(11 luglio 2026) Scorpions + Saxon @ Vicenza

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Provincia:VI
Costo:non disponibile
L’Ama Music Festival di Romano d’Ezzelino, a due passi dalla ben più nota località turistica Bassano Del Grappa, è diventato da anni oramai un punto di riferimento costante per ogni amante della musica rock a 360 gradi, ospitando nella bellissima e suggestiva location sita nel Parco interno di Villa Negri una rassegna musicale estiva piuttosto lunga e ampia e in grado di soddisfare ogni gusto ed esigenza.

Per questa speciale occasione di metà luglio, il programma dell’ AMA music festival, nelle due giornate di sabato 11 e domenica 12, si concentra e focalizza sulle sonorità più dure del rock, in particolare dell’heavy metal e affini, proponendo un programma di tutto rispetto e di livello internazionale; nella
prima giornata vedremo esibirsi dei veri e propri pionieri del genere, ovvero le stelle tedesche dell’ hard rock mondiale, gli Scorpions, preceduti dagli immortali e inossidabili Saxon, tra i maggiori esponenti della corrente NWOBHM ottantiana e punta di diamante del metal inglese con Judas Priest e Iron Maiden.

La seconda giornata invece ci regalerà’ l’esibizione del re dello shock rock di Detroit, sua maestà Alice Cooper, preceduta dagli storici signori del punk rock inglese The Damned, e in apertura orgogliosamente dai nostri connazionali Messa, che con il loro doom metal andranno ad impreziosire questa seconda giornata dai forti tinte horror ed oscure.

Con questa odierna, è la terza volta complessiva che vengo all’ AMA music festival, giunto alla ragguardevole cifra di undici edizioni! La mia prima fu nel 2023 con Megadeth, Lacuna Coil, Messa e la seconda nel 2024 con Bruce Dickinson, Michael Monroe, The Darkness, Stratovarius (come Metal Park però in quella circostanza), e non posso non notare come abbiano fatto tutti passi da gigante, dall’organizzazione esterna dei parcheggi a quella interna
dell’area festival, dove tutto è perfettamente accessibile e in ordine, con visibilità, acustica e suoni al limite della perfezione, cosa purtroppo non riscontrabile frequentemente altrove in festival all’aperto.

L’unica cosa che non mi è piaciuta per niente e decisamente migliorabile in futuro sono stati gli antipatici e scomodi token, non rimborsabili, che comportavano file alla cassa (seppur scorrevoli) per acquistarli e con il rischio
concreto di avanzarne quasi sempre in tasca, sufficienti solo per una misera bottiglietta d’acqua naturale. In compenso bevande, drink, aperitivi, birra e cibo ottimi e al prezzo giusto, di buona qualità e con ampia scelta (incluso un numero
notevole di panchine pulite dove potere sedersi per mangiare e di bagni chimici esterni che evitava lunghe file e attese). A impreziosire il tutto attrazioni da luna park con tanto di artisti circensi e prodotti tipici locali offerti.

Questa prima giornata di sabato, sulla carta imperdibile, si e’ di fatto concretamente rivelata un grande successo in termini di affluenza, con una nutrita partecipazione di pubblico anche da fuori regione Veneto, abbracciando sotto un'unica bandiera nuove e vecchie generazioni di metallari. Ciò che maggiormente preoccupava oggi erano però le avverse situazioni metereologiche, che davano temporali di forte entità (con rischio addirittura di grandine) su Vicenza e provincia. Il maltempo quindi, come previsto e prevedibile, ha puntualmente colpito l’area del festival nel tardo pomeriggio,
ma fortunatamente limitandosi nello scatenare un normalissimo temporale estivo con pioggia abbondante per circa un ora prima dell’ esibizione dei Saxon, prevista per le 19:50, e scongiurando pertanto qualsiasi ipotesi di annullamento dell’evento!

Pericolo scampato, temperature in diminuzione, birra che inizia a scorrere a fiumi …direi che ci sono tutti gli elementi per dare il via allo spettacolo!

Tocca agli immortali capostipiti e portabandiera della NWOBHM Saxon iniziare per primi oggi e rompere così il ghiaccio, ma sarebbe assurdo solo pensare che possano essere considerati come band in apertura di giornata dei
colleghi tedeschi Scorpions: per quanto mi riguarda sono semplicemente due headliner pari merito senza prevaricazioni di maggior importanza di una band rispetto l’altra, nonché due leggende viventi del metal che abbiamo avuto l’onore e il privilegio di vedere assieme esibirsi in contemporanea oggi nel Main Stage dell’ AMA festival!

I Saxon sono giustamente considerati da sempre una sorta di leggenda del metal vivente dai vecchi metallari old school e sinceramente dopo l’esibizione di oggi, come dargli torto? Il mio “battesimo con il metal“ avvenne proprio in occasione di un loro concerto moltissimi anni fa orsono e la mia fede verso
di loro prosegue immutata nel tempo, ora come allora: devo gratitudine e riconoscenza eterna ai Saxon, che non mi hanno mai deluso una sola volta in tutta la mia vita dal vivo!

