Silver Horses: alchimisti dell’hard blues.

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L’hard-rock dei seventies sta vivendo una sorta di “seconda” (o “terza”, più facilmente …) “giovinezza”, e i Silver Horses dimostrano che anche lungo la direttrice Firenze / Birmingham si possono fare “cose importanti” e credibili pur senza essere, magari, proprio al “centro” dell’attenzione mediatica.
In realtà, anche i nostri possono essere considerati alla stregua di un “supergruppo”, dove Tony Martin rappresenta una sostanziosa garanzia di “attrattiva”, oltre che di assoluta autorità vocale, ma in cui pure la componente tricolore della formazione non sconta particolari “carenze” in fatto di esperienza, competenze specifiche e vocazione alla materia.
Il loro disco omonimo, da poco nei negozi, è la certificazione migliore di tale considerazione, mentre quattro chiacchiere con Gianluca Galli (chitarra), con fugaci incursioni di Andrea Castelli (basso) e Matteo Bonini (batteria), aiuteranno il lettore a conoscere un po’ meglio questa nuova intrigante realtà del (cosiddetto) “vintage rock” contemporaneo …

Ancor prima di affrontare con dovizia la “questione” Silver Horses, direi, innanzi tutto, di fare il punto sul ricco curriculum della band … qual è lo stato attuale di Time Machine, Mantra e MGRB (e di qualunque altra circostanza artistica vi veda coinvolti, visto il vostro “stacanovismo” …)?
Gianluca: ok ... aggiungerei anche Shabby Trick! Che dire ... come vedi, non stiamo con le mani in mano!! Con i Time Machine a gennaio inizieremo a lavorare sul nuovo album ... a diversi anni di distanza da “Reviviscence Liber Secundus” e dalle soddisfazioni del Gods of Metal con Andrè Matos, è il momento di metter al fuoco un nuovo lavoro in studio … sono molto contento perché lavorare con Lorenzo Dehò e Gianluca Ferro è un grande piacere … quanto ai Mantra stiamo lavorando al quarto disco … Jacopo è molto impegnato con i Tygers of Pan Tang, ma finalmente abbiamo ritrovato un po’ di spazio e voglia di riprendere …
Andrea: per quanto mi riguarda, con gli Shabby stiamo iniziando a buttar giù del materiale nuovo per il seguito di “RnR Raiser”, compatibilmente con gli impegni dei Silver Horses.
Matteo: anche gli MGRB sono in corso di studio di materiale nuovo. I primi mesi del prossimo anno dovrebbe uscire un nuovo video del quale di recente abbiamo concluso le riprese c/o il San Salvi, l’ex manicomio di Firenze.
Mi stavo “quasi” dimenticando di un “certo” Tony Martin, e con lui cominciamo a parlare di come sono nati i Silver Horses … raccontateci tutto della genesi del gruppo, di com’è stato coinvolto nel progetto l’ex singer dei Sabbath e del perché è stato scelto …
Gianluca: ma guarda ... è stato un po’ casuale ... Dario Mollo ci ha messo in contatto con Tony, ci siamo visti a Londra e poi tutto è stato molto naturale … lui si è letteralmente innamorato del progetto e soprattutto della musica ... e il disco ne è la prova ...
Ho parlato di “progetto”, ma come dobbiamo considerare i Silver Horses? Una situazione “estemporanea” o qualcosa di più “duraturo”?
Gianluca: assolutamente una band! L’idea di progetto non piace a nessuno di noi! Anche con Tony abbiamo sempre parlato di band … ed i ogni caso chiunque sia il cantante, i SH sono una band che suona e suonerà dal vivo ed ha già in cantiere una dozzina di brani nuovi ...
L’hard rock blues di Led Zeppelin, Whitesnake e Bad Company appare la nobile base su cui avete edificato il vostro disco. Analizzando la vostra “storia”, si tratta, in realtà, di una condizione espressiva abbastanza “naturale”, ma mi piacerebbe sapere comunque cosa vi ha spinto a riproporre questo suono e quali sono, secondo voi, i motivi che lo riportano ciclicamente in auge, rendendolo appetibile anche per le generazioni più “giovani” …
Gianluca: per noi è naturale suonare un genere di rock con cui siamo cresciuti musicalmente, il blues e quindi l'hard blues è la base del metal e delle sue sfaccettature, e quindi è naturale che ogni tanto si ritorni dalla “madre” che ti ha concepito.
Matteo: io sono la prova che gruppi come Led Zeppelin tornano ciclicamente in auge. Basti pensare che sono nato lo stesso anno in cui Bonham moriva e nonostante questo gli Zep sono in assoluto la mia band di riferimento e una fonte d’ispirazione continua.
