Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2014
Durata:non disponibile
Etichetta:Inverse Records

Tracklist

  1. DIVE
  2. SIRENA
  3. THE WHITE ONE
  4. GHOST (THE HEALER)
  5. ONE SINGLE LOOK
  6. SUNBATH
  7. ARC LIGHTS
  8. NEXT TO THE WHEEL
  9. OTUS
  10. CRYSTAL PLANE

Line up

  • Samuli: guitars, keyboards
  • Oli: drums
  • Jussi: bass
  • Jonni: vocals, guitars, keyboards

Voto medio utenti

Il potere della musica sta nei silenzi. Sembra un paradosso, qualcosa di totalmente insensato, ma è così. E' il silenzio che crea le melodie più belle, più intimistiche, più profonde. Può quindi la musica essere silenzio? A volte, si. La musica muta forma, viene plasmata e riesce a trasmettere una calma tale da sembrare silenzio.

Sto pippone filosofico per dire cosa? Che "Until We Shine Again", album d'esordio dei finlandesi Sumia, è un gioiellino. E' musica che si trasforma in silenzio, sono note che ti entrano sottopelle e li si fermano, proiettandoti davanti a un tramonto freddo, sdraiato su un lago ghiacciato, arrampicato a un albero innevato. Il freddo, il silenzio della loro terra natìa, un cuore gelido che batte silenzioso e ritmato sotto un tappeto di foglie ormai da tempo cadute e decomposte.
"Until We Shine Again" è ambient, nel senso più puro del termine. Raramente un album è riuscito a raccontare meglio il background dei musicisti che lo suonano. Il metal, di cui ci occupiamo ogni giorno, lascia qui spazio alle atmosfere, ai suoni del paesaggio, alla poesia delle parole, a un retaggio culturale, alla storia. Fin dalle prime note della bellissima opener "Dive" mi è stato subito chiaro che le lontane terre del Nord Europa erano la casa dei Sumia, nonostante gli episodi più atmosferici del disco siano quelli centrali.
"Until We Shine Again" è alternative rock, nel senso migliore del termine. Non c'è una singola nota di banalità nella musica dei finlandesi, ogni passaggio è volto alla ricerca dell'emozione, ispirato e sentito. Anche il rock in sé è davvero spruzzato, come la neve, in particolare nella doppietta finale "Otus" e "Crystal Plane", forse l'episodio più prettamente rock del disco, bellissima nel suo saper risultare comunque legata al resto in maniera inscindibile, nonostante le più nette differenze di genere. Differenze che sono riscontrabili anche su alcuni dei brani iniziali, dove addirittura un sentore dei primi 30 Seconds to Mars fa capolino qua e la.
Azzardare paragoni è davvero difficile: oltre alla già citata band dei fratelli Leto, potrei dirvi di pensare agli ultimi Anathema, così come in alcuni passaggi potrebbero ricordarvi i TooL, spogliati però di tutti gli arzigogoli e i tecnicismi puri del prog. Potrei anche andare a raccogliere similitudini con "White Pony" dei Deftones o spingermi fino alla malinconia intrinseca dei Radiohead, più per colpa della suadente voce di Jonni che altro, ma sarebbero tutti paragoni poco indicativi di ciò che i Sumia possono regalarvi.

"Until We Shine Again" è un album dicotomico, freddo e caldo allo stesso tempo, in grado di regalarvi emozioni forti e contrastanti, a patto che gli permettiate di penetrarvi nell'anima. Sentiremo senza dubbio parlare dei Sumia, questo è poco ma sicuro, intanto godetevi questa perla targata Finlandia: non ve ne pentirete.

Quoth the Raven, Nevermore..
Recensione a cura di Andrea Gandy Perlini

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