(21 febbraio 2020) Nanowar of Steel, Vox di Nonantola (MO)

Info

Provincia:MO
Costo:12 Euro + prev.
La settimana è di quelle impegnative a livello di eventi: il concerto dei Tenacious D a Milano il 19 febbraio, sabato sera con festa in maschera (quasi) segreta per il mio quarantesimo genetliaco -sigh, quanta vecchiaia…-, e nel mezzo lo show dei Nanowar of Steel in quel di Nonantola.
Appena in tempo, visto che nelle prossime settimane, a quanto pare, il ben noto virus obbligherà tutti ad una quotidianità più casalinga e solitaria…
Stasera, però, dalle parti del Vox si respira un clima felice e spensierato: i fans della compagine capitolina sono numerosi, ridanciani e orribilmente giovani -scusate, devo ancora metabolizzare appieno il fatto di essere entrato negli anta-; forse è proprio a causa della lunga fila che serpeggia fuori dal locale se l’esibizione parte con discreto ritardo.

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Nulla di drammatico in ogni caso: l’attacco dell’introDeclination” e l’ingresso sul palco della band fomenta subito l’entusiasmo. Analogo effetto può vantare la vera openerBarbie, MILF Princess of the Twilight”, che mette in mostra una band in palla ed una serie di outfit quantomeno discutibili, come da tradizione.
Il volume, complice un posizionamento in prima fila ed a pochi centimetri dall’amplificatore, si dimostra a dir poco esuberante, tanto da farmi rimembrare alcuni vecchi concerti degli Slayer da sangue alle orecchie.

Dopo la parodia dei Rhapsody interviene “The Call of Cthulhu” (forse il mio brano favorito di “Stairway to Valhalla”) ad appesantire le sonorità, con ritmiche ai limiti del thrash ed il singer Potowotominimak munito di telefonino e di maschera della celebre semi-divinità piovresca.
È ancora l’ultimo full a spadroneggiare con la divertente “L'opelatole ecologico”, mentre la successiva “Il Cacciatore della Notte” viene introdotta da una breve rivisitazione di “V per Viennetta”, per l’occasione rimodellata sulla querelle sanremese MorganBugo. Tanto geniale quanto attuale.

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L’inebriante anthem anti-vegano “Bestie di Seitan” alza il livello di coinvolgimento, che si mantiene ragguardevole in occasione del singolo - tormentone “Norwegian Reggaeton”.
Con la successiva “...And Then I Noticed That She Was a Gargoyle” si verifica, almeno per i miei padiglioni auricolari afflitti dalla vetustà, un fenomeno tanto spiacevole quanto inusuale: la qualità audio, anziché migliorare nel corso dello show, decresce, tanto da rendere le spettacolari lyrics intonate da Baffo pressoché inintelligibili.

Per fortuna, la chitarra di Mohammed Abdul ed il basso di Gatto Panceri 666 si mantengono granitici durante l'esecuzione delle epiche “Ironmonger (The Copier of the Seven Keys)” e “Valhalleluja”, doppietta ad altissimo tasso di bricolage.
Sin troppo fragorosa, invece, la resa di “Uranus” ed “Hail to Liechtenstein”, in cui l’impasto sonoro sbrocca definitivamente: un autentico macello, almeno dalle mie parti.

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Un breve commiato per rifiatare e si riparte: il compito spetta alla frenetica “400 Calci”, in occasione della quale ci accorgiamo di un Uinona Raider un po’ affaticato dietro le pelli -ed in effetti si scoprirà che il poveretto suona da una settimana con la febbre-.
Si chiude come meglio non si potrebbe, con due inni senza tempo: “Giorgio Mastrota (The Keeper of Inox Steel)” e “Feudalesimo e libertà”, intonati con trasporto da tutti gli astanti.
Gloria a pacchi.

Usciamo dal Vox soddisfatti: al netto di qualche magagna tutto sommato sorvolabile, i Nanowar of Steel si confermano, anche in sede live, capofila del metal demenziale, italiano e non.
Lieti di esserci divertiti con voi prima dell’avvento del COVID-19

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Tempriamo l’acciaio, affiliamo le spade
Scacciam l’inemico da queste contrade
Calziam li gambali, selliam lo destriero
Vittoria est vicina davvero!


Report di Marco Caforio
Foto di Giulia Bianchi


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NANOWAR OF STEEL setlist:
1- Declination
2- Barbie, MILF Princess of the Twilight
3- The Call of Cthulhu
4- L'opelatole ecologico
5- Il cacciatore della notte
6- Bestie di seitan
7- Norwegian Reggaeton
8- ...And Then I Noticed That She Was a Gargoyle
9- Ironmonger (The Copier of the Seven Keys)
10- Valhalleluja
11- Uranus
12- Hail to Liechtenstein
13- Power of the Power of the Power of the Power (Of the Great Sword)
Encore:
14- 400 Calci
15- Giorgio Mastrota (The Keeper of Inox Steel)
16- Feudalesimo e libertà

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Report a cura di Marco Cafo Caforio

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