Copertina 7

Info

Anno di uscita:2021
Durata:46 min.
Etichetta:Argonauta Records

Tracklist

  1. DAWN OF DAYS
  2. DEATH BLOWS COLD
  3. HAGGARD
  4. THROWN ON SPIKES
  5. SUICIDE FUNERAL

Line up

  • Jerry Orne: vocals, bass
  • Jeremy Kibort: guitar
  • Chris Giguere: guitar
  • Dan Blomquist: drums

Voto medio utenti

Secondo album per gli americani Conclave, seguito del debutto "Sins of the elders" (2016). Propongono un doom molto heavy e muscolare, con una forte connotazione metallica e qualche vibrazione southern-stoner. Un mix tra Crowbar e Down, dove l'oscurità diventa minacciosa e cattiva ed i prodromi Sabbathiani vengono appesantiti da riff come macigni e tonalità ribassate all'estremo.
Ma la band del Massachusetts non si limita soltanto a suonare più pesante possibile, emergono soluzioni diverse come intro acustici ed impennate post-metal aspre e pungenti. Un pezzo come "Thrown on spikes" dimostra che si può generare nove minuti di musica ultra-heavy senza apparire dei picchiatori senza soluzione di continuità. Anche se la voce di Jerry Orne è costantemente ursina ed intimidatoria, il lavoro delle chitarre e qualche pennellata post-psych donano al brano un buon fascino ammorbante.
Altrettanto brillante la estesa (tredici minuti) "Suicide funeral" dove compare un retrogusto melodico alla Pallbearer/Spirit Adrift che ha il sapore di antico. Parti più classic-doom si alternano a passaggi sludge, con una varietà e complessità non indifferente. Il quartetto riesce a coniugare la perentoria pesantezza del sound con un buon livello di composizione e sufficiente freschezza di idee.
Anche "Dawn of days" comincia in maniera morbida e pensosa, ma poi si trasforma in un serrato post-doom con elementi stoner, un brano serrato e monolitico dai toni molto oscuri alla maniera dei Crowbar. Più veloce e metal la seguente "Death blows cold", una galoppata stoner-sludgy con atmosfera disperata e feroce che ricorda gli Inter Arma, e nella stessa direzione si muove "Haggard" ma con struttura maggiormente dinamica e vagamente acida.

Cinque lunghi brani massicci, pesanti, pienamente heavy-doom e distruttivi, ma con spunti di variazione interessanti e dotati di una discreta brillantezza. Album valido, consigliato a chi ama il sound esasperato e di grande impatto. I Conclave si dimostrano un gruppo capace, da seguire in futuro.

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