Copertina 8

Info

Anno di uscita:2024
Durata:34 min.
Etichetta:Pride & Joy Music

Tracklist

  1. TUNING IN (INTRO)
  2. SACRED LAND
  3. AS WE CRY
  4. THESE TEARS
  5. MIDNIGHT LADY (DANGEROUS GAME)
  6. FOOL’S GOLD
  7. THIS TIME AROUND
  8. THE ESSENCE OF LOVE
  9. ALL ROADS LEAD BACK TO YOU
  10. NEVER BE

Line up

  • Oz Hawe Petersson: guitars
  • Mathias Rosén: keyboards
  • Fredrik Werner: vocals
  • David Forbes: vocals
  • Jane Gould: vocals
  • Chris Rosander: guitar, vocals
  • Robert Majd: bass
  • Zuzanna Korba: backing vocals
  • Jesper Persson: drums
  • Rebecka Tholerus: bass
  • Sayit Dölen: guitars
  • Clara Skogholt: backing vocals
  • Anton Joensson: guitars
  • Alice Bates: bass
  • Manuel Heller: guitars
  • Martin Floberg: guitars

Voto medio utenti

Avviso destinato a tutti gli appassionati di AOR “classico”, in particolare a quelli che amano le configurazioni artistiche sviluppate sotto forma di all-star band (“roba” alla Shining Line e Charming Grace, per intenderci …): non lasciatevi sfuggire questo debutto eponimo degli Oz Hawe Petersson’s Rendezvous, scintillante progetto musicale ordito dal chitarrista degli Osukaru Oz Hawe Petersson e dal tastierista Mathias Rosén (entrambi già complici negli Eye, gruppo scioltosi nel 2010).
Attorniato da un manipolo di cantanti e musicisti “eccellenti” (in tutti i sensi), il duo realizza un album in grado di entusiasmare tutti i veri “maniaci” del genere, quelli cioè che bramano per le melodie maliose e per le interpretazioni irrorate da porzioni imperiose di feeling, infischiandosene bellamente della mancanza di tracce significative di vera “innovazione”.
“Gente”, insomma, che non s’indispone di fronte alla riproposizione di cliché universalmente collaudati, almeno quando questi sono suonati, prodotti e arrangiati con estrema cura, professionalità e buongusto, aggiungendo poi al quadro sonoro complessivo un’adeguata dose d’ispirazione.
Poter contare sull’ugola raffinata di David Forbes (Boulevard), su quella vibrante di Fredrik Werner (Osukaru, Air Raid) e su quella pastosa di Chris Rosander, costituisce, oltre all’evidenza di un indiscusso “valore aggiunto”, anche qualche plausibile indicazione sui contenuti dell’opera, e se a questi “signori” aggiungiamo pure un pregevole contributo “dell’altra metà del cielo”, garantito da Jane Gould (Forget-Me-Not, ex Iconic Eye), appare chiaro che “Oz Hawe Petersson’s rendezvous” ha i mezzi per soddisfare in maniera ampia le diverse esigenze del popolo degli chic-rockers.
E allora via con la consueta breve descrizione di un programma aperto dall’introTuning in” e poi capace con “Sacred land” di avvolgere l’astante in un radioso bozzolo di brio melodico tipicamente ottantiano, così come la successiva “As we cry” sfrutta ad arte un’altra delle favolose prerogative espressive della grande tradizione del rock adulto, alzando la temperatura emotiva attraverso una melodia fremente e crepuscolare.
L’elegiaca “These tears” e la languida “All roads lead back to you” confermano (tuttora) Forbes tra ì migliori interpreti della fonazione modulata più passionale, mentre a garantire un’opportuna scossa elettrica ci pensa l’artigliante e bluesyMidnight lady (dangerous game)”, in cui Werner e Rosander si spartiscono efficacemente il microfono e Anton Joensson (Cruzh) provvede all’appropriato graffio chitarristico.
Fool’s gold” e “The essence of love” sono i due pezzi affidati alla vocalità adescante della Gould e se il primo è un gradevole frammento poppeggiante sostenuto dalle tastiere di Rosén, il secondo è un autentico gioiellino sonico da consegnare in tutta la sua brillantezza agli estimatori di Issa, Heart e Romeo’s Daughter.
Le tinte del rock nordamericano degli eighties, tra Michael Bolton, Bryan Adams e Stan Bush (celebrati con destrezza dall’ottimo Werner), colorano anche le melodie evocative di “This time around” e “Never be” e l’ultimo elogio lo riserviamo alle backing vocals di Zuzanna Korba (emersa grazie al TV-show Swedish Idol) sempre piuttosto funzionali e proficue.
Una selezionata coalizione di professionisti del settore sentitamente coinvolta nel concretizzare al meglio un songwriting tanto rispettoso dei sacri dogmi quanto illuminato da un elevato potere di suggestione … in sintesi, è quello che troverete in “Oz Hawe Petersson’s rendezvous” e che, accettati tali presupposti, non potrà che conquistarvi.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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