Any Face - Perpetual Motion of Deceit

Copertina 7

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2014
Durata:39 min.
Etichetta:Nadir Music

Tracklist

  1. TWISTED MOTION OF DECEIT
  2. FADING IN CONFUSION
  3. TRAPPED IN YOURSELF
  4. THE HELL OF FUTURE (WALL OF LIES AROUND US)
  5. PERPETUAL MOTION OF DECEIT
  6. ENDURING CAPTIVITY
  7. LOCKED UP
  8. DESENSITIZED

Line up

  • Davide Stura: bass, growls, screams
  • Antonio Pollizzi: guitars
  • Omar Cappetti: drums, clean vocals
  • Luca Pitzianti: vocals

Voto medio utenti

Guardando la copertina di Perpetual Motion of Deceit ho creduto per un attimo di essermi imbattuto in una band omonima degli Any Face che conoscevo, magari prog-power, che non avesse nulla a che fare con la botta di brutalità che mi ero gustato quattro anni fa... Invece non c'è nulla da temere, sono sempre loro, hanno solo abbandonato l'immagine cattivona fatta di teste mozzate, piovre e sangue a favore di un disegno più sobrio ma, scopriremo, non è l'unica innovazione.

Un avvicendamento importante va segnalato in line up, Luca Pitzianti va a sostituire Yuri Bianchi dietro al microfono e il suono degli Any Face fa un bel cambiamento. Non che sia solo questo l'elemento che differenzia Perpetual Motion of Deceit dal precedente The Cult of Sikness, però è innegabile come la voce thrash/hardcore del nuovo entrato renda il platter più “appetibile” relegando i momenti growl in un angolo (eseguiti da Davide Stura), da far esplodere solo all'occorrenza. Finché parliamo di voce, tanto vale segnalare gli inserti in clean che fanno capolino nelle canzoni (Trapped in Yourself ad esempio) sempre ben dosati e non smaccatamente core.

Le canzoni hanno una tendenza progressiva molto maggiore rispetto al passato, ci sono una miriade di riff, controtempi e fraseggi in cui la perizia tecnica di questi ragazzi emerge prepotente ma l'ascolto rimane assolutamente piacevole e non stancante, anche per l'assenza di parti troppo violente. Anche in brani molto tecnici come ad esempio Fading in Confusion ci sono trame melodiche affascinanti, per non parlare della strumentale title track (in cui vengono utilizzate anche chitarre acustiche) o della finale Desensitized. Sono presenti inoltre alcuni passaggi jazz e inserti più atmosferici che vanno ad arricchire la proposta ed affiancare linee di basso davvero chirurgiche e assoli di chitarra realmente notevoli per estro e fantasia. Certo, non tutto è perfetto, alcune canzoni hanno connotati molto moderni che a volte stridono col passato, altre volte gli Any Face vogliono osare ancora di più, non raccogliendo però risultati del tutto positivi, come in occasione di Enduring Captivity (che ospita alla voce Sara Usai).

In generale questo terzo lavoro sulla lunga distanza della band di Varese, prodotto ottimamente nei sempre competenti Nadir Studios, non fa altro che confermare il loro eccellente stato di salute e la naturale tendenza all'esplorazione, all'evoluzione del proprio suono, un percorso lontano dall'essere terminato, partito dal death metal tecnico e proiettato nel futuro.
Recensione a cura di Francesco Frank Gozzi

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 17 giu 2014 alle 14:15

Scusate ragazzi, mea culpa. Grazie Sbranf

Inserito il 17 giu 2014 alle 11:04

corretto, grazie pasko!

Inserito il 17 giu 2014 alle 10:42

Occhio Frank, hai invertito lineup e tracklist ;-)

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