(09 luglio 2018) Iron Maiden @ Ippodromo di San Siro (Milano)

Info

Provincia:MI
Costo:Biglietti da € 74,75
Iron Maiden @ Ippodromo Snai San Siro (Milano) - Legacy of the Beast European Tour 2018
“Gli Iron Maiden sono paragonabili ad una nazionale di calcio, per la precisione i Maiden sono la nazionale di calcio inglese.
Che tu possa tifare West Ham o Manchester, Gunners o Liverpool, non ha alcuna importanza perché quando scende in campo la nazionale si è tutti uniti sotto un unica bandiera.”

Ecco che tu possa ascoltare Black Metal, Power Metal, Thrash o Viking Metal… o addirittura non ascoltare affatto Heavy Metal, non ha alcuna importanza, perchè quando arrivano gli Iron Maiden sì è tutti “Blood Brothers”
E’ vero, ci sono tanti altri concerti di uguale importanza, ma la magia che gli Iron Maiden sono in grado di trasmettere, nessuno è capace di eguagliarla.

L’idea era quella di scrivere un breve report, qualcosa di sobrio, senza troppi fronzoli e senza infilarci dentro sentimenti ed emozioni.
Impossibile quando si parla degli Iron! loro hanno scritto la storia dell’Heavy Metal, e probabilmente in un certo senso, anche la storia personale di ognuno di noi!

Ci sarà un motivo se da quarant’anni questi “ragazzini” continuano ad attirare una vastità di pubblico sempre più variegata, veri e propri ricambi generazionali, che si susseguono nel corso degli anni!

La data milanese rientra all’interno del tabellone dei concerti estivi della 
Milano Summer Festival che da sempre organizza i sui eventi nella splendida location dell’Ippodromo San Siro galoppo in cui il 9 luglio c'era praticamente di tutto, dal bambino accompagnato dal padre, dal ragazzino che magari era al suo primo concerto, a gente più avanti con l'età, capelloni, capelli bianchi, gente che i capelli li ha persi con Factor X, ho visto addirittura coppie di vecchietti a cui va tutta la mia stima!

Se non è Sold Out, poi ci manca, con biglietti già introvabili fin da poche ore della messa in vendita, almeno quelli del Pit 1. (e qui potremmo aprire un discorso a parte, ma ci torneremo).


Diciamo subito che il tour dei Maiden sta procedendo a gonfie vele con sold out o quasi praticamente in tutte le location, anche l’Ippodromo di San Siro fa registrare un ottimo numero di presenze, eppure la sensazione è che se fossero stati disponibili altri diecimila biglietti, si sarebbe toccato comunque il tutto esaurito!
(e anche qui potremmo aprire una parentesi riguardante la location, possibile che nel 2018 in Italia non si riesca ancora a portare Steve Harris e soci in uno stadio? ma torneremo anche sui questo argomento)

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La data meneghina giunge nel cuore del Legacy of the Beast European Tour 2018, che ha avuto inizio il 24 maggio 2018 in Estonia e vedrà il suo epilogo il 11 agosto a Londra con ben 38 date fra stadi e arene in giro per il vecchio continente.

Come sappiamo quella di Milano non è l’unica data della band nel nostro paese, i quali si sono già esibiti il 16 giugno a Firenze (QUI il nostro live report) e torneranno il 17 luglio a Trieste nella suggestiva location della Piazza Unità d’Italia che già li vide protagonisti in occasione del precedente The Book of Souls World Tour.

Durante il Legacy of the Beast European Tour i Maiden sono stati supportati in diverse date dai The Raven Age band Emo/Alternative Metal made in London che vede fra le sue fila il chitarrista George Harris, ovvero il figlio di Steve Harris!

