La terza edizione dell’Este Music Festival 2026 (in collaborazione con l’agenzia Due Eventi e con il patrocinio del comune cittadino) si chiude col botto, ospitando all’interno del giardino del suo bellissimo e antico Castello Carrarese niente meno che la celebre super band americana
Hollywood Vampires, fondata nel 2015 da tre leggendarie stelle americane che non hanno bisogno certo di tante presentazioni: in primis dal mitico
Alice Cooper, icona vivente dell’heavy metal mondiale e tra i maggiori esponenti del genere, nonché precursore dello shock rock fin dai lontanissimi anni settanta, passando per
Joe Perry chitarrista solista degli altrettanto mitologici ed immortali
Aerosmith e finendo con
Johnny Depp, uno degli attori americani più famosi e pagati al mondo, regista e produttore cinematografico, autore di film memorabili e di successo planetario come la serie de
I Pirati Dei Caraibi,
Alice In Wonderland,
Edward Mani Di Forbice,
Dark Shadows (solo per citarne alcuni tra i più celebri).
Il Capitano
Jack Sparrow ha avviato da anni anche una parallela e brillante carriera come musicista, in cui ha dimostrato di avere del talento innato anche in queste vesti che lo ha portato a collaborare con artisti di primo livello internazionale, fino ad arrivare a fondare gli Hollywood Vampires appunto coi sopracitati illustri colleghi.
In apertura di serata, alle ore 20 spaccate in punto, irrompono prepotentemente sul palco estense con tutta la loro grinta e verve le pop/punk rockers milanesi
Bambole Di Pezza. Una scelta per certi versi insolita, bizzarra e coraggiosa che risulterà però molto apprezzata dal pubblico che le acclamerà osannandole a gran voce per tutta la durata del concerto, decretandone di fatto una mossa vincente da parte di chi le ha volute come gruppo spalla per queste due date italiane. Della storica band iniziale è rimasta oggi in formazione solamente la fondatrice, ovvero la chitarrista solista
Lisa “Morgana” Cerri, che grazie all’aiuto dell’altra veterana alla sei corde
Daniela “Dani” Piccirillo non si è mai persa d’animo, portando avanti il progetto nonostante molti cambi di line-up, scioglimenti e “resurrezioni” varie: ggi la band si completa con l’ottima vocalist
Martina “Cleo” Ungarelli, oltre a
Caterina Alessandra “Kas” Dolci al basso e da
Federica “Xina” Rossi alla batteria. La loro miscela musicale definita Riot Grrl in salsa pop Prozac + e’ un concentrato di rabbia, amore e denunce sociali, con testi incentrati sul femminismo, uguaglianza di genere e lotta contro ogni discriminazione. Nell’ora circa a loro disposizione ci presentano una setlist piuttosto varia, che pesca un po' da tutta la discografia più recente (da “
Dirty” del 2023 all’ultimo “
5”del 2025), in cui si sono distinte tra tutte, “
Senza Permesso”, “
Effetto Collaterale” e “
Freddy Krueger”, oltre all’ultimo singolo uscito “
Porno“ e “
Resta Con Me” (con il quale si sono classificate tredicesime nell’ultima edizione di Sanremo) incalzata da “
Occhi Di Gatto”, presentata sempre all’ interno della stessa rassegna musicale sanremese nella serata dedicata alle cover in duetto con la regina delle sigle dei cartoon animati
Cristina D’Avena.
Senza mai dare l’idea di volere strafare sul palco, con molta naturalezza e semplicità, ma anche mettendo in mostra al tempo stesso una buona preparazione musicale, le Bambole Di Pezza nonostante questa formula punk/pop un po’ troppo commerciale per i miei gusti, hanno saputo comunque conquistarsi le simpatie del pubblico, che si è sentito piacevolmente intrattenuto e soddisfatto dalla loro performance, risultata complessivamente convincente e gradevole; un buon aperitivo insomma in vista del piatto forte in arrivo che verrà servito a breve.
Che gli
Hollywood Vampires fossero una band famosa e seguitissima ovunque (Italia inclusa) non lo scopriamo certo stasera, ma un affluenza e una partecipazione di massa così cospicua ad un evento peraltro organizzato infrasettimanalmente e con un biglietto d’ingresso a prezzi non esattamente popolari, è stato un risultato eccezionale sia per gli organizzatori che per la città di Este.
Un sold out sfiorato quindi, certamente aiutato e spinto molto dalla presenza del celebre attore statunitense Johnny Depp, che ha riversato sul prato del Castello Carrarese ondate di fanciulle di tutte le età (molte di queste giovanissime accompagnare dalle altrettanto interessate mamme), curiose di vederlo anche suonare certamente, ma forse più concentrate di portare a casa una foto ricordo ravvicinata sottopalco. Fortunatamente però c’è sempre anche l’altra faccia della medaglia, e se da una parte l’evento in questione ha attirato molte/i giovani fans per questo scopo, dall’altro lato si notava un'altrettanta presenza cospicua di fans, musicisti, intenditori e cultori di musica con la m maiuscola, accorsi al contrario solo ed esclusivamente per vedere dal vivo le grandi doti artistico-musicale che gli Hollywood Vampires non hanno tardato a mettere in mostra sul palco stasera.
