(30 ottobre 2026) Alphataurus + VII Vitium + VIII Strada @ Verona

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Provincia:VR
Costo:non disponibile
In occasione di quest’ultimo weekend di fine ottobre che anticipa la tanto attesa notte di Halloween, il mitico Damage Inc di S. Giovanni Lupatoto sceglie una formula completamente nuova, del tutto inedita ed inaspettata rispetto alla sua programmazione abituale, incentrando questa serata interamente sul prog rock italiano, chiamando a raccolta sul proprio palco niente meno che un eccellenza storica del passato (ma anche del presente) quali i milanesi Alphataurus, preceduti dal progetto esoteric/doom-dark veneto VII Vitium, mentre in apertura, sempre da Milano, troveranno invece spazio i musicisti dell’VIII Strada, freschi di pubblicazione proprio in quest’anno solare di un nuovo e ambizioso doppio studio album.

Una combinazione oserei dire quasi perfetta di artisti di ieri e di oggi che rappresentano al meglio quanto ci sia in circolazione attualmente in Italia a livello prog e dintorni, che tuttavia, nonostante una quasi mancanza di eventi di rilievo in zona, non ha raccolto purtroppo i risultati sperati ed auspicati alla vigilia.

Le ragioni, come sempre, possono essere molteplici: fine mese, Halloween con feste e festine varie alle porte e un locale non avvezzo a questo genere e quindi con una clientela abituale non adatta e abituata a certe sonorità, ma la verità è che chi vuole muovere il culo ed ama la buona musica e si ritiene un cultore vero a 360 gradi non ha mai scuse ed è sempre e comunque presente in prima linea a certi eventi, indipendentemente dal genere proposto. Buon comunque lo stesso per tutti noi presenti all’evento, perché abbiamo assistito e goduto di questa serata davvero speciale e memorabile.

Al mio arrivo al Damage Inc. la prima band milanese della serata, l’VIII Strada, si sta già esibendo e dimostrando di che pasta sia fatta: musicisti di altissimo profilo tecnico, provenienti probabilmente dal conservatorio e da anni di lunga e dura gavetta, nella quale sono diventati dei perfezionisti quasi maniacali del proprio strumento, inclusa la voce di cui madre natura ha dotato il vocalist Titto Vizzuso, davvero eccellente.
La band ha al suo attivo tre album di pregevole fattura, tutti ovviamente incentrati sul prog rock cantato in italiano, con testi che parlano di luoghi e personaggi immaginari, che lasciano spazio al trasporto emotivo e immaginario dell’ascoltatore, sensibilizzandolo e rendendolo così partecipe in prima persona. In una scaletta in cui trovano spazio tutti i migliori brani dei loro tre album a oggi incisi, nella prima parte vengono proposti “Preludio Eclipse”, “1403 Storia di Firenze“ (da Babylon), mentre i due brani finali “Ulysses” e “La Leggenda Della grande Porta” vengono entrambi estrapolati dal secondo disco omonimo e dove salgono in cattedra ed emergono le doti tecniche del chitarrista Zigliani e della sezione ritmica composta dal duo Merlino/Percich (rispettivamente basso e batteria).
La parte centrale dello show invece è dedicata interamente al nuovissimo doppio album “Citta’ Totale” dal quale vengono suonate il brano omonimo, “Canzone D’Amore” e “Quale Primavera”, che riassumono al meglio l’essenza compositiva e concettuale del progetto VIII Strada.



Davvero una bella scoperta questa band, sempre molto precisi, puliti e compatti durante l’esecuzione dei brani: d’altra parte se in passato hanno aperto per gente del calibro di Arena, Pain Of Salvation, Biglietto Per L’Inferno e Banco Del Mutuo Soccorso, un motivo sicuramente ci sarà no? Grande performance davvero!

Con i veneti VII Vitium (la seconda band in programma) cambiamo decisamente tipologia di sound e di tematiche, anche se il prog-rock resta comunque un filo conduttore comune per tutte le band in programma oggi. Il progetto sorto a Verona per volontà dei tre fondatori, Daniele Laurenti (Kryuhm), Giampi Tomizzoli (Kryuhm, Epitaph) e di Daniele “Pedro” Pedrollo (Kayleth, Impero Delle Ombre), si concretizza ufficialmente sul disco uscito ufficialmente lo scorso anno proprio in questi giorni del Samhain (termine preferibile ad Halloween) e che ripercorre i 7 vizi capitali rivisti in chiave interpretativa e personale come ci spiega Laurenti, lontani dai dogmi cristiani imposti dalla chiesa, dove a ogni vizio è stato associato un demone in corrispondenza del brano.

Il sound dei VII Vitium è un misto di varie influenze: doom metal, dark wave, dark sound italiano, ambient, recitazione e ovviamente prog, tutto perfettamente amalgamato e congiunto tra di esso come in sorta di pozione magica e con tanto di testi che trattano di tematiche esoteriche ed oscure. Il progetto nella sua fase di registrazione in studio ha coinvolto tantissimi artisti della scena metal nazionale e ospiti prestigiosi vari che hanno dato il loro prezioso contributo, ma che per ovvie ragioni logistiche e personali stasera non potevano essere presenti.
Pertanto, oltre alla onnipresente e bravissima corista/strega Melissa Bonacquisti, ad affiancare i fondatori sopracitati Laurenti (voce, cori e chitarra), Tomizzoli (basso e tastiere) e Pedrollo (batteria e percussioni), ci sono Dario Vicariotto (Kryuhm, Menace, IV Sigillo) nelle vesti di chitarrista solista ed Emiliano Cioffi (IV Sigillo), come cantante e narratore (oltre a innate doti di vero attore).



