentini
MenacE “duri, puri e incontaminati come l’acciaio“, ai quali risponderanno a ruota libera i thrashers old school romani
Reverber, e in ultima battuta i bolognesi
HyperioN, dediti a un metal classico ma con venature spiccatamente power di stampo melodico/ americano al suo interno.
Ce n'è davvero per tutti i gusti e palati stasera ,dove ogni amante del metal più tradizionale ottantiano ha trovato il suo terreno fertile, spaziando molto e con proposte diversificate. L’ottimo risultato raggiunto in termini di affluenza (tenendo conto della domenica tradizionalmente non favorevole per i concerti), la dice lunga sia sul gradimento dei fans e sull’ interesse riscosso, nonché sulla riuscita generale di un evento che per quanto di nicchia e per veri cultori fosse, è stato comunque in grado di radunare tutto lo zoccolo duro dei vecchi defenders del Triveneto, oltre a una discreta appassionata e partecipe rappresentanza giovanile, che speriamo sia di buon auspicio per un inevitabile ricambio generazionale futuro.
Nonostante un posizionamento nel bill ad un orario tutt’altro che favorevole, i
MenacE si sono esibiti fortunatamente davanti a un nutrito numero di amici e fans, di cui molti giunti dalla vicina Vicenza appositamente presto per assistere alla loro performance, che si preannuncia come sempre elettrizzante e scoppiettante; tra l’altro, oggi c’era più di un motivo per assistere al loro show, perché presentavano live alcuni brani estratti dal nuovissimo disco “
Wheel Of Spikes”, uscito recentemente in questi giorni a ben quattordici anni di distanza dal loro ultimo secondo studio album. La ricetta dei MenacE è piuttosto semplice, diretta ed essenziale: heavy metal classico, melodico, diretto, senza fronzoli, senza sconti per nessuno e a zero compromessi, nessuna inclinazione a mode musicali, ma solo suonato con tanta passione e attitudine! Le citazioni ai loro grandi idoli
Judas Priest in primis e
Mercyful Fate si sprecano (senza farne mai però un becero plagio), specie nella voce del carismatico e borchiatissimo vocalist
Roberto”Rob” Savegnago, un vero animale da palco di rara presenza scenica oggigiorno in Italia e dotato di un'ugola ed estensione vocale paurosa che anche oggi ha sapientemente messo in atto senza mai risparmiarsi. Notevole anche l’apporto dato dal chitarrista solista
Dario Vicariotto e dalla sezione ritmica composta dalla premiata ditta
Capalbo-Fioraso (rispettivamente basso e batteria) che certamente sono artefici del muro di suono creato ove si erge il sound dei Menace. Ovviamente senza trascurare minimamente
Paolo Veronese alla seconda chitarra, oggi purtroppo un po’ messo in ombra e non certo per sue specifiche colpe, anzi, ma per problemi sorti e imputabili a dei suoni apparsi non sempre ben calibrati e spesso mal regolati coi volumi, che in certi frangenti hanno portato alla penalizzante copertura della sua chitarra; un vero peccato. Ma ci vuole ben altro per scoraggiare una band di musicisti esperti e navigati come i Menace: in una scaletta molto varia che spazia in tutta la loro discografia, si parte fortissimo con “
She-Spider” da “
Heavy Lethal” seguita da una sorprendente “
Evilness” ripescata dal primo EP “
Quake Metal”, dove nel finale troverà collocazione anche “
Messenger From Hell”.
La curiosità stasera era però di sentire i nuovi brani da “Wheel Of Spikes”, che spaccano e funzionano alla grande dal vivo: ed eccoci subito accontentati con la controversa, corrosiva e “blasfema” "
Satanizer", alla quale fa eco “
W.O.S" e “
The Unmerciful” per il gran finale. In mezzo alla scaletta altre perle come ”
Duke Of Death” e “
Godzilla Raids Again”. Una prestazione come sempre impeccabile, solida, massiccia, generosa e di grande livello quella messa in atto dai MenacE, che non solo si confermano una garanzia assoluta in sede live e tra le migliori realtà metal italiane contemporanee, ma che con tutto il rispetto per le altre due band che andranno ad esibirsi subito dopo di loro, per maggior attinenza con il genere e lo stile degli headliner Agent Steel avrebbero meritato una collocazione diversa nel bill! Ma ovviamente, questo è solo un mio modestissimo parere personale; quello che resta indiscutibile e inopinabile è l’ottima prestazione dei metallers vicentini: impeccabile, applauditissima, e molto convincente sotto tutti i punti di vista.