Musicalmente non offrono certo nulla per cui valesse la pena pagare il prezzo di un biglietto, un po' come quando in alcuni tour ad aprire per gli Iron Maiden era la band di Lauren Harris, del resto se porti quel cognome hai sulle spalle un grossissimo peso.
Tutto sommato è anche giusto che il padre provi a far conoscere la musica dei figli dando loro queste opportunità, chi non lo farebbe nella sua posizione? 



Secondo special guest della serata sono gli americani Tremonti che presentano il nuovissimo "A Dying Machine”, album numero quattro per la band di Orlando che propone un sound più in linea con i The Raven Age che con gli Headliner, tuttavia il pubblico assiste con interesse all’esibizione della band, ma diciamoci la verità ad un concerto degli Iron Maiden, le band di supporto sono solo un antipasto in attesa della portata principale durante il quale la maggior parte della gente fa il rifornimento di birra.

Al termine dell’esibizione dei Tremonti, nell’aria si poteva percepire l’adrenalina di tutti i presenti per l’attesa spasmodica che ormai stava per finire! 

Giusto il tempo dell’ennesimo (e ultimo) rifornimento “alcolico” che dagli altoparlanti partono le note di “Doctor Doctor” degli UFO, che come tutti sanno, è il prologo del tornado che sta per investire il palco dell’Ippodromo di San Siro!

Le luci si abbassano, la folla ormai in visibilio, la scenografia è mastodontica come in ogni concerto della vergine di ferro, ma questa volta pare proprio che fra fiamme, laser e fumi, le cose siano state fatte in grande come mai avvenuto prima.

Durante il corso del concerto potremo ammirare enormi lampadari e suggestive arcate ai lati del palco in cui si illuminano vetrate colorate a richiamare la tipologia ecclesiale dove troviamo il nostro Eddie in versione Piece of Mind, The Number of the Beast, Somewhere in Time, Seventh Son of a Seventh Son
We shall go on to the end.
We shall fight in France.
We shall fight on the seas and oceans.
We shall fight with brave confidence and Great strenght in the air.
We shall defend our island whatever the Cost may be.
We shall on the beaches.
We shall fight on the landing grounds.
We shall fight in the fields and in the streets.
We shall fight in the hills.
We shall never surrender!!!
Il celebre discorso di Winston Churchill introduce il primo brano “Aces High” e lo spettacolo può iniziare!

Un aereo della RAF prende lentamente forma sopra il palco, sul quale irrompe Bruce Dickinson con tutta la sua energia e casco da aviatore con tanto di occhiali, intanto uno ad uno salgono sul palco i protagonisti della serata, l’aria incandescente è il preludio di ciò che sta per avere inizio.

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Photo Credit: Iron Maiden.com - Legacy Of The Beast Tour - May 26, Tallinn, Estonia - Photo: John McMurtrie.

In questi primi tre brani la scaletta sembra aver preso la macchina del tempo per tornare nei primi anni ’80, dopo la trionfale “Aces High” seguiranno a ruota “Where Eagles Dare” per poi tornare ad esplorare l’immenso “Powerslave” con la leggendaria “2 Minutes to Midnight”
Il trittico iniziale è servito!

Primo pit-stop, i cori da stadio tipicamente calcistici, “Olè Olè Maiden Maiden” si elevano al cielo, (fatti partire da chi vi scrive, che per l'occasione si improvvisa capo ultrà Nda )Bruce a fatica riesce a prendere la parola per introdurre il prossimo pezzo sul quale potremmo parlare per ore.

Estratta dal discutibile “Virtual XI” ecco “The Clansman” una canzone suggestiva, un omaggio alla Scozia, le battaglie dei clan per l’indipendenza e la libertà, interpretata in maniera epica dalla voce di Bruce Dickinson, ci ritroviamo così immersi nel “Braveheart mood”
L’avevo detto che potremmo parlarne per ore.

La scaletta della serata non era certo un mistero, infatti è la stessa per tutto il tour, dalla prima data alla Saku Arena di Tallin, inevitabile dunque l’ulteriore scaldarsi del pubblico, il quale non aspetta altro che la successiva “The Trooper”!!!


