Berserker: "Run beserk, spreading fear and pain..."

Foto Berserker: "Run beserk, spreading fear and pain..."

Una fugace citazione dai Manowar serve ad introdurre una formazione italiana, i Berserker, che hanno appena superato lo scoglio dell'album di esordio. Non senza qualche difficoltà, ma da veri guerrieri non si sono mai arresi!!
"Blood of the Warriors" è una delle più gradite sorprese di fine anno: ci mancava solo che me lo consegnasse direttamente Babbo Natale: un ottimo debutto, eppure i Berserker non sono certo un gruppo di primo pelo, e ce lo conferma il cuore pulsante dei Berserker, il chitarrista e cantante Alessandro Alioto.


Alessandro: Prima di tutto ti ringrazio per i complimenti, fa sempre piacere sentirsi apprezzati.
Come hai detto, non siamo un gruppo di primo pelo. Il nostro primo demotape “Berserker” ha visto la luce nel lontano 1989, da allora vari demos, per l’esattezza nove demotapes e un demo cd, sono stati realizzati. Solo dopo quasi venti anni di vita nell‘underground, siamo arrivati alla pubblicazione del nostro debut album. Questo solo grazie alla My Graveyard productions.
Siete stati sicuramente tra i precursori nel proporre, in Italia, un certo tipo di sonorità. Con poca fortuna, sembrerebbe…
Se ti riferisci al fatto che siamo arrivati al contratto discografico solo dopo tutti questi anni, sembrerebbe proprio che abbiamo avuto poca fortuna. Sicuramente il nostro sound non piace a tutti, o lo ami o lo odi, ed è mio parere che questo sia un vantaggio. Nel tempo, grazie alla nostra musica, ho avuto modo di conoscere diverse persone con le quali è nato un legame, di sincera amicizia, duraturo nel tempo. Ad esempio è stato grazie ad uno di loro, il nostro amico Matis Marco, che siamo entrati in contatto con la My Graveyard Productions.
La scena siciliana sta continuando a mettere in mostra un sacco di gruppi interessanti, e questo non può che far piacere, anche perché non credo che dalle vostre parti vi siano le stesse possibilità che offrono le altre regioni...
In Sicilia, da quando io abbia memoria, c’è sempre stata un’ottima scena Metal. Sicuramente un tempo, per quel che riguarda le comunicazioni, eravamo quasi tagliati fuori, ciò nonostante riuscivamo tranquillamente, anche se pur con qualche difficoltà, ad avere rapporti con tutto il resto del globo. Oggi grazie ad Internet le cose sono cambiate in meglio. In tempo reale puoi comunicare con chi vuoi, a costi accessibili, anche se questi è all’altro capo del mondo. Certo che, se si riuscissero a migliorare le infrastrutture dell’Isola e con loro la viabilità da e per la Sicilia, decisamente sarebbe meglio.
Che ne dici di entrare nei dettagli del vostro disco… se hai voglia puoi anche descrivere brevemente i pezzi inclusi!
Il disco è stato registrato da me e da mio fratello Armando nell’estate del 2003, per poi essere mixato nel 2004. Questo contiene otto brani per una durata di circa cinquantaquattro minuti, i quali fanno parte del repertorio che narra della saga da me composta. I testi sono scritti in modo tale che, ognuno di loro contenga in esso un doppio e in certi casi un triplo significato di cui uno attinente alla saga, e l‘altro o gl’altri, legati a fatti inerenti le emozioni o i pensieri che possono avvolgere un individuo, in questo caso un guerriero, in determinate circostanze. “Fighting the Fear” è il brano che apre l’album, questo non è messo a caso, è, infatti, con lui che inizia la saga, in realtà prima di questo ve ne sarebbe un altro, un intro parlato, ma ho preferito non includerlo, giacché la pubblicazione dei brani non segue l‘ordine cronologico della saga. Segue “Eternal Life”, questo è un giuramento. Quindi, “Unknown Warrior”, che narra la fine cruenta di un giovane guerriero, KoellVoettr. Seguito dalla ballata “Blood of the Warriors and icy look of Death”, la quale visualizza nell’immaginario, l’agonia di un condottiero che, pur avendo portato la vittoria sul campo, prendendo la vita dei suoi nemici, nell’azione perde la propria armata. Gli succede “Walkiries”, brano dedicato alle figlie d’Odino. Per poi arrivare ad “And Now You Know”, questo si riallaccia ad un passo specifico della saga, quando il Dio Loki furioso con le Divinità dell’Asgard, non potendo rifarsi su di loro, lo fa con i Berserker annebbiandogli la mente, facendo sì che quelli che cadono nella sua trappola non ne escano se non alla morte. Infine i due brani “Marching to the Glory… (part I)” e la strumentale “…In the Glory You’ll Die! (part II)”, che chiudono l’album narrando dell‘ipocrisia nelle crociate. Ora tu ti chiederai; cosa centrano le crociate con i Berserker? Nella mia saga loro percorrono tutto il tempo storico fino al crepuscolo.
