Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2003
Durata:31 min.
Etichetta:35G Records
Distribuzione:Brainstorm/Vinyl Magic 3

Tracklist

  1. O BRAVE ADVENTURER
  2. DEVIL’S RISE
  3. 3 LITTLE MEN
  4. CRY FOR THE DYING MEN
  5. THE ANTICHRIST SUITE

Line up

  • Erlend B.Havdal: vocals, bass
  • Vegard B.Havdal: guitar
  • Jan Egil Olsen: drums

Voto medio utenti

Non si può dire che su Eutk non stiamo cercando di coprire l’intero panorama heavy rock, andando a cogliere tutte quelle minuscole realtà spesso ignorate dalla stampa specializzata. D’altronde l’informazione in rete, per sua stessa natura veloce, immediata e praticamente illimitata, dovrebbe avere come uno dei suoi scopi il sostegno delle nicchie musicali soffocate dagli interessi del music-business, dove si ragiona in termini di dati di vendita, di spinte pubblicitarie, più che di questioni artistiche.
Introduzione magari impegnativa per la formazione Norvegese dei Bomber, della quale Vinyl Magic 3 distribuisce ora l’ultimo album, pubblicato da 35G Records e già piuttosto datato visto che risale addirittura alla fine del 2001.
Ancora una volta si tratta di un disco per amanti del rock settantiano, musa ispiratrice dei ragazzi di Trondheim, ma ciò non significa revivalismo nostalgico perché l’energia profusa dai Bomber appare genuina e sincera, anche se l’atmosfera generale è quella dei polverosi classici hard rock del passato, una selezione di brani tosti e governati da intense fughe chitarristiche, sezione ritmica duttile e potente, vocals fiere ed evocative.
Un buon metro di paragone potrebbe essere quello dei Warhorse, la band formata nel 1970 dal bassista ex-Deep Purple Nick Simper, autrice di due ottimi lavori che univano alle tradizionali trame hard un tocco di drammaticità ombrosa e virile che ritroviamo in alcuni passaggi della proposta dei Bomber, un tocco di “epicità” che illumina “3 little men” e soprattutto “The antichrist suite”, possente mini-opera in quattro capitoli con notevoli intuizioni melodiche, che si possono anche collegare ad alcune linee del suono doom degli albori vedi i Black Widow di “Sacrifice”.
Facile quindi intuire che in “O brave adventurer” non vi è traccia di attitudini moderniste, il suo obbiettivo anche a livello di produzione è di ricalcare le formule del passato, ed è indicativa in questo senso la collaborazione con Hakan Lundquist, già membro dei Cadillac, altri attivisti Scandinavi di un retro-rock di lampante matrice blues.
Molto bella “Cry for the dying man” che possiede l’energia dell’oscurità e sfocia in un turbinoso escapismo della lead, altrettanto riuscita la title-track, martello cadenzato dall’aspetto marziale dove Vegard Havdal si esibisce in un ottimo e nervoso assolo centrale.
Pur essendo un lavoro abbastanza breve secondo i canoni attuali, il materiale interessante non scarseggia. Ovviamente la validità dell’album trova i suoi limiti nell’esiguo numero di copie disponibili e nel fatto che viene pubblicato soltanto in vinile (perlomeno è ciò che si deduce dalle note informative…), per cui non si tratta soltanto di un prodotto di nicchia ma di un vero e proprio oggetto per collezionisti, cosa che può dare l’impressione di cerchia circoscritta ed un po’ elitaria.
Peccato, perché con maggiore diffusione i Bomber potrebbero ottenere successo sia tra i maturi rockers in cerca di vibrazioni d’epoca, sia tra le giovani leve dell’heavy rock che stanno riscoprendo la bellezza della grande musica del passato, audience di generazioni diverse che si stanno sempre più avvicinando negli ascolti e nella mentalità.

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