Copertina 4,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2015
Durata:30 min.
Etichetta:Unique Leader

Tracklist

  1. HYPOTHESIS: A PROFOUND DISCOVERY
  2. THE EPIPHANY
  3. HYPOTHESIS: EVOLUTION
  4. ABSOLUTE ZERO
  5. THE AWAKENED CREATOR
  6. WASPS IN THE HISTORY OF THE WEAK
  7. PERSPECTIVE
  8. WHERE THE WORLDS WERE LEFT
  9. A SURREAL DESCENT
  10. STEPPES TO ASCENSION

Line up

  • Ivan Munguia: guitars
  • Riley McShane: vocals
  • Nick Willbrand: bass
  • Spencer Edwards: drums

Voto medio utenti

Giuro che se fosse stato un CD fisico lo avrei buttato dalla finestra, e non sarebbe stata nemmeno la prima volta. The Hypothesis, invece, è semplicemente una cartella mp3 e mi basta il poco gratificante gesto di cancellarla.

Non so quanto si voglia ignorare la cosa ma, pure per me che sono un patito di robe tecniche e brutali, il livello di guardia è stato superato. Basta con le band fotocopia che propongono riff fotocopia (per giunta mal riusciti) di altre band. Basta con il non comunicare musicalmente nulla. Basta con lo sprecare plastica, con l'usurare inutilmente le orecchie altrui. Quello che vien da pensare è: "ma che ragione di esistere hanno i Continuum? A chi possono interessare? Cosa vorranno mai comunicare/aggiungere a quanto detto e ripetuto".

Che non è una mera questione di originalità la mia, si può benissimo proporre uno stile ben conosciuto ed esplorato ma con passione, con "sentimento", con voglia di trasmettere qualcosa, anche se si parla di un genere che può sembrare "freddo" e distaccato come il technical death.
I Continuum sono l'asetticità, la piattezza. Dieci pezzi di musica intricata in modo forzato, senza quasi mai arrivare ad un passaggio sorprendente, uno stacco interessante. Sbrodagliate tecniche assortite al servizio del mero autocompiacimento, pure loro consapevoli della pochezza e dell'aridità creativa che stanno mettendo in musica. Il solito cantato growl a cui vengono aggiunti i soliti filtri vocali, il solito drumming veloce... Le canzoni brevi (molte sui due minuti e mezzo) non colpiscono, gli intermezzi non servono, il brano più lungo (Steppes To Ascension) è ripetitivo, banale, stancante, 9 minuti che avrebbero potuto essere tre o anche non essere proprio. Si salva veramente poco, giusto A Surreal Descent che ospita un bell'assolo e in cui viene leggerissimamente variata la formula standard con la quale sono confezionati gli atri pezzi. Ah, dimenticavo che tutti i musicisti coinvolti hanno passate esperienze e provengono da band anche notevoli come Decrepith Birth, Animosity, Deeds of Flesh, Arkaic, Sons of Aurelius... il che aggrava ulteriormente la situazione.

Prodotto difettoso, nota negativa al controllo qualità della Unique Leader.
Recensione a cura di Francesco Frank Gozzi

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