Negli anni avete inciso un sacco di demo, dai quali avete recuperato tutte le canzoni che sono finite su “Blood of the Warriors”… è stato difficile scegliere quali sarebbero stati i brani che avrebbero composto il vostro album d’esordio?
Avevo già in mente questa scaletta sin dal 1999. Tanto è vero che, tra i brani di “Masters of Steel” come anticipazione del debut album, vi è un preludio del brano che apre “Blood of the Warriors”, cioè “Fighting the Fear”.
E’ stato necessario togliergli parecchia polvere da sopra, oppure le canzoni hanno mantenuto molto delle versioni originali?
Negli anni è cambiato davvero poco, giusto qualche arrangiamento. Quelli che nel tempo hanno subito variazioni sono i testi delle canzoni, i quali sono stati necessariamente arrangiati nuovamente al fine di essere più indipendenti. Dapprima i brani seguivano scrupolosamente la trama della saga da me scritta, “Difensori nel Nome di Odino”. Tuttavia, questo comportava non pochi problemi, infatti, quando questi erano presi singolarmente diventavano incomprensibili. E’ stato quindi per me doveroso riscriverli affinché ognuno di loro pur seguendo il corso della saga racconti una propria storia, in questo modo all’ascoltatore ogni brano darà un senso compiuto, e nello stesso tempo farà sì che questi possa entrare nella saga e ivi viverne le vicende.
Eppure di polvere ne ha raccolto anche il master di “Blood of the Warriors”, dato che, come mi hai detto, dalla sua registrazione alla sua pubblicazione sono passati quasi quattro anni … possibile che nessuno abbia creduto prima in Voi?!?!?
Abbiamo avuto contatti con un’altra etichetta, ma a causa di vari problemi non si è concretizzato nulla. Si vede che nel nostro Fato era così scritto. E quale miglior Fato che essere stati pubblicati dalla My Graveyard. Dove a credere nel Metal vi è un signore come Mazzardi Giuliano, che epicamente, sfidando la regole del mercato, è sempre pronto a rischiare, senza tirarsi mai indietro, con bands che come la nostra non sono commerciali.
La registrazione suona parecchio retrò … potente e “sporca”, sicuramente con poco a che vedere con le produzioni platinate e triggerate che escono oggigiorno. Non ho dubbi che sia una scelta voluta e ponderata, ma non pensate che, anche nell’ottica di un possibile ascolto superficiale e frettoloso legato ad un mercato ormai saturo, possa essere controproducente?
Sicuramente un suono come il nostro può essere controproducente, ma solo come hai detto ad un ascolto frettoloso. Tutti coloro che conoscono ed apprezzano il Metallo fatto alla vecchia maniera, quando hanno un album sotto le mani, non gli danno certo un ascolto superficiale, pertanto, è a questi che si deve chiedere un giudizio. Fino ad oggi ho ricevuto tantissime e-mails da appassionati del genere che si complimentavano con noi. “Blood of the Warriors” è la nostra concezione del Metal, sicuramente vi saranno delle critiche negative, soprattutto fatte da quelli che, abituati ai suoni moderni non si soffermano ad ascoltare veramente il nostro prodotto. Questo però non mi dà pensiero, del resto, quando uno suona un genere come il nostro, non lo fa per profitto, ma perché gli piace e lo sente come parte di se stesso. Infine dopo quasi venti anni di band non riesco proprio ad immaginare i Berserker che possano fare dell’altro.
Non era difficile immaginare di cosa trattavano i testi, sia per i titoli ed il nome che avete adottato, sia per la copertina dell’album. Sono solo tematiche che meglio si adattano alla vostra proposta musicale oppure nascono da una vostra passione personale?
