Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2013
Durata:36 min.

Tracklist

  1. SCACCO MATTO
  2. SPECCHI INFRANTI
  3. QUANDO COGLI UN FIORE
  4. DA TE
  5. MOBILE CLASSICO
  6. POI SI FERMERà
  7. SFERA DI CRISTALLO
  8. FLUO
  9. 2
  10. ACQUA, TERRA & FUOCO

Line up

  • Leonardo Scali: vocals, guitar
  • Umberto Patuzzo: bass
  • Francesco Schiavi: drums

Voto medio utenti

Proprio bravi. La qualifica non è particolarmente “originale”, ma nella sua semplicità riassume perfettamente quello che penso dei Klem, valoroso gruppo della provincia veronese, nato dalle ceneri dei Jab.
Bravi nel trovare la giusta alchimia tra stoner, hard e classic rock, abili nell’esprimersi in madrelingua con disinvoltura e capacità comunicativa, intelligenti nel dosare le svariate influenze (da Spooky Tooth a Blue Cheer, passando per Cream, Little Feat e Grand Funk e approdando a Kyuss, Soundgarden e Foo Fighters, senza dimenticare importanti esperienze “locali” come Voodoo, SanniDei, Karma, Ossessione e Ritmo Tribale) in un suono evidentemente “rivisitato” eppure anche sempre piuttosto fresco e coinvolgente.
Merito della cultura, della perizia e dell’attitudine di una band che sa come scrivere belle “canzoni”, e poi le affida ad un singer (anche pregevole chitarrista, peraltro) come Leonardo Scali, che con il suo timbro vellutato e ammaliante punta dritto al centro nevralgico delle emozioni, senza disperdere inutili energie in appariscenti iperboli fonatorie.
“Ritagli di tempo” è un disco caldo, pulsante e coinvolgente, in grado di solcare sinuose atmosfere oriental-psych (“Scacco matto”), avvolgenti melodie scosse da sussulti funky-blues (“Specchi Infranti”, “Sfera di cristallo”), contagiosi squarci desertici in salsa nostrana (“Quando cogli un fiore”, “Poi si fermerà”, “Acqua, terra & fuoco”) e dense e adulatrici derive rollistiche (“Da te”), arrivando poi addirittura a lambire territori non lontani da un certo alternative-roots tra Beck e Everlast (lo strumentale “Mobile classico”, che però si avvale di un vero can-tante …) o dal radio-rock “moderno” (“2”), il tutto con notevole forza espressiva e naturalezza, doti fondamentali per una formazione che può ancora crescere e tuttavia già dimostra una considerevole maturità e un innato talento.
Tanti complimenti ai Klem, dunque, e all’Atomic Stuff Promotion per averli “scovati” in quel di Bovolone.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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