Da segnalare anche una buona presenza di pubblico straniero, probabilmente in vacanza nelle zone limitrofe, che con l’occasione ne ha giustamente approfittato per godersi questo spettacolo in una serata calda ed estiva che si preannunciava davvero molto infuocata ed esplosiva.
Con qualche minuto di ritardo rispetto la tabella di marcia, un minaccioso intro di “
Bela Lugosi’s Dead” dei
Bauhaus, accompagnato dalla proiezione sul maxischermo delle bare dei tre vampiri fondatori, Alice Cooper, Joe Perry e Johnny Depp, preannuncia l’ inizio dello show, mentre quelli veri in carne ed ossa sono già pronti sul palco per dare inizio alle danze, accompagnati da altrettanti talentuosi e celebri musicisti, che tutti insieme formano questa super band; cominciando dal carismatico
Tommy Henriksen (chitarrista anche della band di Alice Cooper), personaggio eccentrico e carismatico, dotato anche di un'ottima voce, passando per
Chris Wylde (il bassista attuale dei
The Cult), arrivando a
Buck Johnson alle tastiere e finendo con il mitico
Glen Sobel, batterista anch’egli della band di Alice Cooper come il sopracitato collega chitarrista.
Piccola postilla: il nome Hollywood Vampires deriva da un famigerato e dissoluto club della città, solitamente frequentato da famose rockstar negli anni ‘70/’80 che si facevano e si sbronzavano per tutta la notte, arrivando poi ad assumere le sembianze di veri vampiri alle prime ore del mattino per quanto erano devastati e sfatti! Personalmente, penso che al di la' di una scelta di immagine molto folkloristica, provocatoria e suggestiva, escludendo il re dello shock rock Alice Cooper, gli Hollywood Vampires abbiamo ben poco a che fare con l’immaginario gotico e horror in generale e che sia la loro musica composta che quella proposta con le cover, abbiano più un legame con la tradizione tipicamente rock - hard rock/ rock’ n’roll d’annata che con quello scenario iconografico del mondo oscuro al quale si vorrebbero accostare.
Il loro spettacolare show della durata di quasi ben due ore, come dicevamo pocanzi, si snoda attraverso alcuni brani tratti dal loro repertorio estratto dai due solo studio album a oggi pubblicati, sommati alla riproposizione di molte cover (alcune piuttosto celebri e famose, altre invece decisamente molto meno conosciute e molto di nicchia ma con la peculiarità di venire tutte eseguite con grande personalità e senza scopiazzare troppo le versioni originali).
Assistere ad uno spettacolo degli Hollywood Vampires è adrenalina pura, dove tutti interpretano il proprio ruolo magnificamente, dando il massimo contributo, non solo suonando il proprio strumento, ma alternandosi nel cantare a turno da solisti o come coristi aggiunti, creando un gioco di squadra vincente e altamente emotivo per lo spettatore, che viene così coinvolto a trecentosessanta gradi e senza mai annoiarsi!
Vedere ad esempio per la prima volta in vita mia uno dei miei grandi idoli Alice Cooper con la chitarra ritmica a tracolla strimpellare su alcuni pezzi e altri accompagnarli con l’armonica a bocca è stato un motivo già più che sufficiente per esserci e per tornare a casa soddisfatto e appagato.
Il sipario dei vampiri hollywoodiani si apre con il sopracitato ZIO Alice Cooper subito protagonista sulle note di “
I Want Me Now” che si prende subito la scena grazie al suo innato ed inarrivabile carisma horror con tanto di tipico ed inconfondibile mascara marcato e colante attorno gli occhi, rossetto vistoso, camicia bianca, cinturone da gladiatore romano e immancabile bastone con il quale come un direttore d’orchestra dirige tutte le operazioni: d’altra parte, inutile negarlo, il polmone e il cuore pulsante degli Hollywood Vampires sono rappresentati in buona parte da lui e i tantissimi presenti stasera a Este con la sua immagine stampata nelle t-shirt indossate per l’occasione sono testimonianza tangibile della mia tesi.
