
Ah gli Advent... quanto amo questo gruppo! Mi ricordo ancora l'esaltazione che provai dopo la recensione del primo demo, e l'impaziente attesa del secondo. Entrambi mostravano il ritratto di una band già matura, pronta a firmare il meritato contratto con l'etichetta che li avrebbe condotti verso il debut album. Come succede di solito i pezzi grossi finiscono sempre all'estero, e così è andata anche questa volta: gli Advent si sono accasati per una label scozzese, tale Golden Lake Productions, che ha scommesso su di loro e che secondo me ha fatto un vero affare a metterli sotto contratto. "The Dawn" risulta nettamente diviso in due parti: la prima altro non è che la riedizione del loro secondo demo "Valholl", mentre la seconda contiene i pezzi nuovi. In mezzo e alla fine il gruppo ha inserito come stacco e conclusione due brevi tracce strumentali composte e suonate da tal Nicola Pannofino, entrato quindi anche lui a diritto nella realizzazione di quest'opera. L'opener "Paradise Lost", "Valholl" e "Shub-Niggurath" mi hanno confermato le stesse impressioni che avevo raccolto un anno fa: pezzi potenti, molto variegati, che alternano fasi veloci e furiose con intermezzi melodici in cui lo screaming di Federico si trasforma in un canto alla Vintersorg. Ottimi riff al limite del thrash e il solito puntuale drumming di Riccardo completano il panorama del gruppo torinese. Delle tre, la migliore traccia è sicuramente "Valholl", finora la composizione più riuscita degli Advent! Mi risulta addirittura che sia cantata in una lingua nordica, forse islandese o eschimese, ma non sono riuscito a trovare altre informazioni. Il primo nuovo pezzo (escludendo la strumentale) è la title-track, che ha l'onore e l'onere di presentarci la nuova veste del gruppo. Noto con disappunto che quel fastidioso growling è ancora lì, ma fortunatamente appare in modo sporadico, contrastato come al solito dall'ottimo screaming e dalla voce pulita di Federico. Musicalmente siamo vicini a "Valholl": forse le chitarre sono diventate ancora più potenti, come testimonia "The Thing That Sleep In The Abyss", ma la band non ha perso quella voglia di esplorare e sperimentare spingendo i brani verso soluzioni sempre più inedite e interessanti. Come il cantato in italiano di "La Lama". Azzardo un'ipotesi: il prossimo sarà l'album che farà fare il botto agli Advent. Questo, contenente anche il secondo demo, e una canzone tratta addirittura dal primo ("Landscape"), risulta un pò troppo frammentato nella sua unità. Ma sono sicuro che il successore di "The Dawn" sarà un capolavoro. Ancora complimenti, ragazzi!