Verranno riproposti in sede live tutti i brani che compongono questi sette vizi capitali (eccetto l’ultimo “Septem” che prevede la recitazione unicamente di Sandra Silver), cercando di risvegliare e coinvolgere un pubblico un po’ assopito e forse già in attesa degli headliner Alphataurus.
Siamo al cospetto di musicisti di grande esperienza, con alle spalle anni e anni di concerti, che non suonano certo una musica sempliciotta e convenzionale, commerciale o alla portata di tutti e che per questo vado elogiati doppiamente: credere principalmente soprattutto in quello che si fa e non suonare solo per piacere o per vendere qualche copia in più.

La stupenda “Superbia/Lucifero” in apertura e l’accoppiata “Invidia/Leviatan”, “Gola/Belzebu’”, dove viene anche recitato nel mezzo del brano un antico mantra delle streghe, restano gli episodi più significativi di un live di grande valore dei VII Vitium, così come lo è la musica incisa e racchiusa nei 7 solchi del loro vinile di debutto che speriamo abbia presto un nuovo seguito. Lunga vita al vizio!

Arriviamo così, dopo un rapido cambio palco, quasi tutto d’un fiato al momento topico e più atteso della serata, ovvero lo show dei leggendari rock proggers milanesi Alphataurus, già prontissimi sul palco per regalarci un'ora e mezza abbondante di forti emozioni e di grande musica soprattutto. Di quella storica formazione degli Alphataurus anni settanta, fondata dal chitarrista Guido Wasserman e che compose il primo disco capolavoro del debutto omonimo nel ’73, (considerato dai cultori di musica tra le pietre militari del prog-rock italiano), vi è rimasto oggi solo il tastierista Pietro Pellegrini, che in realtà ora svolge più un compito con l’Hammond e con i synth, mentre il collega Andrea Guizzetti si occupa di suonare le parti di piano e tastiera. Completano la formazione il talentuoso vocalist Franco Giaffreda (anche chitarrista e voce del gruppo heavy metal Evil Wings), Andrea Massimo alla chitarra solista e voce, Diego Marano alla batteria e voce e infine Tony Alemanno al basso e voce.

Nonostante il successo clamoroso ottenuto con il disco di debutto sopracitato, gli Alphataurus non saranno più capaci di ripetersi a quei livelli in futuro, tornando successivamente solo nel 1992 e a distanza di parecchi anni quindi con un nuovo EP intitolato “Dietro L’Uragano”, dove però era già assente la voce storica e carismatica di Michele Bavaro e pertanto la magia dell’esordio era già svanita. Altra lunga pausa, altri cambi di formazione e si arriva così al 2012 con il buonissimo “Atto Secondo” (più un live a seguito), proseguendo il percorso con “Prime Numbers” nel 2014; successivamente poi, con una line-up finalmente più stabile proseguono il percorso dando una certa continuità e stabilità al progetto fino ai tempi odierni, fino al 2024 anno in cui viene rilasciato l’ottimo e convincente ultimo studio album intitolato “2084: Viaggio Nel Nulla”.

Purtroppo, durante la registrazione del disco il chitarrista fondatore Guido Wasserman passa a miglior vita (RIP).

Le loro canzoni sempre piuttosto lunghe e articolate, trattano tematiche evocative e sociali, cercando di dare input umani nel risveglio delle coscienze e di speranza per il futuro, dove proprio nel nuovo album “Viaggio Nel Nulla”, l’ascoltatore viene invitato a lasciare in modo immaginario il pianeta terra sempre più vicino a un'imminente apocalisse, verso la ricerca di nuove galassie e civiltà più evolute all’interno dell’universo cosmico: un vero viaggio introspettivo nello spazio, dove letteralmente la “Mente Vola”, parafrasando il loro celebre brano.
Scaletta piuttosto varia quella che ci viene proposta nell’occasione, in cui dopo averci deliziato il palato e le orecchie con l’esecuzione di una splendida “Gocce” (ripescata da “Atto Secondo”) in apertura, viene giustamente dato spazio al più recente “2084: Viaggio Nel Nulla”, dal quale oltre al brano che da il titolo all’album vengono ripescate “Pista 6”, “Wormhole” e “Flashback”, che si dimostrano assolutamente efficaci e incisive in sede live, non sfigurando minimamente a fianco dei grandi classici degli Alphataurus, posizionati giustamente in chiusura per il gran finale.



Se da un lato il confronto con il loro passato discografico resta inevitabile e diventa quasi spontaneo farlo, trovo altrettanto doveroso che gli Alphataurus del 2026, seppur con tutto il rispetto verso le proprie origini, siano proiettati in avanti senza guardarsi troppo alle spalle, credendo fortemente in quello che fanno oggi anzichè sopravvivere di nostalgia e di vecchia gloria passata.

“La Mente Vola”, e “Dopo L’Uragano” sono piccole perle preziose e di rara bellezza da custodire gelosamente che hanno superato ogni prova gravitazionale del tempo, acquisendo per assurdo magicamente sempre maggior fascino e freschezza compositiva anziché invecchiare come logica imporrebbe.

Il tempo a disposizione degli Alphataurus sarebbe purtroppo abbondantemente terminato ma siccome non si è mai troppo sazi di buona musica, chiediamo fortemente alla band meneghina un ultimo ulteriore sforzo ed eccoci subito accontentati: “Ombra Muta” è un altro grande classico del loro repertorio passato, ultimissimo brano e bis finale con il quale si congedano definitivamente, tra tanti, tantissimi meritati applausi, e con la speranza (e promessa loro) di rivederli presto ancora sul palco del Damage Inc!

Chapeau!
Report a cura di Alessandro Masetto

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