Copertina 8

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2023
Durata:53 min.
Etichetta:Atomic Fire Records

Tracklist

  1. BOUND AS ONE
  2. PREY
  3. TIES THAT BIND
  4. STRONGER THAN YOU KNOW
  5. ONWARD WE TOIL
  6. EDGE OF A KNIFE
  7. DARK DESCENT
  8. WEATHER THE STORM
  9. RENEWED FLAME
  10. LAST RITES

Line up

  • Harry Conklin: vocals
  • Mark Briody: guitars
  • Ken Rodarte: guitars
  • John Tetley: bass
  • Rikard Stjernquist: drums

Voto medio utenti

Ed ecco che anche su Metal.it dobbiamo affrontare lo scandalo delle intercettazioni. Infatti, due loschi figuri che vivacchiano all'ombra della Gloria - e che al momento, fosse solo per evitare una denuncia, celeremo dietro degli pseudonimi - sono stati colti in flagranza mentre tramavano all'oscuro della redazione disquisendo del nuovo album dei Jag Panzer, "The Hallowed".

Don Rodrigo: ... e il nuovo Jag Panzer, che mi dici? Hai avuto la possibilità di ascoltarlo?

Il Griso: Solo ieri... poco per dare un giudizio e se quello sentito in rete non mi aveva entusiasmato, al primo ascolto nella sua completezza non mi pare niente male... sai, mi ricorda molto "Mechanized Warfare"... anche se senza la stessa intensità.

Don Rodrigo: Ascoltato otto volte, direi che ci siamo abbastanza. Un disco dal fascino ottantiano ma trasportato ad oggi, che unisce diversi elementi della storia dei Panzer (con un mood alla "Mechanized Warfare") in canzoni varie che si alternano in modo equilibrato. Bello anche il concept. Alcuni brani sono però un po’ noiosi e stancano dopo poco ("Perì"), altri un po' fiacchi, oppure hanno porzioni troppo dilatate (i primi cinque minuti di "Last Rites"), altri ancora richiamano da vicino pezzi famosi ("Ties That Bind" che si rifà a "Revelations" dei Maiden) o soluzioni di altre band ("Renewed Flame" che sembra a tratti un pezzo degli Steel Prophet) ma la maggior parte funziona abbastanza bene. Un disco più ispirato e fresco del precedente "The Deviant Chord", assolutamente non un capolavoro, ma piacevole e con buoni momenti.

Non sappiamo cosa ha spinto questi due dissidenti a complottare alle nostre spalle e presto saranno sottoposti al giudizio del Sommo Graz, che prenderà i provvedimenti del caso.

Infatti, siamo alle prese con un album, il primo per la Atomic Fire Records, che merita più di un chiacchiericcio portato avanti in un'anonima chat, visto che i Jag Panzer sono una delle colonne dello US Metal, in attività già dai primi anni '80 e con all'attivo ben undici studio album. A completare la formazione da schierare in campo, ecco il nuovissimo "The Hallowed" che segue a sei anni di distanza "The Deviant Chord" e dove al fianco dei membri storici Harry "The Tyrant" Conklin, Mark Briody e John Tetley - che già facevano parte dei Tyrant (prima incarnazione dei Jag Panzer) - e al batterista Rikard Stjernquist, con loro sin dal 1987, troviamo un nuovo chitarrista, Ken Rodarte, subentrato a Joey Tafolla.
Per l'occasione gli statunitensi si sono dilettati con un concept album, e se ricordo bene l'unico precedente è rappresentato dall'ottimo "Thane to the Throne" ispirato al Macbeth di William Shakespeare, ma stavolta i nostri fanno tutto in casa, realizzando un concept su di un futuro post-apocalittico per il quale hanno realizzato anche un fumetto.
Iniziando a sfogliare "The Hallowed", la prima tavola è quella di "Bound as One" seguita a ruota da "Prey", un'accoppiata rutilante e speedy, dove l'anima dei Jag Panzer è evidente, anche grazie all'inconfondibile timbrica di Harry Conklin, e che riporta il pensiero alle atmosfere del già citato "Thane to the Throne" o di "Mechanized Warfare", e questa riflessione mi porta quasi a riconsiderare quel mormorio dei due loschi figuri, i quali non avevano sbagliato nemmeno nel cogliere su "Ties that Bind" una evidente citazione della maideniana "Revelations". Beh... non si tratta nemmeno dell'unica, dato che l'intro di "Onward We Toil" mi ha fatto venire in mente prima i Metallica, poi nel suo chorus i Running Wild e nell'assolo persino Yngwie Malmsteen.
Al di là degli accostamenti di cui sopra, certo alcuni forzati ma altri più che evidenti, ci sono brani che non possono lasciare indifferenti, come l'anima più epica ed eroica dello US Metal che marchia a fuoco "Stronger than You Know" e "Edge of Knife", con la voce tagliente di Conklin, e il guitarwork affilato delle chitarre dell'intramontabile Mark Briody e di Ken Rodarte a certificare il titolo dato all'episodio che a mio parere è quello più riuscito del disco, che torna ad avvalersi dei servizi di Jim Morris, che ha mixato il tutto presso gli storici Morrisound Studios in Florida. Se non convince più di tanto la power ballad "Weather the Storm" invero un po' fiacca, di tutt'altro spessore e prodighe di dinamismo sono le seguenti "Renewed Flame", con una perfetta alternanza tra melodia e verve, e l'imperiosa ed avvolgente "Last Rites", capitolo conclusivo e anche quello più articolato e ambizioso, un po' sullo stile degli ultimi Iron Maiden, ma sviluppata seguendo l'istinto e l'indole dei Jag Panzer, che qui danno vita a una canzone che potrebbe confermarsi come una delle più importanti e riuscite del loro repertorio.

"The Hallowed" è un album al 100% Jag Panzer (vabbè qualche citazione è ammessa, eppoi ben sin calano nell'immaginario musicale della band del Colorado) che recupera qualche incertezza palesata da "The Deviant Chord" pur senza arrivare ai livelli delle loro uscite migliori, comunque all'altezza della storia di questa band che molto ha dato e altrettanto spero possa ancora offrire alla scena Metal.

Return as Once Before
All Things Renewed




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Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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