Sul palco cambia la scenografia, ora fa capolino il soldato di cavalleria, Bruce Dickinson “in divisa” sventola trionfale un tricolore correndo da una parte all’altra del palco, si trova costretto a dover affrontare a colpi di spada lo zombie Eddie che sembra avere la meglio sul nostro condottiero, il quale però con un colpo di coda finale riesce a sconfiggere il nemico.

Il mosh in sala diventa sempre più devastante, ormai all’interno dell’Ippodromo non ci sono più luoghi “sicuri”.

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Photo Credit: Iron Maiden.com - Legacy Of The Beast Tour - May 26, Tallinn, Estonia - Photo: John McMurtrie.

Cambio di look per Bruce che dopo aver lanciato le due bandiere torna nel backstage per togliere la giubba rossa ed indossare abiti più sobri.
Torniamo all’interno dell’album “Piece of Mind” con “Revelations” brano che arriva al momento giusto per “abbassare” i ritmi dopo un avvio tanto devastante, intanto sullo sfondo si alternano varie coreografie.

Gli Iron Maiden sono una macchina da guerra oliata da numerose battaglie sui palchi di tutto il mondo, siamo ormai giunti a metà scaletta, ed è il momento di un brano particolarmente atteso, “For the Greater Good of God” unico episodio tratto da “A Matter of Life and Death”, album datato 2006, ricordo bene le numerose critiche che gli furono rivolte all’epoca e soprattutto le polemiche per la scaletta del relativo tour che comprendeva l’intero album lasciando solo le briciole ai pezzi storici (questo prima del periodo dei tour celebrativi).

A distanza di 12 anni devo ammettere che il pezzo suona davvero bene e in versione live crea un’atmosfera difficile da spiegare a parole.

Facciamo ora un salto temporale per tornare all’alba del nuovo millennio, siamo nel periodo “A Brave New World”, questa è “The Wicker Man”, i movimenti della band sono studiati fin nei minimi particolari, anche per non scontrarsi tra loro e per non urtare la maestosa scenografia, sul palco si alzano fiammate in perfetta sintonia con magnifici giochi di luci!

Sembra finita l’era dei tour incentrati su un determinato periodo storico della band, a conti fatti nel Legacy of the Beast European Tour 2018, la band ha voluto dare spazio a più album trovando in scaletta episodi tratti dal periodo “Factor X” e “Virtual XI”, come abbiamo visto sono presenti anche “Brave New World” e “A Matter of Life and Death”, ovviamente non potevano mancare i classici tratti da “Fear of the Dark”, “Iron Maiden”, “Piece of Mind”, dal quale vengono tratte il maggior numero di canzoni seguito a ruota da “The number of the Beast" e “Powerslave”.

Come a dire che questo tour ha voluto privilegiare in primis il nuovo album, e poco importa se qualcuno ha storto il naso, del resto i tour celebrativi ci sono già stati, Maiden England World Tour (2012/13), Somewhere Back in Time World Tour (2008/09) e andando più indietro l’Eddie Rips Up the World Tour (2005).

Il mio unico rammarico è non aver potuto sentire l’inconfondibile riff iniziale di “Wasted Years”, una canzone che ha sempre suscitato forti emozioni essendo cresciuto in quegli anni d’oro ascoltando l’Heavy Metal, ma ammettiamolo, più continuiamo ad analizzare questo o quel brano presente o mancante, e più ci rendiamo conto che sarebbero servite altre due ore di concerto!


Intanto il viaggio prosegue con “Sign of the Cross” altro pezzo incredibilmente suggestivo proveniente da “Factor X”, è quasi superfluo pensare che se quei due album fossero stati affidati interamente alla voce di Bruce Dickinson, oggi racconteremmo una storia diversa.