Si parte a razzo con “Hell, Fire And Damnation”, unico brano recente in una scaletta infarcita solo di vecchi classici e brani famosi e conosciuti; l’atmosfera inizia a scaldarsi di brutto! Biff Byford, 75 anni suonati, è ancora in forma fisica e vocale smagliante: ugola rocciosa, tagliente e potente come un
tempo, grande dinamicità nei movimenti e tanta voglia di interagire con noi. Il momento più emozionante che ci ha regalato il buon Biff è stato certamente quando ha afferrato la bandiera italiana lanciata da un fan dalle prime fila, e che si è legato al microfono; un vero e proprio atto di fede e riconoscenza al nostro paese che li ha sempre amati molto.

Stessa cosa fatta poi dal grande batterista Nigel Glockler (autore di una prestazione maiuscola), che l’ha addirittura stessa tra i muti della sua batteria! Grande mattatore e trascinatore della serata anche il bassista Nibbs Carter che si è esibito addirittura a petto nudo, e di rilievo assoluto le prestazioni dei due chitarristi Doug Scarratt e in particolare di Brian Tatler, storico chitarrista e fondatore dei Diamond Head, nonché influente personaggio storico della NWOBHM, che ha degnamente sostituito il dimissionario Paul Quinn, entrando a tutti gli effetti nel cuore dei fan dei Saxon, diventando in pocotempo un vero leader e trascinatore, grazie anche ad una tecnica invidiabile e sopraffina negli assoli che pochi chitarristi metal al mondo possono vantare ed eguagliare!

Power And The Glory”, “Solid Ball Of Rock”, “Motorcycle Man” sono pietre militari che resistono intatte alla prova del tempo, così come “Heavy Metal Thunder”, “Dallas 1 PM” e “Strong Arm The Law”, veri e propri manifesti dell’heavy metal mondiale; i Saxon hanno costruito il loro periodo di massimo successo e splendore della loro carriera infatti proprio negli anni 80 e pur continuando a comporre di dischi di valore non sono più riusciti ad eguagliare quei vecchi fasti.
Tra immagini suggestive che si susseguono nel maxischermo dietro di loro sul palco in cui vengono proiettati tutti i loghi dei vari dischi incisi nel tempo, si distingue tra tutti l’iconica aquila, che è un vero e proprio simbolo distintivo dei Saxon; non a caso il rapace rappresenta da sempre un loro album e
brano storico “Wheels Of Steel”, immancabilmente suonata anche stasera per il gran finale, affiancata da “Denim And Leather”, “Crusader” e “Princess Of The Night“, che chiude in maniera impeccabile un esibizione mostruosa, impeccabile e sopra le righe degli immortali ed eterni Saxon! Clonateli!



Gli Scorpions sono per il sottoscritto un’istituzione della musica e la più grande hard rock band del pianeta di tutti i tempi, e non solo la band tedesca più famosa e conosciuta al mondo!
Ricordo come fosse oggi la mia prima volta con loro in Germania, sotto la neve a dicembre, in pieno inverno e in auto….fu una vera avventura che ricordo sempre con grande gioia e a distanza di molti anni. Il bello della band di Hannover, classe 1965, è che sono rimasti sempre coerenti e fedeli a se stessi e al loro credo, e pur sfornando una vasta quantità di dischi nel corso della loro lunghissima e fortunata carriera, non si sono mai svenduti a mode musicali o trend del momento, senza tuttavia mai produrre album “copia/incolla” dei precedenti!

Oggi, in occasione di questo tour mondiale che celebra i 60 anni di attività degli Scorpions, abbiamo avuto il privilegio di rivederli in questa unica ed esclusiva data italiana che fortunatamente molti non si sono fatti sfuggire!
Klaus Meine, 78 anni, resta un idolo incontrastato a prescindere da tutto, un uomo umile che viene dalla gavetta e che ha raggiunto il meritato successo: “E’ bello essere qui , la pioggia si è fermata! Ricordo quando noi giovani della
Germania Ovest allora partimmo alla conquista dell'Europa!
”…un discorso semplicemente da lacrime agli occhi!

Con grande dispiacere personale, ma anche con una certa obiettività e onestà, bisogna ammettere che ora non è più quello di un tempo il grande Klaus; piuttosto fermo e statico sul palco, la voce che va e che viene; inoltre si deve fare aiutare dal pubblico e dalla band nei cori e verso la fine dello show va in chiara difficoltà e in debito d’ossigeno: ma c’è un grande pregio in tutto ciò…niente trucchi, niente basi preregistrate, niente inganni…è tutto maledettamente e assolutamente vero e autentico, nel bene o nel male!