La seconda band che sta per prendere posto sul palco, i
Reverber da Roma, propongono un thrash metal senza fronzoli, molto diretto e di chiara matrice ottantiana. Riff serrati, potenti e taglienti, attraverso i quali sviluppano un sound solido ma anche melodico, senza mai tuttavia scadere nel commerciale. Quattro album realizzati a oggi, dai quali daranno spazio un po’ a tutti; partenza con l’acceleratore pigiato con “
The Satan Creation”(ultima release del 2024) , seguita da una corrosiva e più datata “
My Name Is Destruction“, per poi ritornare con “
Kill The Clown” alla release più recente citata. Salto a ritroso nel finale con “
Kamikaze” e chiusura killer con “
Lord Of Fuel”! Non diventeranno mai famosi come i loro grandi maestri
Kreator o
Destruction ma certamente sul palco ci sanno fare e in studio sanno farsi valere i giovani thrashers romani che pur non inventando niente di particolare ci hanno fatto divertire e scapocciare assai, e talvolta questo basta e avanza! Più che una gradita sorpresa e una bellissima nuova scoperta.
Dalla capitale ci spostiamo in Emilia ed esattamente a Bologna per assistere all’esibizione della terza e ultima band che chiude di fatto il gruppetto delle band a supporto degli Agent Steel in qualità di co-headliner. Parliamo pertanto degli
HyperioN, fondati nel 2015 a opera del chitarrista
Davide Cotti e con tre album oggi all’attivo, di cui uno recentissimo uscito a inizio anno intitolato “
Cybergenesis” e sul quale sarà incentrata quasi tutta la scaletta.
Siamo anche qui al cospetto di musicisti esperti e preparati, intraprendenti e che hanno dimostrato di possedere una certa disinvoltura sul palco, anche grazie alla consapevolezza delle loro qualità tecniche. Heavy metal tradizionale con forti influssi power e con una spiccata propensione alla melodia sono la chiave di lettura attraverso la quale si snodano le composizioni dei metallers felsinei. “
Deafening”, “
Rewire, Rebuild”, “
Yet We Still Fight”, “
Grain Of Sand”,”
Rhizome Rider”, sono tutte composizioni estratte dal nuovo album, mentre per il finale pescano da due classici del passato “
Bridge Of Death“, e “
Driller Killer” entrambe da “
Into The Maelstrom“.
L’ impressione avuta ascoltandoli per la prima volta e non conoscendo il percorso artistico degli HyperioN, è che nonostante siano tutti brani di pregevole fattura, alcuni restino subito stampati in testa, mentre altri necessitino di più ascolti ripetuti per essere maggiormente assimilati. Ma al di là di questo dettaglio, resta indiscutibile il valore della proposta degli HyperioN, unita a un ottimo impatto visivo, che nel loro insieme hanno decretato un mio giudizio finale più che positivo alla performance.
“
Avvistata sul monitor una navicella spaziale proveniente da una lontana galassia fuori dal nostro sistema solare che si sta avvicinando sempre più minacciosa al pianeta Terra…attenzione, attenzione, gli Alieni a bordo stanno per scendere”...
Sarebbe un perfetto racconto per descrivere una puntata fantascientifica del celebre film “
Guerre Stellari”, date anche le tematiche attinenti dei testi trattate dai nostri eroi americani, ma la bella realtà concreta è quella che invece i leggendari
Agent Steel, celebre e storico gruppo californiano heavy speed/thrash ottantiano, sono atterrati per davvero stasera sul palco veronese del Damage Inc per prenderci a martellate con i loro riff taglienti e suonati alla velocità supersonica della luce.
