Copertina 7,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2019
Durata:56 min.
Etichetta:Hammerheart Records

Tracklist

  1. ALPHA AND THE OMEGA
  2. THOTH
  3. DIVINE WIND
  4. BABYLON
  5. BOW TO MOLOCH
  6. BLOOD REIGN
  7. FLOODGATES
  8. SANDBLASTED
  9. MISLED
  10. BY INSTINCT BE DRIVEN
  11. DARKEST MILLENIUM
  12. I AM RA

Line up

  • Anders Lundemark vocals, guitars
  • Martin Kristensen. bass
  • Johnny Nielsen: drums
  • Kim Mathiesen. guitars

Voto medio utenti

Grandissimo ritorno dello squadrone danese capitanato dal buon Anders Lundemark.
I nostri sono come quei calciatori d’esperienza, che nonostante il cambio di squadre, ti fanno vedere in campo la zampata che stordisce i più giovani.
Questa band nonostante sia nata nel 1990, non cambia di una virgola l’approccio col metal estremo di taglio moderno e groovy che caratterizzava gli anni 90; niente chincaglieria finto electro qui spacciata per metal, ma solo un arsenale pesante come un tir.
La titletrack é un pugno degno del miglior Ivan Drago, raffica di riffing e basso groove, col vocione del nostro che ti annichilisce.
La band è quadrata e si apre a tempi spezzati con riffing gustosi di thrash/death; il solo poi é fantastico nel suo incedere melodico e virtuoso.
Thot”, é tellurica, con un grande lavoro ritmico e riffing serrati in questa marcia pesantissima.
La band non predilige l’aspetto veloce, ma il taglio marziale con squarci in blast beats.
Ed invece il terzo brano ti mette al muro con un piglio veloce, dinamico e bruciante thrash/death.
Up tempo pestone, con chitarroni compressi, groove a mille; ottimo per lo stage diving, e un chorus che non puoi non ringhiare.
Credetemi, la convinzione che i nostri mettono nel lavoro di questo album è palpabile; solo carico di brividi rolleggianti.
Altra perla é “Bow to moloch”, un up tempo veloce ma con tempi spezzati, rullate e chitarroni compressi.
Brano che tira fuori l’anima thrashy della band, ma rivista in un’ottica moderna; il vocione filtrato di Lundemark e i cambi in doppia cassa lo rendono ancora più gustoso e da headbanging.
Sandblasted soul”, é distruzione pura già dall’inizio con effetti guerreschi, chitarre stoppate, rullate e batteria scatenata.
Il tiro é veloce, ma con parti serrate in mid tempo pesante come il granito; il singer alterna spoken words a aggressioni in growl.
Un disco che é perfetto per un party estremo e selvaggio, dove si bevono ettolitri di birra e si poga da maledetti; sono sicuro che on stage la band scatenerà l’inferno.
Recensione a cura di Matteo Mapelli

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