Copertina 7

Info

Anno di uscita:2022
Durata:60 min.
Etichetta:Aesthetic Death

Tracklist

  1. DESTITUTION STENCH
  2. DETRITIVORE
  3. BELONG BENEATH
  4. THE LIGHT UNSHOWN
  5. FIRE VOICE
  6. CLUSTERS
  7. WOMB OF WORLDS
  8. ASLEEP IN THE VINEYARD
  9. DOPPELGANGER
  10. SAMSARIC DREAMING

Line up

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E’ con colpevole ritardo (l’album é uscito ufficialmente il 25-11-22) che voglio portare alla vostra curiosa attenzione ‘Disfigurementality’ il debut album degli australiani Estrangement… E’ bene dire subito che i dieci pezzi che compongono quest’esordio sono tutto tranne che di facile presa o immediatezza, infatti il quartetto di Sydney ci regala un’ora di pura sofferenza che su una base prettamente funeral doom va ad inserire strumenti ed ispirazione neoclassica … cosa ne é venuto fuori ? Beh innazitutto, come facilmente intuibile, ‘Disfigurementality’ non é un album facile, difficilmente vi piacerà se non gli dedicherete la giusta attenzione, il giusto tempo e la giusta pazienza affinché possa installarsi e crescere lentamente dentro di voi e, nonostante ripetuti ascolti, sono sicuro che avrete sempre e comunque dei sentimenti contrastanti verso quest’opera … Una volta approcciato l’album con l’intro ‘Destitution Stench’ é ‘Detrivore’ a darci il benvenuto in questo lungo e sofferto viaggio. In questo pezzo vengono subito messi in mostra tutti gli aspetti tipici dell’Estrangement sound, con parti lentissime, voci monastiche tipo tibetane e un flauto dal flavor medievale che delinea melodie arcaiche. Stesso intreccio voci pulite/flauto che ritroviamo in ‘Fire Voice’, dove le stucchevoli vocals creano uno stato di trance auditiva di grande impatto emotivo. In mezzo a tutta questa atmosfericità ci sta anche che un brano come ‘Clusterts’ risulti essere completamente fuoriposto annoiando profondamente e contribuendo a spezzare la ‘magia’ che si era venuta a creare nell’ascolto . Superato questo momento di impasse, come a farsi perdonare, Estrangement piazzano i due migliori pezzi dell’album uno dietro l’altro, in particolare ‘Womb Of Worlds’ che é un po’ l’emblema del progetto . Qui infatti su un tappet ritmico lentissimo, si alternano litanie simil tibetane in clean vocals, con growls più tipici per il genere. L’effetto ‘narcotizzante’ del pezzo é assicurato e quando a metà brano entra il violino a la MDB, allora si rischia anche una lacrima melanconica … La seguente ‘Asleep In The Vineyard’ é invece un pezzo che, dopo un lungo intro acustico di chitarra, va a svilupparsi con un incedere armonico molto delicato ma ‘presente’, che mi ha ricordato i Tiamat di ‘Wildhoney’… quando si giunge alla fine di questo lungo e struggente viaggio, si ha certamente la sensazione di aver effettuato un’esperienza emotiva dal forte sapore catartico… ‘Disfigurementality’ é tutto tranne che un album semplice, ma se avrete la pazienza di lasciarvi portare per mano nell’immobilità di questo viaggio, ne uscirete ‘migliorati’ e appagati …

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