Ferragosto… tutto chiuso in città , tutti in ferie e tutti in spiaggia al mare! Ma dove sta scritto? Forse vent’anni fa era ancora valido questo slogan ma nei tempi odierni, dove tutto il mondo è oggi cambiato (fortunatamente) abbandonando questi vecchi schemi fissi, i locali come il
Damage Inc di S.Giovanni Lupatoto che invece hanno deciso di tenere aperto in questi giorni e scommettere con chi ha disertato le lunghe code in auto per raggiungere mete turistiche e balneari, preferendo invece rimanere comodamente a casa per godersi un bel concerto cazzuto e oltretutto in un locale ben climatizzato, hanno avuto ampiamente ragione e vinto pienamente la scommessa!
Naturalmente, per raggiungere l’obiettivo prefissato (tenendo conto anche delle concorrenza di sagre varie in zona all’aperto dove non mancano mai tributi metal o simili) bisognava ovviamente dare un motivo valido alla gente di fare questa scelta e non a caso infatti questa è ricaduta su una leggenda del punk /HC- crossover mondiale, ovvero i brasiliani
Ratos De Porao, di passaggio in Italia per tre date (Frantic Festival, Rock Planet, e appunto Damage Inc), nel mezzo di un lungo tour europeo e dopo parecchi anni di assenza dal nostro paese.
Pertanto l’occasione si presentava davvero ghiotta, unica ed imperdibile, con una partecipazione di pubblico numeroso, piuttosto variegato musicalmente e un po’ di tutte le età, suddiviso equamente tra punk, HC puristi e metallari, con molte presenze anche da fuori regione veneto, a testimonianza del grande richiamo ed interesse suscitato, e che grazie anche alle alte temperature estive del periodo hanno letteralmente preso d’assalto anche al bancone bar del locale fin dall’apertura, finendo molti fusti di birra a fine serata per la grande gioia dei gestori.
Se poi al tutto ci sommiamo anche la presenza di un succosissimo e fornitissimo banchetto di vinili/CD e t- shirt che ha in parte assopito la delusione della mancanza totale di merchandising dei Ratos De Porao (andata completamente sold out nei giorni precedenti!) le premesse per una serata di grande festa c’erano tutte e direi che sono stare anche completamente soddisfatte!
In apertura serata vengono proposte due band venete (vicentine per la precisione), i
Deafening, di cui purtroppo non sono riuscito a sentire quasi niente se non una parte di un brano finale (troppo poco per tirare delle conclusioni), e i
The Nutries, davvero in linea e attinenti ai Ratos De Porao in tutti i sensi, sia a livello di “parentela roditori” che come genere musicale, anche se oggettivamente più metal come punk orientamento proposto che sul crossover/hc invece al quale sono più inclini i brasiliani. Nella mezz’ora circa a loro disposizione hanno comunque pestato come fabbri, dando idea sempre di grande compattezza e solidità, dove la voce growl e potente del nuovo vocalist l’ha fatta sicuramente da padrona, sorretta però anche da un buon tessuto musicale in cui tutti gli altri componenti dimostrano di possedere una certa tecnica ed esperienza maturata sul campo di battaglia, cioè il palco! Pezzi molto veloci, lineari e diretti, come il genere impone, alternati tra nuovi brani e vecchi e tutti cantati rigorosamente in italiano, con molte tematiche sociali (anche attuali), trattate nei loro testi altrettanto espliciti e diretti come il loro punk /metal impone. “
Un Morto”, in apertura , “
Vorrei Sentirmi”, “
Libero”, “
Buio”, “
Inganno”, “
Bombe”, “
Isla El Silencio” e “
Sottomessi” in chiusura gli episodi di maggior rilevanza ed intensità. Una prova complessivamente più che positiva quella messa in atto dai punkers vicentini The Nutries, che hanno avuto il merito di far scaldare i motori al meglio in attesa dello show dei brasiliani che a breve prenderanno possesso del palco.
45 anni di carriera alle spalle, una ventina di dischi sfornati, capostipiti indiscussi della scena Harcore/crust punk internazionale: direi che questo biglietto da visita basta e avanza per sintetizzare al meglio l’essenza dei brasiliani
Ratos De Porao, meglio noti con l’abbreviativo R.D.P.
Di quella storica primordiale formazione ottantiana oggi figura solo il vocalist
Joao Gordo, un vero frontman d’altri tempi; trascinatore, intrattenitore e dotato di quel carisma che oggi si fatica riscontrare nella scena punk o metal qualsivoglia attuale: corpo completamente tatuato (testa inclusa), maglietta dei mitici
Discharge (che fatalità ho visto recentemente alla festa di Radio Onda D’Urto a Brescia), voce potente, aggressiva, corrosiva, serrata, violenta, con tanta attitudine e carisma a mille.
Quello che più impressiona di Joao Gordo è la tenuta alla distanza, nonostante l’età e alcuni problemi di salute, cantando peraltro un genere estremo come questo in cui non ci si risparmia dall’inizio alla fine, e dove i brani viaggiano a una velocità supersonica (seppur piuttosto brevi) e nei quali non esistono lenti e pause per prendere fiato... solo per questo merita tutto il nostro supporto stasera che non è mai mancato a dire il vero, con alcuni fan che oltre che cantare i pezzi e improvvisare un pogo devastante sotto palco sono addirittura saltati sopra durante la loro esibizione in preda al delirio e all’esaltazione totale che ha contagiato un po’ tutti stasera a dire la verità!
Ovviamente, i R.D.P. non sono solo Joao Gordo, ma anche
Jao alla chitarra ,
Juninho al basso e
Boka alla batteria, e tutti insieme creano un vero e proprio tornado, un muro sonoro compatto e quadrato, devastante e martellante, suonando sempre con tanta rabbia e cattiveria in corpo ma anche con estrema precisione; bellissimi e godibili anche i mini balletti improvvisati da Joao Gordo! Inoltre nella loro musica è presente anche molto crossover e del thrash metal old school e questa varietà che li porta ad abbracciare più influenze ne determina appunto un seguito di pubblico molto vasto ed eterogeneo, come ben visibile anche tra i presenti del Damage Inc stasera.
Nell’ora e mezza circa di rappresaglia a loro disposizione hanno eseguito un infinità di brani, mettendo sempre a segno colpi ben assestati e precisi e colpendo ripetutamente lo spettatore in faccia e sullo stomaco con la forza di un caterpillar, pescando un po’ da tutta la loro immensa discografia, in cui i testi parlano tutti essenzialmente di politica (specie di problematiche legate al loro paese) o di denunce sociali di vario tipo. “
Amazonia Nunca Mais”, “
Beber Ate Morrer”, “
Farsa Nazionalista” , “
AIDS , Pop, Repressao” dal mitico e forse più conosciuto e famoso album “
Brasil” sono stati certamente i momenti piu’ rilevanti dello show, che ha proposto molti altri classici della band quali “
Morte Ao Rei”, “
Paranoia Nuclear”, “
Pedofilia Santa”, “
Morrer/Sofrer”.
L’assalto finale con il trittico micidiale composto da “
Caos”, “
Conflito Violento” e “
Crise General”, mettono letteralmente a ferro e fuoco il locale veronese che può vantarsi davvero di aver ospitato sul proprio palco una band unica e leggendaria quali si sono dimostrati di essere i Ratos De Porao!