Copertina 6

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2024
Durata:32 min.
Etichetta:Jawbreaker Records

Tracklist

  1. NIGHTFALL
  2. THE PRESENCE
  3. TWISTED MIND
  4. BLEEDING WALLS
  5. COLD BELOW
  6. NIGHT SHAPES
  7. HAUNTINGS
  8. ECHOES
  9. SOLITUDE

Line up

  • Robin Bidgoli: vocals, guitars
  • Felix Einarsson: guitars
  • Eric Björklund: bass
  • Aron Torstensson: drums

Voto medio utenti

Questi quattro commandos svedesi non hanno avuto l'incarico di condurre operazioni di ricognizione e sabotaggio dietro le linee nemiche, tutt'altro. Infatti, svolgono la loro missione alla luce del sole, o meglio dai bagliori dell'acciaio scintillante, ma anche sgraziato, di quel Blackened Heavy Metal di cui sono fautori.

Con qualche aggiustatina al nome e con il nucleo della formazione in comune con i Midnatt (prossimi come sonorità ma con liriche in svedese), i Command dopo un aver realizzato un demo nel 2018 e poi un MLP ("Rites of Damnation") giusto un paio di anni dopo, esordiscono ora sulla lunga distanza con questo "Resver".
Per l'occasione non recuperano nessuna delle canzoni già proposte in precedenza ma gli danno continuità musicale, ruvidi nei suoni e morbosi nel cantato di Robin Bidgoli, con un risultato che non è che mi faccia impazzire nel suo, comunque, intrigante ibrido tra Venom, Celtic Frost, Slayer e Dissection, che ritroviamo già con "The Presence" o "Twisted Mind". Su "Bleeding Walls" incappiamo poi in atmosfere che ricordano i Mercyful Fate, e per quando i Command più che misericordiosi sembrino strazianti, i suoi larghi squarci strumentali lo rendono uno degli episodi più riusciti del lotto, direi assieme alla successiva "Cold Below" che concede un minimo di melodia in più per gentile concessione dei due chitarristi, Felix Einarsson e lo stesso Bidgoli. Sembrerebbe limitarsi solo ad un breve momento e, infatti, già con "Night Shapes" e poi con "Hauntings" li vediamo nuovamente ringhiare e aggredire i propri strumenti, ma a sorpresa ecco che si concedono un paio di minuti di quiete con l'acustica "Echoes", scelta appositamente per introdurci alla conclusiva "Solitude" dove gli svedesi tornano ad abbracciare e a sprofondare nelle sonorità cui più si sentono affini.

In futuro potranno sicuramente far di meglio, per ora siamo di fronte ad un onesto e dignitoso album d'esordio.


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Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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