Spinge quando può, rallenta e posiziona ad arte i brani strumentali per avere pause necessarie a rifiatare; ciò nonostante, solo per la grande dignità con cui mette a nudo i suoi limiti vocali attuali merita tutto il nostro RISPETTO!

Pertanto i paragoni mossi in diretta live al concerto da alcuni fenomeni di turno
con il glorioso passato, considerando età e problemi di salute recenti di Klaus contano come il due di picche per il sottoscritto! Resterà per sempre un N.1!

L’Italia è per tradizione e storicamente una loro nazione amica che ha sempre visceralmente amato gli Scorpions (anche chi non ascolta essenzialmente hard’n’heavy) e a quanto pare la tradizione si è tramandata di padre in figlio: la
presenza di tanti giovani mescolati a noi fans più attempati o addirittura a intere famiglie al completo né è testimonianza tangibile: del resto ricordo perfettamente che le loro canzoni più famose a metà anni novanta venivano puntualmente
passate nelle radio italiane.

La proiezione di un minaccioso e gigantesco scorpione nel maxischermo che si impossessa del nostro pianeta terra è il giusto preludio dopo l’intro di quello che ci attende a breve: “Coming Home” brano storico e sempreverde, seguita dalla più recente “Gas In The Tank”, “Make It Real” e “The Zoo,”
risuonano come una sentenza vincente scritta, prima del celebre brano strumentale “Coast To Coast”, dove fuoriesce tutta la classe della celebre accoppiata Rudolf Schenker/Matthias Jabs, entrambi chitarristi eclettici e
talentuosi seppur stilisticamente molto diversi; più appariscente, intrattenitore e scenico Rudolf Schenker, maggiormente esplosivo e tecnicamente superiore Matthias Jabs.

Arriviamo così al momento cruciale dello show, forse per certi versi il più intenso ed emozionante, con il medley seventies composto da “Top Of The Bill/Steamrock Fever/Speedy ‘S Coming “ /Catch Your Train” , che come una macchina del tempo riporta la memoria ai loro esordi, quelli che ricordava
Klaus Meine.. “Bad Boys Running Wild” è un altro classicone cantato a squarciagola da tutti, mentre sul successivo brano nuovo “Delicate Dance” fuoriesce tutta la già citata classe e bravura del chitarrista Matthias Jabs, che incanta perprecisione esecutiva e dinamicità , senza tuttavia mai ostentare un accentramento individuale, ma anzi mettendo il suo talento solo a disposizione e in funzione della band; compito agevolato anche grazie all’ aggiunta nell’occasione speciale del chitarrista Ingo Powtinzer, che crea un supporto
prezioso alle linee melodiche tracciate da Jabs.

Ed eccoci giunti come tradizione vuole al momento romantico immancabile a un concerto degli Scorpions; è ora di preparare i fazzoletti e pensare ai vecchi amori perduti o finiti; “Send Me An Angel“ e “Wind Of Change” fanno scendere la lacrimuccia anche a chi non li aveva preparati, con un Klaus Meine ancora in grado di coinvolgere ed emozionare nonostante tutto, portandoci alla mente quel momento storico cruciale della caduta del muro del Berlino che solo chi lo ha vissuto in prime persona può capire.

Loving You Sunday Morning” è una semi-ballad sempre piacevole da sentire, ma la sorpresa vera arriva dalla splendida “I’m Leaving You”, suonata e proposta piuttosto raramente; il preludio prima della tempesta perché sta per scatenarsi sulle pelli della sua batteria tutta la furia di Mikkey
Dee
(ex King Diamond e Motorhead), che con il bassista
Pawel Maciwoda formano una sezione ritmica devastante; una “New Vision” futura della band davvero strepitosa parafrasando il titolo.

Tease Me, Please Me”, “Big City Nights“ hanno ancora la forza di ruggire, per chiudere poi il cerchio nel modo più romantico possibile …”Still Loving You” è forse il più bel lento della storia della musica rock e su questo terreno gli Scorpions sono imbattibili e non hanno rivali: un brano ascoltato centinaia di volte, nello stereo, in auto, alla radio in al lavoro e che non smette mai di emozionare e far sognare ad occhi aperti.

Ma gli Scorpions sono pur sempre una band di hard rock e non possono congedarsi così; per il gran finale eccoci pertanto serviti “Blackout” con il palco effettivamente trasformato in una sorta di corto circuito, seguita da “Rock You Like a Hurricane”, che mette il punto esclamativo a un live da emozioni vere e da brividi veri lungo la schiena. SCORPIONS FOREVER!

Da segnalare infine che in un apposito Second stage, posizionato dalla parte opposta del Main stage principale, si sono esibite invece le band italiane Captain Mantell, Mad Dogs e Jukebox ’74, che non sono riuscito a vedere purtroppo
esibirsi.

Report a cura di Alessandro Masetto

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