(28 maggio 2009) Arch Enemy + Mercenary + Lahmia + Inside Process - 28 Maggio 2009 (Black Out, Roma)

Info

Provincia:RM
Costo:€ 20
Roma torna protagonista grazie ad una serata all’insegna del Metal internazionale, visto che gli ospiti principali della serata sono gli Arch Enemy. A dire il vero anche i Mercenary che hanno fatto da spalla non hanno assolutamente sfigurato, si sono messi in mostra con una potenza e un coinvolgimento dei presenti da fare invidia. Il Black Out Club pur offrendo uno locale all’altezza della situazione bisogna ammettere che non aveva al suo interno proprio il pubblico delle grandi occasioni, a causa di molti buchi vuoti nelle retrovie. Sarà che hanno suonato in mezzo alla settimana, o forse per il prezzo del biglietto… o più semplicemente è realmente arrivata la famigerata crisi economica, ma di certo ci si aspettava un numero di fans di gran lunga maggiore.

Per problemi tecnici (l'amabile traffico della capitale) non è stato possibile assistere all'esibizione degli Inside Process, quindi i primi a salire sul palco sono gli onnipresenti Lahmia (e non lo sto dicendo con tono ironico), che per l’ennesima volta ci ripropongono i soliti brani. Non credo di dire una sciocchezza se questo è il quarto live report di seguito con loro presenti, e non credo neanche di dire un’ altra scemenza quando affermo che a Roma ci sarà pure qualche altro gruppo meritevole di mettersi in mostra, o no? Giustamente i Lahmia fanno il loro gioco e non si fanno sfuggire le occasioni che gli si presentano, ma l’impressione è che realmente ci siano solo loro nei paragi, sia chiaro che questo non deve mettere minimamente in discussione le loro capacità artistiche. Ad ogni modo, superando qualsiasi polemica, il loro concerto è come al solito ben strutturato, dove canzoni dalle diverse sfaccettature mettono in evidenza una certa disinvoltura nel passare dal Gothic Metal meno pacchiano a sonorità più robuste che rimandano al Death Metal melodico. Per la serata è stato presentato anche un nuovo brano, di cui non ricordo il titolo (pardon!), che purtroppo risulta ancora grezzo e senza una direzione precisa, e forse a causa del contesto neanche dalla linea melodica così convincente ed ispirata. Inutile dire che il pubblico (soprattutto nelle prime file) ha apprezzato, per lasciare abbastanza indifferenti, ad essere onesti, tutti gli altri nel retro.

Dopo un cambio di palco gestito in tutta calma è il turno dei Danesi Mercenary fare il loro ingresso sul palco. L’accoglienza è sicuramente quella che si rivolge ai grandi, e loro non ci mettono poi molto a ricambiare, forti di anni di esperienza e ben cinque dischi alle spalle. Grazie ad un audio praticamente perfetto i presenti vengono letteralmente assaliti da decibel di puro e incontaminato Heavy Metal, dallo stile anche difficilmente etichettabile. Il loro approccio alla materia varia molto, passando tranquillamente da un Metal melodico e oserei dire catchy a degli assalti frontali altrettanto granitici. Il pubblico è completamente dalla loro parte, e gli estratti dall’ultimo Architect Of Lies si fanno apprezzare all’istante, il segno tangibile di tutto questo sono i cori di massa dei fans sui ritornelli. I Mercenary non hanno bisogno di presentazioni, magari non hanno la fama di altri gruppi più blasonati, eppure hanno messo in scena uno show con i fiocchi, dal punto di vista meramente tecnico a quello del coinvolgimento, insomma il giusto riscaldamento prima della tempesta.

E ora il turno degli headliner, tanto attesi dal pubblico romano. Si sono fatti attendere, magari giusto il tempo per fare concentrare come sardine sotto le transenne i loro fans, ma quando fanno il loro ingresso è l’apocalisse sulla terra. La curiosità di vedere Angela Gossow in azione è palpabile, ed ad essere onesti anche un po’ la delusione, nel sentire soprattutto che i suoi screaming sono leggermente filtrati, cosa che non succede con un growl bestiale. Per tutto il resto bisogna ammettere che Burning Angel, Nemesis, Ravenous, Dead Eyes See No Future e ci metto anche Revolution Begins fanno il loro effetto, grazie anche ad una prestazione tecnica perfetta, con un Michael Amott devastante. Gli Arch Enemy non si sono fermati un momento, hanno tirato fuori gli artigli per regalare un concerto che lasciasse il segno, e per quanto mi riguarda riuscendoci anche. Il loro Heavy/Death/Thrash/Melodic… bla bla bla… non ha bisogno di presentazioni, quello che va sottolineato è come dal vivo le loro canzoni assumano un aspetto più istintivo e carnale. Essendo a Roma potete benissimo immaginare da soli i commenti di “apprezzamento” nei confronti di Angela, che se pur a tratti deficitaria a livello vocale non si è affatto risparmiata nello sprigionare energia. Molto apprezzate anche le potenti We Will Rise e My Apocalypse, non potrebbe essere altrimenti visto il groove che scatenano. Il tempo scorre inesorabile, ma quando si giunge al termine una cosa è certa: gli Arch Enemy hanno dato il massimo del loro potenziale per tracciare un solco profondo nella memoria di chi li apprezza, che di certo non hanno la possibilità di vederli spesso dal vivo nella città eterna. Un ottimo lavoro anche da parte della Extreme Agency, che da tempo si batte per portare a Roma nomi di qualità e spessore.

Foto a cura di Francesca D’Alessio.
Report a cura di Andrea 'BurdeN' Benedetti

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 17 feb 2011 alle 20:05

più leggo recensioni su di loro e più mi convinco che devo vederli, 'sti Arch Enemy

Inserito il 04 giu 2009 alle 00:16

Mancano all'appello gli Inside Process, che hanno suonato prima dei Lahmia ed anche meglio dei loro precedessori. Va detto però che per entrambe le band d'apertura l'acustica era veramente indecente, soprattutto per i Lahmia che hanno avuto più di un problema sul palco. Per il resto, bel report di una serata altrettanto piacevole.