Come mai avete scelto questo monicker? Si è trattato di un omaggio ai Badlands, o cos’altro? Considerate la band del compianto Ray Gillen una vostra “influenza”?
Gianluca: certamente i Badlands sono una band fantastica e mai troppo rimpianta ... poi comunque “Silver Horses” c’è anche in “White Room” dei Cream … è una bella immagine, molto ‘70s!
Ho apprezzato moltissimo praticamente tutti i brani del Cd, forti di una solida base “tradizionale”, ma anche sorprendenti per creatività e disinvoltura (“Me” e “You”, ad esempio) … vi va di raccontarci come si sono svolte le operazioni di composizione?
Gianluca: abbiamo lavorato insieme mettendo tutti un po’ del nostro ... ovviamente con Tony abbiamo lavorato essenzialmente via internet
Ho trovato interessante anche l’artwork del disco … chi se n’è occupato e quale significato assegnate a questo scarnificato cavallo cibernetico e “post-apocalittico”? Che cosa rappresenta, invece, il “serpente trafitto”, che ricorda un po’ un noto simbolo monetario?
Gianluca: ci fa piacere che tu abbia notato il serpente ... in realtà è il simbolo di Cagliostro ... modificato ... che ricorda anche una “S” ed una “H”… l’artwork l’ha curato una bravissima fotografa e artista polacca, Sylwia Skubis e il cavallo “post apocalittico” ... beh, diciamo che piaceva a tutti ... forse non è proprio in linea con lo stile musicale ... però ci piaceva!
A questo punto affrontiamo due temi imprescindibili … prima la questione live
Gianluca: il nostro management e la nostra etichetta stanno lavorando ed investendo davvero come dei pazzi tempo e denaro nella cosa! Certamente vogliamo suonare live e possibilmente in nord Europa ... ci stiamo lavorando!
… e poi le classiche “prospettive future” …
Gianluca: le prospettive ... come dicevamo in precedenza, stiamo lavorando al secondo disco ... i pezzi li abbiamo già ed a dicembre entreremo in studio per inciderne alcuni e fare la pre-produzione del prossimo disco.
Rockofili e giornalisti (o presunti tali …) si dichiarano sempre alla ricerca dell’originalità, ma poi le cose che “vendono” (si fa per dire …) sono quasi sempre quelle che si rivolgono ai “classici” … qual è la vostra opinione su quest’atavica diatriba tra “conservatorismo” e “innovazione”?
Gianluca: he he , certo che il classico va sempre di moda, ma francamente c'e ' del buono in tutte le sfumature dell'hard rock, sfumature poi che sono state inventate dai giornali per classificare i generi in sottogeneri.
Forse per far capire meglio al lettore di cosa si sta parlando, fatto sta che negli anni ‘70 si diceva soltanto rock!
Matteo: spesso capita di ascoltare roba nuova e dire “cazzo bravi!, bel riff bel giro di batteria!” … poi capita il giorno in cui quattro vecchietti rientrano in studio per fare un nuovo singolo e rimani letteralmente folgorato da tutto quel mescolarsi di suoni che ti crea una vibrazione interna incredibile, roba che non riesci a smettere di ascoltare quel singolo e dici: cristo santo ma come è possibile che non riesco a smettere di ascoltarlo? La batteria è storta! Il cantante non canta! Eppure quegli stronzi dei Rolling Stones mi provocano ancora certe emozioni! Quindi che dire … “conservatorismo”? “Innovazione”? It’s only Rock n roll
La presenza di Martin dovrebbe garantirvi un importante contributo in fatto di “visibilità”, che meritate assolutamente tutta, tuttavia vedo un po’ “difficile” la sfida (rimanendo nel vs. settore di competenza), ad esempio, con un colosso come i Black Country Communion … che cosa possono rappresentare i Silver Horses all’interno di una scena rock così affollata? Che cosa dire ai lettori di Metal.it per convincerli che l’hard-rock suona “alla grande” anche sull’asse italo-britannico?
Gianluca: francamente non è mai stata nostra intenzione sfidare dei miti come i BCC, ma credo proprio, se ci fosse l'occasione di essere sullo stesso palco, che non sfigureremmo per nulla. Quindi, comprate a scatola chiusa i Black Country Communion, ma date almeno un'ascoltata ai SILVER HORSES ... poi ... comprate anche quelli! ;-)
Siamo alla fine, grazie per la disponibilità e per aver “sopportato” le domande, le curiosità e le eventuali “sciocchezzuole” di quest’intervista … a voi la conclusione a “schema libero” …
Grazie a voi per il supporto, noi siamo orgogliosi del nostro lavoro e vi aspettiamo in versione live.
Intervista a cura di Marco Aimasso

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