Purtroppo però non tutte le ciambelle riescono sempre col buco, e infatti con la successiva “
I’m Eigtheen” (brano storico e peraltro sempre molto atteso e amato dai fans di Cooper) arriva un grossolano pasticcio tecnico da parte dei fonici in cabina di regia, per cui la voce improvvisamente sparisce e non si sente più; neanche un secondo tentativo di un paziente e molto professionale Alice Cooper di ricominciare da capo ha dato frutti migliori: in qualche maniera si è arrivati fortunatamente alla fine del brano, che è stato però palesemente rovinato; nessuna croce addosso a nessuno per carità, anche perché in realtà è stato il solo e unico grosso problema tecnico di tutta la serata, perché poi il concerto è filato via tutto liscio fino alla fine, ma a certi livelli e con un biglietto piuttosto importante non è comunque accettabile questo tipo di situazione, anche se comprensibilmente sono imprevisti che possono succedere.
“
My Dead Drunk Friends” e “
The Boogieman Surprise”, entrambe ottimamente eseguite e riuscite grazie anche all’audio e ai suoni rientrati ora nella normalità, chiudono di fatto l’angolo dedicato ai brani degli Hollywood Vampires per dare poi ampio spazio alle varie cover programmate in scaletta. Una struggente “
Venus In Furs” (
Velvet Underground), seguita da “
People Who Died” (
The Jim Carroll Band), mettono in evidenza anche inaspettate dote canore dell’osannato attore chitarrista Depp, mentre sulle note di “
Livin ‘ On The Edge” (
Aerosmith) sale ovviamente in cattedra il “padrone di casa” Joe Perry con la sua chitarra, che tuttavia darà il meglio di se' nel doppio ruolo voce/chitarra con un interpretazione pazzesca di “
You Can’t Put Your Arms” (
Johnny Thunders), da brividi lungo la schiena come solo un rocker consumato (anche da droghe e alcol) può regalare...adrenalina pura!
Molto interessanti anche le rivisitazioni di “
Baba O’ Riley” (
The Who) con tanto di assolo del bravissimo batterista Glen Sobel, e della mitica “
Roadhouse Blues” (
The Doors). Dopo una un po’ soporifera “
Beck’s Bolero” (
Jeff Beck) risale in cattedra Johnny il bello con un'interpretazione magnifica di “
Heroes”, del sempre compianto e mai dimenticato
David Bowie, purtroppo seguita da una “
Walk This Way” davvero malfatta e malriuscita, non adatta alle tonalità e caratteristiche vocali di Alice Cooper, risultando una scelta errata e la peggiore delle varie cover proposte.
Poco male, perché arriva a razzo un esplosiva “
Highway To Hell” degli
AC/DC era
Bon Scott (la migliore), omaggiato sul palco con una gigantografia della sua immagine proiettata nei maxischermi, dove da mattatori la fanno i più “marcioni” della ciurma, ovvero il chitarrista di Alice Cooper Tommy Henriksen (qua anche nelle vesti di cantante) in collaborazione con lo scatenato collega Joe Perry, una vera furia, una mina vagante misto scheggia impazzita , travolgente e coinvolgente tanto negli assoli che nelle movenze, risultando per certi versi forse il migliore in assoluto sul palco stasera, senza nulla togliere agli altri musicisti naturalmente, tutti eccellenti e meritevoli di lode.
Tocca allo ZIO di Detroit il compito di chiudere il sipario Hollywood Vampires, prendendo possesso nuovamente della scena con l’eleganza e la classe di un vero cabarettista vestito di tutto punto, con tanto di bombetta, bastone e frac luccicante. Partono alte e vibranti le note di “
School ‘s Out” (intervallata come di consueto da “
Another Brick In The Wall” dei
Pink Floyd), con i fan letteralmente in preda al delirio e intenti a scandire le strofe a squarciagola di questo vero e proprio inno del rock, mentre lo Zio era invece intento nel fare scoppiare con la punta del bastone gli enormi palloni gonfiabili che arrivano sul palco, precedentemente lanciati sul pubblico dal loro staff, creando così un clima magico di party tra gli Hollyood Vampires e i loro fan: come si suol dire …uno spettacolo nello spettacolo!
Alice Cooper presenta poi tutta la band uno ad uno e ci chiede se siamo stanchi o se vogliamo ancora un ulteriore bis . A seguito di ovvia risposta affermativa parte una elettrizzante “
The Train Kept A- Rollin” (rifatta anche dagli Aerosmith e proposta spesso live ), dove non a caso l’indemoniato Joe Perry sale ancora una volta in cattedra e da protagonista assoluto per l’ultima volta, sbattendo anche violentemente la sua giacca a terra più volte alla fine del pezzo…che dire, un vero EROE del nostro tempo! Joe Perry, un indomabile animale da palco da clonare e tramandare alle generazioni future, così come Alice Cooper, immortale leggenda dell’horror shock rock!
Concerto di rara bellezza ed intensità emotiva, anche se per molti gli Hollywood Vampires resteranno sempre e solo una “cover band”….pazienza, come si suol dire, chi s’accontenta gode e noi stasera al Castello Carrarese di Este abbiamo goduto tantissimo!
Lunga vita ai Vampiri di Hollywood!