Adesso mettetevi comodi, siamo entrati nella fase calda della setlist, da qui in avanti sarà un crescendo di emozioni, la prima delle quali si chiama “Flight of Icarus”.
E qui le emozioni prendono il sopravvento, il pubblico risponde ai richiami di Bruce, come i consueti “Scream for me Milano” e praticamente intona l’intera canzone dalla prima all’ultima nota, lo spettacolo ormai ha raggiunto livelli di entusiasmo spalmati in ogni centimetro quadrato dell'ippodromo.
A questo punto però è arrivato il momento di fare una breve considerazione, premettendo che la band non ha alcuna voce in capitolo, premettendo che in una fase di domanda/offerta, gli organizzatore possono chiedere le cifre che ritengono più opportune, non sto qui a discutere se sia giusto o meno far pagare il biglietto di un evento seppur di questa rilevanza la cifra di 100 euro, finché ci sarà chi è disposto a pagare certe cifre, i prezzi subiranno sempre variazioni al rialzo.
Del resto non siamo più negli anni in cui per vedere gli Iron Maiden per i Metallica bastavano 30 euro, senza voler andare ancora più a ritroso, quando per cifre più economiche nel nostro paese si assisteva a dei Festival che non avevano nulla da invidiare a quelli che oggi possiamo trovare in giro per l’Europa.
Ma qui il discorso da fare sarebbe ancora più lungo e articolato.
L’unico dubbio sta nella inutile trovata (ormai presenza fissa per questi eventi) delle varie aree Pit, Vip, ecc. ecc.

Se la location fosse uno stadio o un palazzetto dello sport, potrei anche capire e anzi sarebbe auspicabile, la differenza dei prezzi per i vari settori dell’impianto , ma francamente delimitare delle aree con delle transenne in un campo erboso, in un parcheggio di una feria o su di una collina, col solo intendo di far più cassa, non mi sembra che sia l’idea del secolo… o forse si, dipende dai punti di vista!
E a questo punto subentra la seconda considerazione, cosa devono fare ancora gli Iron Maiden per poter suonare in uno stadio come San Siro? in questo modo anche il “caro biglietto” avrebbe una sua logica.
Inutile parlare di presenze fattibili, perché sommando le tre date Italiane uno stadio sarebbe stato riempito tranquillamente, da notare inoltre che durante il Legacy of the Beast European Tour, la band si è esibita in numerose arene e stadi e soprattutto fra pochi giorni suonerà al nuovissimo Wanda Metropolitano Stadium di Madrid.

Bando alle ciance, l’intro iniziale di “Fear of the Dark” prima, e la voce di Bruce Dickinson durante il ritornello sono forse il momento più intenso di questa magica notte, è davvero difficile spiegare cosa si prova ascoltando una delle canzoni più belle in assoluto mai scritte dagli Iron Maiden.

In questa occasione il poliedrico Bruce, si presenta al pubblico con maschera da gondoliere fantasma, cilindro e lanterna sfoderando ancora una volta le sue indiscutibili doti teatrali.
“Fear of the Dark” è da sempre fra le canzoni più attese, non può mancare mai, il pubblico sente il bisogno di cantare all’unisono il trionfale ritornello, si crea un’alchimia unica fra band e fans che probabilmente nessun altro artista è capace di replicare!



Sembra quasi incredibile come Bruce Dickinson si sia ripreso dal brutto male che lo aveva colpito pochi anni fa!
Se nel precedente The Book of Souls World Tour in certe occasioni potevano trasparire alcune “imperfezioni” in questa occasione la sua voce è pressoché perfetta!
Quest’uomo è davvero un “Eroe”, una persona da prendere come esempio, e il mondo sarebbe certamente un posto migliore!

Siamo ormai giunti in dirittura d’arrivo, ma ovviamente tutti sappiamo, che il meglio deve ancora arrivare, le luci tardano ad accendersi, mentre una voce narrante introduce “Woe to you, Oh Earth and Sea, for the Devil sends the beast with wrath, because he knows the time is short…”
Si scatena l’inferno!

