Copertina 6,5

Info

Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2012
Durata:43 min.
Etichetta:SG Records
Distribuzione:Andromeda

Tracklist

  1. ADDICTED TO DECADENCE
  2. WELCOME TO MY NIGHTMARE
  3. DAMNED SCRATCH
  4. INTO MY BLOOD
  5. MY OWN DEMISE
  6. ETERNAL DEMON
  7. POISON WHITE
  8. FROM LUST TILL DEATH
  9. EVERYTHINGS NOT LOST
  10. VENOM IN ME
  11. BORDERLINE
  12. (I JUST) DIED IN YOUR ARMS

Line up

  • Andy Star: vocals
  • Ashly X: bass
  • Lexxy J: drums
  • Redox: guitar

Voto medio utenti

Rivelazioni a supporto dell’indagine, tratte dal suo dossier di presentazione:
“Addicted to decadence” è stato registrato a Göteborg nello studio di Arnold Lindberg (In Flames, Hardcore Superstar, Europe) e alla sua realizzazione hanno contribuito i “buoni consigli” di Johnny Lee Michaels (storico produttore dei 69 Eyes), amico e mentore dei Naughty Whisper.
Difficile, con indizi del genere non “addebitare” al nuovo lavoro dei milanesi un tipico condizionamento da gothic-glam metal di derivazione scandinava, anche perché bastano effettivamente poche note del Cd per avere un’immediata conferma di tale notifica, arrivando a definire essenzialmente l’intera sensazione uditiva proprio come un’interpolazione Hardcore Superstar / 69 Eyes, aggiungendo alle suggestioni una dose significativa di Poisonblack e magari pure un pizzico di Deathstars.
Anche in palese presenza di tali importanti numi tutelari, però, non mi sento di “imputare” i nostri d’imbelle “appropriazione indebita”; la loro musica attuale (in passato, a quanto pare, era invece maggiormente legata prima ad un concetto più “tradizionale” di glam-metal e poi ad un sound psicotico alla Murderdolls … roba che non ha mancato di lasciare qualche scoria …) si nutre di tali influssi senza sfruttarli in maniera inerte e riesce spesso a conferire, con un’adeguata dose di acume compositivo, un giusto equilibrio tra “appartenenza” (di genere) e vitalità interpretativa.
Il problema di “Addicted to decadence” è, però, quello di non riuscire a mantenere costantemente coerenti, variegati e seducenti i suoi tentativi di “distinzione”, finendo per apparire veramente convincente solo in “Welcome to my nightmare” (a proposito, mi sa tanto che il buon “vecchio” zio Alice ha rappresentato un ruolo importante nel percorso formativo di Andy Star), “My own demise” (un interessante episodio goth screziato di thrash-core), “Eternal demon”, "Venom in me” e nella decadenza radio-friendly di “Borderline”, mentre altrove il processo di “maturazione”, pur sulla strada giusta, non sembra ancora del tutto completato.
La cover dei Cutting Crew, “(I just) Died in your arms”, posta in conclusione dell’albo, è un’ulteriore prova di discreto gusto e d’intraprendenza da aggiungere ai termini dell’investigazione, da concludere parlando di un “classico caso” di gruppo già abbastanza interessante, ma dalle prospettive artistiche ben più imponenti, qualora certe esigue sfocature e talune staticità espressive venissero definitivamente abrogate dal quadro sonoro complessivo.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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