La grande notizia del giorno è che dopo tanti anni, tra fugaci apparizioni e sparizioni improvvise, lo storico cantante dal carisma unico inarrivabile,
John Cyriis è tornato al timone della sua astronave Agent Steel, e con la nostra speranza che stavolta sia per sempre! La curiosità di vederlo in azione era molta (non solo per me, ma credo anche per tutti i numerosi presenti), anche perché circolavano voci alterne e anche preoccupanti sentite da chi aveva già avuto la fortuna di averli già visti qualche anno addietro; chi raccontava che improvvisamente spariva dal palco per poi riapparire dopo un bel po’ di tempo, e chi invece diceva che la sua voce non era più come quella di una volta.
Beh, devo dire che fortunatamente, almeno per quanto mi riguarda, tutte ste voci più o meno vere sono state letteralmente spazzate via e completamente seppellite da una sua prestazione molto professionale, vocalmente perfetta ed impeccabile da parte dell’ Alieno brasiliano!
John Cyriis oggi si presenta ai suoi fans in modo molto sobrio, completamente vestito di nero, camicia perfettamente in ordine e abbottonata, cappellino in testa e occhiali scuri, ma con una voce ancora squillante e acuta come se il tempo si fosse fermato: ugola potente e pulita la sua, che usa sempre con grande sicurezza, maestria e disinvoltura, culminata da quegli acuti altissimi capaci ancora oggi di perforarti i timpani! Nonostante sia oggi l’unico membro originale, questi nuovi musicisti degli Agent Steel si sono fatti valere non poco, dimostrandosi molto dinamici, precisi e tecnicamente preparati, dando di fatto una spinta fondamentale alla riuscita perfetta dello show, creando un muro di suono essenziale sul quale si sostiene la voce di Cyriis. L’alieno trova anche un validissimo contributo sui ritornelli cantati dall’ottimo chitarrista solista
Nikolay Atasanov (presente anche nell’ultimo studio album “
No Other Godz Before Me”), che con il collega di reparto
Johnny Moraes forma un'accoppiata eccellente; completano la formazione la sezione ritmica composta da
Alexandre Vilegas al basso e
Junior Wendcand alla batteria, dotato di un tiro micidiale ed estremamente preciso.
In una scaletta mozzafiato e da urlo, tutta incentrata naturalmente sugli albums degli Agent Steel dove ha cantato John Cyriis, si è sviluppato lo show di stasera per la grande gioia dei fans più attempati: si parte a razzo con
“Unstoppable Force” e “
Never Surrender”, per poi balzare velocissimamente al primo album “S
keptics Apocalypse“ con “
Taken By Force”, incalzata in rapida sequenza da “
Mad Locust Rising”.
Dopo questo tuffo fulmineo e devastante nel passato da togliere letteralmente il fiato,con “
No Other Godz Before Me” del 2021 (estratta dall’ omonimo album), e unico brano recente proposto, si riprende rapidamente la marcia del viaggio a ritroso nel tempo con altri classici degli Agent Steel in arrivo; “
The Day At Guyana”, “
Gulity As Charged” e “
Bleed For The Godz”(la mia preferita in assoluto), sono dei classici sempre molto apprezzati dai fans, ancora capaci di scatenare un pogo delirante ed infernale, tanto da far volare in aria qualche fan appostato sottopalco, oltre che aver fatto letteralmente tremare i muri e le transenne del Damage Inc!
A questo punto del concerto il livello di esaltazione generale in sala raggiunge il suo picco massimo, ma gli Agent Steel non hanno voglia di darci tregua e allora eccoci sparate in faccia e in rapida sequenza “
Rager” e il cavallo di battaglia “
Agents Of Steel” per l’ultimo assalto finale che pone fine a un qualcosa di incredibile, pazzesco , difficilmente descrivibile e dimenticabile!
Qualche brano in più in scaletta non avrebbe guastato se vogliamo cercare il classico pelo sull’uovo; nonostante sia stata assolutamente intensa, emozionante, impeccabile e intoccabile la loro esibizione, un'ora e mezza scarsa è oggettivamente poco; ma come si suol dire …chi si accontenta gode, e stasera lo abbiamo fortemente fatto grazie agli Agent Steel!
Lunga vita all’Alieno Cyriis e agli Agent Steel!