Tutto si illumina di rosso, compare un enorme “Diavolo” a braccia conserte, “The Number of the Beast” precede l’ennesimo brano schiacciasassi, “Iron Maiden”, dire che il pubblico è in delirio, è un eufemismo!
La coreografia è ancora una volta impeccabile, dagli abissi emerge imponente la testa di Eddie che sovrasta il palco dominando la scena, c’è ancora il tempo per assistere alle acrobazie con la sua chitarra da parte di Janick Gers.


lo show sembra finito, la band saluta il pubblico,
ma 
passano pochi minuti e la band torna in campo pronta a scagliare le ultime bombe della serata, la travolgente “The Evil That Men Do” in questa occasione preferita a “Can I Play with Madness”, l’iconica “Hallowed Be Thy Name”, sette minuti intensi suggestivi enigmatici, per quella che è più di una semplice canzone, ma una vera pietra miliare nella discografia della Vergine di Ferro.

Il drappo con Eddie armato di Union Jack che lotta contro il Diavolo armato di tridente presenta l’ultimo atto della serata, parliamo ovviamente di “Run to the Hill”.
Adesso è davvero finita, Nicko McBrain lancia al pubblico le sue bacchette, così come Adrian Smith e Dave Murray, regalano i loro plettri.

Scorrono i titoli di coda, i vecchi leoni inglesi salutano il pubblico ed è sempre la stessa storia che si ripete... l'attesa del grande evento l'arrivo del grande giorno l’adrenalina..che fa il resto, e poi inevitabilmente cala il sipario.


Gli Iron Maiden hanno segnato più di una generazione, il tempo passa per tutti, ormai anche loro non sono più giovanissimi, fortunatamente sono ancora tutti in ottime condizioni, e soprattutto si divertono ancora, solo un amore profondo per la musica può rendere possibile tutto questo ancora oggi dopo quasi 40 anni. 


Grazie Iron Maiden, per una sera ci avete fatto rivivere gli “anni d’oro” 

Up the Irons

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Iron Maiden setlist:
1- Aces High
2- Where Eagles Dare
3- 2 Minutes to Midnight
4- The Clansman
5- The Trooper
6- Revelations
7- For the Greater Good of God
8- The Wicker Man
9- Sign of the Cross
10- Flight of Icarus
11- Fear of the Dark
12- The Number of the Beast
13- Iron Maiden
Encore:
14- The Evil That Men Do
15- Hallowed Be Thy Name
16- Run to the Hills

Formazione
Bruce Dickinson: vocals

Dave Murray: guitar
Adrian Smith: guitar
Janick Gers: guitar
Steve Harris: bass
Nicko McBrain: drums

Photo Credit: Iron Maiden.com - Legacy Of The Beast Tour - May 26, Tallinn, Estonia - Photo: John McMurtrie.
Report a cura di Fabio De Carlo

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 10 lug 2018 alle 19:18

Ero a Firenze ed ho provato sensazioni simili alle tue ;-) Sul Pit sfondi una porta aperta, non ha il minimo senso in questi casi, soprattutto se continui a far acquistare biglietti ben oltre la sua naturale capienza (un amico che a Firenze era nel Pit mi ha confermato che erano stipati come uova, lui ne usufruisce molto spesso ma ora si è arrivati all'indecenza! Una vergogna immane per l'organizzazione che prima della serata toglieva dal sito Ticket One il Sold OUT per far acquistare di più!!! Spendi di più per vedere e stare molto peggio? Ci vorrebbe una bella inchiesta!)

Inserito il 10 lug 2018 alle 07:01

Grazie, e sai ? mi sta venendo la voglia matta di replicare a Trieste...

Inserito il 10 lug 2018 alle 01:55

Altro concerto meraviglioso, report fulmineo e ottimo. E la settimana prossima si va a Trieste!