Copertina 6,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2008
Durata:41 min.
Etichetta:My Graveyard Productions

Tracklist

  1. STRAIGHT TO THE TOP
  2. REALLY THINK YOU ARE CLEAN?
  3. CITY NIGHT
  4. R N'R DJ
  5. I CAN LIVE WITHOUT YOU
  6. NASTY BOY BLUES
  7. KID THE HURRICANE
  8. COLD AS ICE
  9. TELL ME WHAT TO DO (BONUS TRACK)

Line up

  • Stefano Senesi: Lead Vocals
  • Damiano Ammannati: Bass guitar, backing vocals
  • Roberto Mannini: Electric Guitars, backing vocals
  • Andrea Ammannati: Drums, Percussion
  • Alessandro Tassini: Bass Guitar

Voto medio utenti

I Renegade, hard’n’heavy band fiorentina nata nel 2005 dal felice incontro di alcuni elementi degli Electric Fluid e degli Holy Sinner con il cantante Stefano Senesi tornano in pista con un nuovo lavoro, il secondo dopo “Too hard to die” del 2006.
Sotto l’etichetta della “My Graveyard Productions” i ragazzi toscani si fanno latori del messaggio che si può continuare a fare musica senza necessariamente utilizzare “drum machines” e “nessuna modernità deviante” proponendoci 41 minuti di puro e semplice hard’n heavy sound.
Ad onor del vero questo nuovo lavoro sembra abbracciare più l’hard rock che non l’heavy metal confermando però una scelta in voga in questo periodo ovvero la riproposizione di sound e brani che rispecchiano gli standard del vecchio metal fine anni ‘70 primi anni ‘80.
Molte sono le influenze “illustri” che hanno contaminato la costruzione dei pezzi e che non sarà difficile per l’ascoltatore riconoscere; partendo proprio dal brano di apertura “Straight to the top”, di vecchia scuola maideniana, che da anche il titolo all’album oppure “Really think you are clean?” con quei riff tanto cari agli AC/DC e non manca neanche il “pezzone” da 8 minuti (“Cold as ice”).
“City night” è sicuramente il motivo più curioso dell’album con quel tempo di batteria che stacca rispetto ai giri di basso e chitarra; così come bella è la ripartenza subito dopo gli assoli in “Kid the hurricane”.
Insomma nove brani, inclusi due lenti, che mettono in risalto le capacità musicali dei ragazzi ed il netto miglioramento, rispetto al lavoro precedente, per quanto riguarda la produzione e l’arrangiamento dei pezzi; ma qualcosa di più si può fare e sicuramente i Renegade sapranno tirare fuori quanto già assodato mescolandolo alla parte artistica inespressa e che traspare in alcuni frammenti; forse provando ad assomigliare più a se stessi e meno agli altri riusciranno a mettere tutti d’accordo.
Recensione a cura di Maurizio 'hairwind' Zanna

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