Copertina 9

Info

Past
Genere:Power Metal
Anno di uscita:1990
Durata:54 min.
Etichetta:Noise

Tracklist

  1. WELCOME
  2. LUST FOR LIFE
  3. HEAVEN CAN WAIT
  4. SPACE EATER
  5. MONEY
  6. THE SILENCE
  7. HOLD YOUR GROUND
  8. FREE TIME
  9. HEADING FOR TOMORROW
  10. LOOK AT YOURSELF

Line up

  • Ralf Scheepers: vocals
  • Kai Hansen: guitars
  • Uwe Wessel: bass
  • Mathias Burchardt: drums
  • Dirk Schlachter (guest on track 5/6): bass
  • Tommy Newton (guest on track 8): guitar
  • Tammo Vollmers (guest on track 3): drums
  • Mischa Gerlach (guest): keyboards

Voto medio utenti

Uscito inizialmente come progetto solista di Kai Hansen (tant è che nella prima stampa in vinile portava il nome del folletto tedesco in copertina) “Heading for Tomorrow” si è da subito dimostrato come il primo passo di una band fondamentale per il power metal nella decade che stava iniziando. Reclutato l'ottimo Ralf Scheepers alla voce e completata la line up con Wessel e Burchardt alla sezione ritmica più una serie di ospiti tra cui il futuro chitarrista/bassista Dirk Schlachter e l'onnipresente e amico Piet Sielck, Hansen da alle stampe un disco che da più parti viene accolto come il vero successore dei due Keeper.

L'inizio è di quelli storici, di quelli che lasciano il segno. Dopo la breve ed evocativa intro “Welcome” (tra l'altro ancora usata nei concerti), arriva la strabordante “Lust for life” pezzo di purissimo power metal tedesco, ritmi vortiginosi, ritornello da cantare a pieni polmoni e l'ugola d'oro di Scheepers a dominare il tutto. Il bridge post-assoli che ci porta al ritornello finale è quanto di più bello la penna di zio Kai abbia mai scritto. Tempo di prendere fiato e subito irrompe “Heaven can wait” un altro pezzo da novanta del disco, con tempi più cadenzati ma un altro coro da cantare a squarciagola come il miglior power metal richiede.
A chiudere un trittico iniziale da infarto arriva “Space eater” dove è il basso di Uwe Wessel che detta legge e Scheepers ancora una volta ci lascia a bocca aperta con una prestazione da applausi volando alto senza perdere un oncia di potenza, insomma un bignami di come si canta l' heavy metal.
“Money” dopo tanti anni ancora non riesco ad inquadrarla e non riesco a capire se sia un capolavoro o sia solo un esperimento goliardico venuto non troppo bene. Fortuna che irrompe la ballad del disco, sicuramente la più bella di sempre a nome Gamma Ray, “Silence” puzza di Queen per tutti i suoi 6 minuti e 20 secondi di durata ma le melodie, i cori, l'accelerazione centrale, fanno si che ci troviamo di fronte ad uno degli highlights del disco. Si riparte a duemila con “Hold your ground” altro pezzo di puro stampo tedesco con un interessante parte strumentale, mentre “Free time”, tra l'altro unico pezzo a firma Scheepers, si muove su ritmi cadenzati sempre a cavallo tra hard rock e heavy metal come solo i tedeschi sanno fare. Si arriva quindi alla title track e suite del disco grazie ai suoi 14 minuti e mezzo di durata. Si parte subito con il mastodontico coro del ritornello che poi sfocia in un riff assassino ( che ricorda molto da vicino “Victim of Changes” dei Judas Priest) che vi porterà a scapocchiare senza ritegno. Al solito ottimo Scheepers perfettamente a suo agio con certe sonorità. Incredibile il break centrale, fatto di sonorità decisamente più leggere, quasi “floydiane” che portano ad un crescendo strumentale bellissimo e per nulla noioso fino alla nuova accelerazione da brividi. Chiude il disco una buona cover di “Look at yourself” degli Uriah Heep, altra grande influenza di Kai Hansen.

Nella ristampa di una decina di anni fa furono anche inserite le tracce presenti nell'ep “Heaven can wait”, ovvero “Mr. Outlaw”, “Lonesome stranger” e “Sail on”. Esaltante la prima, trascurabili le altre due.
Concludendo l'esordio dei Gamma Ray è un disco che emoziona ancora oggi a distanza di 25 anni dalla sua pubblicazione e capostipite di un modo di fare musica divenuto predominante nella seconda metà degli anni 90 in Europa.

Un Classico.

A cura di Simone “Panic” Occhini



Recensione a cura di Ghost Writer
I veri Helloween!

Heading for tomorrow potrebbe essere tranquillamente il terzo Keeper degli Hellowwen! Grandissimo esordio dei Gamma Ray di Kai Hansen che lasciate le zucche non ha certo perso il suo tempo; brani immortali come "Lust for Life", "Space Eater", "Money", e la stessa Title Track impreziositi dalla magnifica voce di Ralf Scheepers! Gamma Ray-Helloween 1-0!!!

il vero Keeper pt. 3 !!!

l'esordio dei Gamma Ray è una vera bomba,l'ideale prosecuzione del capolavoro "Keeper pt.2" degli Helloween. Grazie a Heaven Can Wait, Lust For Life, Space Eater (con R. Scheepers alla voce stratosferico!), ma anche The Silence, Free Time e la title-track sono ottime. Gradevoli le altre canzoni.Peccato che dopo questo disco anche i GR cominceranno a perdere colpi,fino alla rinascita di Land Of The Free.

Esordio convincente!

Kai Hansen vince la scommessa e batte decisamente Pink bubbles go ape. Se non fosse per qualche calo nella parte centrale del disco e per certi chiari tributi ai Queen (anche nella suite) sarebbe da eccellenza. In ogni caso, i primi brani dell'album e diversi spunti anche solistici rimandano direttamente all'era "keeperiana". Gran bel disco.

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 25 mag 2015 alle 23:21

heaven can wait.... SLURP!!

Inserito il 24 mag 2015 alle 21:51

ma come fate a dire che Sigh no More è superiore??? Ho sempre preferito questo nettamente benchè anche Sigh non è così male come anche Kai nel 1993 lo riteneva, poi Insanity and Genius era la prova che se volevano "picchiare" ne erano capaci pure loro... Tuttoggi quelle rare volte che riascolto Heading for Tomorrow mi stuzzica parecchie emozioni e ricordi, che bello quel cartoncino "copri vinile" grigio con una bella scritta KAI HANSEN in arancio per poi trovare dentro una delle copertine più brutte di allora!!! :-))) Mazza ma sto vinile ce l'ho da 25 anni... Sò vecchio :-(

Inserito il 24 mag 2015 alle 09:03

Finalmente torna la mia rubrica preferita, le recensioni PAST. Bravo Simone! Me lo vado a riascoltare volentieri. Seguirà (istigato dal brano di chiusura) "Look at Yourself" degli imprescindibili Uriah Heep!

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