(31 luglio 2026) Porto Antico Prog Fest 2026: @Sigmund Freud, @The Fertility Cult, @Claudio Simonetti's Goblin

Info

Provincia:GE
Costo:30 euro
Eccomi qui a descrivere la mia seconda ed ultima (sigh!) giornata in terra genovese; questa volta una serata all’insegna del prog visto in varie sue forme con un evento speciale a coronare il tutto e del quale vi spiegherò strada leggendo.
Questo secondo spettacolo è ancora ottimamente organizzato e gestito dalla ciurma della Black Widow Records, con il comandante in capo Massimo Gasperini, dei veri stakanovisti della buona musica.

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Stavolta si sta belli seduti, come in un parterre elegante e raffinato, proprio adatto per la musica che stiamo per sentire.
I primi ad intervenire sul palco sono una schiatta di veterani nostrani ovvero i bravissimi Sigmund Freud; la band ha un sapore antico, senza tempo che affascina, ma attenzione, alla bisogna graffia con un tiro pazzesco provare per credere il dualismo tra flauto traverso e chitarre.

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Secondo atto, ecco salire una giovane formazione scandinava ma già rodata, compatta ed unita, i The Fertility Cult.

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Devo dire che questi ragazzi, con un cantante e bassista che sfoggiava dei pantaloncini in omaggio alla nostra bella patria offrono una giostra prog eccitante ed emozionante.
Questi virgulti del Nord offrono un caldo suono, che colpisce nel segno ma soprattutto hanno come arma micidiale sonora un sax solista da brividi ed armonie vocali, un calore che avvolge il tutto e vibra di magia pura.

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Già provare queste due pietanze sonore servite su vassoio d’argento mi hanno ingolosito e ne vorrei ancora ma…attenzione arriva il piatto forte e che piatto signori!

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Mesdames et Messieurs ecco da Roma i Claudio Simonetti’s Goblin (ovazione!) che faranno il commento sonoro dal vivo durante la proiezione del film diretto dal maestro Dario Argento nel 1982, “Tenebre”, una pellicola che a suo tempo riportava il “signore del brivido” nostrano al giallo dopo la parentesi horror di “Suspiria” ed “Inferno”.

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Che dire se non che è stato uno spettacolo nello spettacolo; un viaggio misto tra suoni, immagini, visionarietà e con una colonna sonora moderna e senza tempo.
Ma non è tutto, perché finita la proiezione ecco che il quartetto orchestrato dal grande Simonetti sciorina una scaletta da brividi ed è proprio il caso di dirlo con classici come “Suspiria”, “Demon”, “E suono rock”, la dedica a cotanto padre, ovvero Enrico Simonetti con la sua “Gamma”, tema portante dell’omonimo sceneggiato Rai degli anni 70 e a chiudere il capolavoro “Profondo Rosso” e voglio vedere se non sapete da dove sia tratto il brano.

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I compagni d’avventura che accompagnano questa colonna portante del prog tricolore sono una sicurezza adamantina e mi è doveroso citarli uno per uno per la bravura e la caratura, Daniele Amador alla chitarra che cuce e sciorina una cascata di note nei soli con la sua sei corde, Gabriele Maragoni alla batteria che picchia, ma sa andare anche di fioretto alla bisogna quando il flusso sonoro lo richiede e poi lei, la signora delle quattro corde, Cecilia Nappo che con maestria, scioltezza e grande capacita tecnica non è da meno ed è grande sostanza.


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Di Claudio Simonetti che dire se non che bisognerebbe conservarlo; classe pura, eleganza, ironia, senso del racconto e passione, bravissimi tutti ed una grande umiltà per questo quartetto che porta oltre confine la Storia con la s maiuscola dell’horror nostrano e non.
Il pubblico ha risposto presente, tra ragazzi, giovani o meno giovani, anche se l’età è solo un banale numero, perché altro è importante e devo ammettere che mi hanno inorgoglito.
Una menzione d’onore va ai due presentatori Linda Dell e Athos Enrile per la signorilità e classe che hanno donato con la loro presenza sul palco.
Un grazie sentito al buon Massimo, Pino e l’allegra brigata che ha organizzato questo spettacolone emozionante, sono un tesoro nazionale e dovrebbero servire d’esempio soprattutto a chi da aria solamente con la bocca, perché questi genovesi, fanno i fatti, bravi!
In conclusione, devo dire che questa vacanzina giunge al termine, ho cercato di fare anch’io qualcosa di buono, perché noi, amanti della buona musica siamo una famiglia, lieto di farne parte, prosit!
Report a cura di Matteo Mapelli

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