Come ho detto i brani della band si ispirano alla saga da me scritta “Difensori nel Nome di Odino”. Questi narrano, appunto, delle loro vicende che, intrecciandosi in un insieme eventi richiamanti a tratti fatti realmente storici ed altri religiosi, nei quali vi sono salti spazio tempo, i protagonisti, i Berserker, lottano prima per difendere il Nome di Odino, quindi per salvare il Dio Baldr. Tutto inizia dalla fine, dove questa saltando indietro, si allaccia alla metà del racconto, per poi ripartire dall’inizio fino a giungere così alla fine; il Ragnarok.
Anche l’artwork del CD è opera del gruppo, se non sbaglio tua. Ma quanto “sangue” avete sputato e versato per la causa del metal?
Parecchio, ma ti posso assicurare che, se prima Berserker viveva per mia volontà, oggi sono io che vivo per lui. Portare avanti questo progetto mi ha aiutato ad affrontare le avversità che la vita sino ad ora ha avuto in serbo per me. Non solo, come ti dicevo, grazie alla band ho avuto modo nel tempo di conoscere veri amici, che, senza nulla in cambio, se non la mia amicizia, mi hanno sostenuto nelle aspre battaglie che ho dovuto affrontare per la mia vita.
Dopo tanti anni cosa provate nel riascoltare quelle vecchie canzoni? Vi riconoscete o gli anni e l’esperienza hanno cambiato il vostro modo di suonare?
Nella vita non si smette mai di scoprire nuove cose, ma questo non riguarda assolutamente i nostri brani. Infatti, come ti spiegavo prima poco è cambiato nel tempo, soprattutto il modo di suonare.
Per quel che riguarda cosa proviamo a riascoltare, e aggiungerei a suonare, le vecchie canzoni, beh, queste sono emozioni personali, pertanto non so cosa provi mio fratello, a me in quei momenti riaffiorano alla mente tantissimi ricordi, in fin dei conti in ogni brano vi è racchiuso un pezzo della mia vita.
Parliamo un po’ del futuro del gruppo, state preparando nuovi pezzi? Quando avremo la possibilità di ascoltarli?
Pensiamo di entrare in studio entro la fine dell’anno, i brani che compongono la saga sono parecchi, 124. Mi piacerebbe quindi, portare avanti la trama fino al suo completamento. Detto questo, nel Novembre del 2007, si sono uniti a noi altri due elementi, pertanto non è escluso che possa uscire un lavoro creato insieme.
Questa serie di domande l’avevo gia fatta tempo ad una band svizzera che “ovviamente”, visto che sono da sempre i portabandiera della “neutralità” ci hanno girato attorno senza rispondere … mi auguro che voi dimostriate maggior coraggio!
Nessun problema, spara.
a) Il “Nu Metal” è davvero il futuro del “Metal”?
Questo è un genere musicale che non ascolto, i miei gusti sono altri. Se il “Nu Metal” sarà o no il futuro del Metal, dipende da coloro che lo ascoltano preferendolo agl’altri stili. Io spero sinceramente che questo non avvenga, ma come ti ho detto non dipende da me, bensì dalle nuove leve. Sta a loro rinsaldare gl’antichi legami e quindi portare avanti quelle sonorità che hanno fatto sognare due generazioni.
b) I Metallica si dedicheranno di nuovo al “Heavy Metal” con un nuovo album?
Non ne ho idea, ti posso assicurare che da quando hanno pubblicato il black album mi sono caduti dal cuore, da allora non li ho più seguiti. Preferisco ricordarli ai tempi che corrono dal primo album “Kill’em all”, sino ad “And Justice for all”. In quel periodo erano una band che spaccava. Se dovessero, però, tornare a suonare come una volta ne sarei lieto, ma ne dubito.
c) Qual è stato il migliore album del 2007?
“The Faith” degli Strana Officina.
d) Ed il peggiore?
Di solito faccio acquisti mirati, pertanto fra i pochi album che ho ascoltato nel 2007 non mi è capitato di imbattermi in un peggiore. Sarò stato fortunato?
e) Quale band pubblicherà nel 2008 il TOP album dell’anno?
Il nuovo album dei Manilla Road “Voyager”, si preannuncia un capolavoro.
Non mi rimane che lasciarvi la parola per la conclusione…
RingraziandoVi per questa intervista, terrei a salutare tutti coloro che con affetto hanno creduto in noi, supportandoci fino ad oggi, spero che lo facciate ancora!
Salutando infine, ma non da meno e non ultimi, i vostri lettori, ci congediamo da Voi presentando l’intera line-up della band; Alessandro Alioto, Sergio Rizzo, Andrea Trapani e Armando Alioto.
A presto!!
Ciao!!!
Dimenticavo: complimenti per il vostro album!!
Grazie!!!

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Area: Classic Area
Gruppo: Berserker

Intervista a cura di
Sergio 'Ermo' Rapetti
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