Copertina 6,5

Info

Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2004
Durata:28 min.

Tracklist

  1. CARESS OF A DREAM
  2. IF YOU WON'T COME HERE
  3. DOGROSE
  4. HIDDEN TORTURE INSIDE
  5. UNDER THE SIGN OF SIN

Line up

  • Massimo Ciampani: vocals
  • Aurora Canfora: vocals
  • Cristiano Di Giammarco: guitar
  • Emiliano Di Girolamo: guitar
  • Davide Boffi: bass
  • Luca Cialini: drums

Voto medio utenti

Gli Almacridaem sono una band di Teramo attiva dal 2002 che, dopo alcuni avvicendamenti in line-up, giunge alla pubblicazione di questo primo demo intitolato “Caress of a dream”.
I nostri propongono gothic metal e presentano in formazione due cantanti: una voce maschile, che alterna vocals pulite a growling e una voce femminile … visti i presupposti, ci si aspetterebbe un’altra delle innumerevoli band “fotocopia” che affollano il genere, ispirate in modo sfacciato ai soliti nomi capostipiti del settore … e invece le cose non stanno proprio in questi termini …
Il gothic è diventato uno stile all’interno del quale sono ormai contenute notevoli sfaccettature (è opinione diffusa che si sia pressochè arrivati al limite della saturazione … dai Theatre of Tragedy ai Lacuna Coil, passando in ordine sparso attraverso HIM, To Die For, Entwine, Flowing Tears, Tristania, Cradle of Filth ecc., per un genere ancora in grado, comunque, di “piazzare” alcuni “colpi” interessanti come Sham Rain, Autumnblaze o Greyswan), per cui è estremamente difficile proporre qualcosa di anche solo minimamente originale, ma trovo che la compagine in questione, pur evidenziando spesso un suono abbastanza derivativo, proponga una musica che presenta più di un aspetto positivo.
Innanzi tutto la voce di Aurora Canfora, dal bel timbro e particolare a sufficienza da differenziarsi dalle sue colleghe che operano nello stesso ambito; poi un certo umore “decadente” e malinconico riscontrabile nel suono di chitarra che, anche se a tratti può ricordare gruppi come i magistrali Katatonia, conserva un certo fascino e dimostra la buona preparazione e le discrete capacità compositive degli Almacridaem.
La canzone che dà il titolo al demo è, per esempio, un ottimo showcase dell’aspetto appena descritto, con una drammatica melodia chitarristica e una buona esibizione vocale espressa anche dall’altro cantante del gruppo, Massimo Ciampani, abile nella parte “pulita” e “dark”, ma non perfettamente a suo agio nello screaming e che proprio per questa ragione limita leggermente l’efficacia complessiva della song.
Apprezzabile il duetto vocale anche nella successiva “If you won’t come here”, dove le partiture di chitarra sono ancora in evidenza e la prestazione corale del gruppo, anche nel break più “cattivo”, si dimostra di pregevole fattura. “Dogrose”, dal singolare fraseggio introduttivo, è il mio brano preferito del demo: ottima l’interpretazione di Aurora e una melodia “rockeggiante”, intrigante e coinvolgente … da menzionare ancora una volta il notevole guitar work. “Hidden torture inside” è un po’ più canonica, con le sue sonorità maggiormente “metalliche” e stacchi growl, ma si segnala per un interessante break in doppia cassa sul quale emerge il cantato in italiano (un “esperimento” che, visti i risultati, penso valga la pena di approfondire …), mentre la conclusiva “Under the sign of sin”, contraddistinta da linea melodica, accelerazioni e cantato (ancora una volta nella sua parte “brutale”), un po’ troppo prevedibili, è forse il brano meno convincente del lotto. Molto buona la registrazione, sia in potenza sia in pulizia.
Ritengo, perciò, che il gruppo abbia sicuramente delle considerevoli qualità di base, sulle quali però è ancora necessario continuare a lavorare, partendo proprio dalla componente emozionale, “darkeggiante” e melodica che contrassegna, a mio parere, le porzioni migliori del demo, sfruttando le buone doti espressive dei due singer e magari migliorando (se non addirittura eliminando del tutto), le sezioni dedicate all’approccio vocale estremo. Altro piccolo dettaglio … consiglierei anche di rendere più leggibile e personale il logo, per evitare eccessivi “sforzi visivi” e soprattutto per non rischiare di essere erroneamente inseriti nel calderone da “fiera delle banalità” che coinvolge troppe band dedite ai suoni di death & black metal.

Contatti: e-mail:info@almacridaem.it
homepage: www.almacridaem.it
Recensione a cura di Marco Aimasso

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