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Info

Anno di uscita:2014
Durata:138 min.
Etichetta:Lifeforce
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. AN OCEAN'S MONUMENT
  2. CODE OF HONOR
  3. EARTHLINGS
  4. THE BRAVE / AGONY APPLAUSE
  5. DARK CELL
  6. VIRUS JONES
  7. A NEW ERA
  8. WE SHALL ALL BLEED
  9. RENEGADE
  10. MARTYR TO SCIENCE
  11. AWAKENED BY SIRENS
  12. TO WHERE THE SKIES ARE BLUE
  13. HTRAE
  14. END BEGINS
  15. THE ARSENIC RIVER
  16. PETITION FOR MERCY
  17. BROKEN MIRROR
  18. WHAT´S THE USE
  19. FACE TO FACE
  20. IGNORANCE
  21. DEPRIVATION
  22. THE ONE WHO'S SILENT SEEMS TO CONSENT
  23. PICTURE
  24. A SONG FULL OF ABHORRENCE IN A WORLD WITHOUT FEELINGS…
  25. WITH A SMILE ON MY FACE
  26. THE END OF THE WORLD
  27. 10.000 GENERATIONS IN BLOOD
  28. WHEN TIME RUNS OUT
  29. AWAKENED BY SIRENS
  30. EARTHLINGS

Line up

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E meno male che questo disco arriva in redazione qualche mese dopo la dipartita (non fisica eh!) del nostro ex Emiliano Verrecchia che aveva curato la recensione dell'ultimo cd inedito dei tedeschi Deadlock, ovvero "The Arsonist" che potete leggere qui.

Ebbene sì, poichè questa sorta di compilation con parte di brani inediti e parte di brani vecchi riarrangiati o riregistrati porta il nome, modernizzato, dell'unico disco che lui apprezzava, ovvero il primissimo "The Arrival", quando nel 2002 erano ancora una valida formazione dedita ad un classico death metal melodico di stampo scandinavo.

La pietra dello scandalo sta nella figura della bella Sabine che inesorabilmente, disco dopo disco, ha sempre più emarginato il fondatore e growler Johannes Prem (oggi addirittura fuori dalla band!) stagliandosi come unico motivo della musica dei Deadlock, ovvero quello del 99% delle band metalcore di oggi: attendere che le orride o inutili strofe in growl finiscano e lanciarsi nell'ascolto del melodicissimo ritornello, qui ovviamente cantato in clean da Sabine che personalmente invece apprezzo moltissimo.

"Wolves" del 2007 a mio avviso è stato il top della loro carriera, che non sono riusciti a bissare nè col deludente "Manifesto" nè col pur decente "Bizarro World", principalmente per il fatto che i brani sembravano divisi in due con l'accetta, la componente estrema (fatta piuttosto male) e di punto in bianco l'angelico intervento di Sabine, poco personale e banalotto.

Questo "The Re-Arrival", di cui ci è stato fornito solo il CD1 (ma nel CD2 ci sono solo inutili demo tracks) è buono o per chi voglia farsi un'idea generica della band tedesca, sebbene il mio consiglio sia quello di prendere "Wolves" e basta, oppure per i fan già acquisiti della band, curiosi di ascoltare come hanno saputo trasformare e risuonare i vecchi brani del passato.

Quello che ho fatto io con la vecchia "We All Shall Bleed", loro capolavoro e cavallo di battaglia, quando ancora nei momenti estremi sembrava di ascoltare i vecchissimi Dark Tranquillity ed In Flames e non la mediocrità odierna metalcoriana a-là Heaven Shall Burn: onestamente le differenze sono appena tangibili e così nel resto del primo cd...

Prendiamo "The Re-Arrival" come una sorta di best-of, sebbene a livello di ri-registrazioni o nuovi arrangiamenti si poteva osare MOLTO di più anzichè riproporre delle versioni quasi identiche alle originali.
Sperando che ormai i Deadlock si siano convinti che di estremo non hanno più nulla e si dedichino completamente a qualcosa di estremamente commerciale, tipo Evanescence, Lacuna Coil e compagnia cantante, che mi sa che attualmente gli riuscirebbe parecchio meglio.


Mentre mi accingo a chiudere questa recensione mi giunge in diretta la notizia della morte di Tobias Graf, loro batterista di sempre, dalla fondazione fino a pochi mesi fa, a causa di un brutto male.

Riposa in pace Tobias.
Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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