Nuovo album per questo 2026 per i seguaci del deathcore di Las Vegas.
Questo secondo lavoro è in linea con il trend estremo del suffisso ‘core, abbiamo tutto quanto farebbe felice il fan di questo genere.
Breakdown come se piovesse, produzione iperbombastica e plasticosa, vocione in growl con interventi a volte di blast beat e voce pulita.
Un lavoro che ha anche un lentone a chiudere il cerchio come “
Endless/loveless”; abbiamo anche tre ospiti tre a dare manforte come
Josh Davies degli
Ingested a fornire il suo contributo su “
Dread”.
Gli assoli sono pochi ma ben eseguiti, però rispetto ai campioni del genere come i
Whitechapel o i
Job For A Cowboy c’è un po' da lavorare, perché le voci pulite inserite in alcuni brani sono evitabili perché non aggiungono e non tolgono nulla nell’economia della composizione ed il lento è scontato e fuoriluogo su un genere come questo fatto solo per ingraziarsi i maschietti e le femminucce che vogliono fare finta di fare i cattivi con le magliette metal ma senza conoscere il genere.
Perciò sufficienza piena ma alcuni dettagli li avrei evitati.
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