Sean Killian (Vio-Lence, vocals)

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Gruppo:Vio-lence

Intervista raccolta Gianluca Grazioli
Traduzione a cura di Elisa Golzio


Parlare con Sean Killian è come parlare con un pezzo di storia; dalle sue parole possiamo sentire la carica, il sudore, l'energia di una band fondamentale per il movimento thrash di fine anni '80. Una band sfortunata, forse incapace di gestirsi nel momento più favorevole e poi irrimediabilmente risucchiata nella fine di un genere musicale che ha spazzato via molti protagonisti della storia del metal. Abbiamo contattato Sean Killian, singer carismatico e a volte duramente criticato, che ha accettato con entusiasmo di parlare del passato, dei suoi errori, e delle sue speranze ed aspettative per il futuro.
Siamo sicuri che leggerete questa chiacchierata tutta d'un fiato e per un attimo rivivrete quegli anni magici insieme a noi. Buona lettura.

Prima di tutto, parliamo del presente: Eternal Nightmare è stato recentemente ripubblicato e lo stesso è avvenuto lo scorso anno per Oppressing the Masses; in seguito all’uscita di Thrash of the Titans, nel 2001, qual è , secondo il tuo parere, la ragione di tale rinnovato interesse nei confronti degli albums dei VIO-LENCE dopo tutti questi anni di silenzio? Si può parlare di un ritorno al passato?

La ragione principale che ci ha spinto a ripubblicare questi albums è stata dettata dal fatto che gli stessi erano venduti su e-bay a 100-150 dollari, perciò abbiamo pensato che se c’erano persone disposte a sborsare una cifra simile per la nostra musica, allora l’interesse verso band doveva ancora essere vivo: quindi, perché non rendere più agevole l’acquisto dei dischi espandendolo anche ad una schiera maggiore di persone?

Ai tempi della sua pubblicazione, Eternal Nightmare è stato giudicato molto positivamente dai critici, almeno qui in Italia. Invece di volare e cavalcare il successo, è però accaduto qualcosa di inaspettato. Si sono dunque presentati dei problemi con le vostre etichette quali MCA, Mechanic, Combat, o che altro?

Il problema principale è stato causato dal fatto che le persone interne alle etichette non avevano ben compreso cosa i VIO-LENCE rappresentassero veramente. Non siamo mai stati una mainstream né tantomeno una thrash metal band, la gente o ci amava o ci odiava, non c’era via di mezzo; alcune delle etichette di cui abbiamo fatto parte hanno avuto problemi a relazionarsi con questa realtà poiché normalmente si tende sempre a voler far sì che le bands con cui lavori siano amate incondizionatamente da tutto il pubblico; per questo, hanno sempre cercato di dirigerci verso una direzione ben precisa in termini di musica ed immagine ma ciò naturalmente ha solo causato problemi, se poi consideri che eravamo piuttosto testardi, non poteva che andare tutto a rotoli.

La censura ha scatenato un vero e proprio putiferio nei vostri confronti per via della canzone Torture Tactics, distruggendo ben 20.000 copie di Oppressing the Masses. In che misura tale decisione vi ha danneggiato?

La censura era costituita dalle etichette stesse e nel caso specifico si trattava di un distributore principale che non gradiva le nostre canzoni fra cui la stessa Torture Tactics, non saprei dire per quale ragione. Comunque, la canzone venne rimossa da Eternal Nightmare e Oppressing the Masses e ci fu comunicato che l’album sarebbe stato ristampato nuovamente, questa volta senza la canzone incriminata.

Al tempo della sua pubblicazione, alcuni critici definirono Oppressing the Masses troppo complesso ed articolato e non così violento e diretto rispetto al vostro debut album. Dopo tutti questi anni pensi che avreste dovuto continuare con la direzione del disco precedente oppure che la scelta di OTM sia comunque stata la migliore?

Se mai dovessimo ancora scrivere e registrare musica, ebbene, sarebbe tutto molto lineare; io e Phil abbiamo scritto parecchie canzoni, prima che lui iniziasse a suonare con i Machine Head, che hanno costituito un grande vantaggio per la band di Robb Flynn. Generalmente cerco di concentrarmi su di un soggetto e svilupparlo nel momento in cui inizio a scrivere quello che poi sarà il testo di una canzone; pensare al lavoro svolto negli anni passati è l’ultima cosa a cui penso mentre scrivo. Se poi una raccolta di canzoni risulti nella sua totalità non particolarmente violenta e diretta rispetto ad un lavoro precedente, allora si può supporre che l’intento non era quello. Credo inoltre fermamente che Liquid Courage sia liricamente alquanto violenta, come del resto World in a World.

Dopo parecchi mesi di silenzio è uscito Nothing to Gain e posso dirti con sicurezza che si è trattato di un disco di difficile reperibilità nei negozi. Cosa vi ha spinto a modificare il logo sulla copertina dell’album, e come mai quest’ultimo sembra essere così distante dal tipico sound dei Vio-lence? Cos’è accaduto nel tempo intercorso fra Oppressing the Masses e Nothing to Gain?

Si tratta del periodo che è seguito al rifiuto subìto da parte della nostra etichetta, a causa del quale ci stavamo sforzando di diventare qualcosa che in realtà non eravamo al solo scopo di continuare a registrare per la stessa label; ciò tuttavia non ha funzionato. Avevamo la possibilità di pubblicarlo sotto il nome di qualche label meno conosciuta che però, sapevamo, non avrebbe avuto una buona distribuzione. Inoltre, non mi è per niente piaciuta la mia voce su quell’album, e ti assicuro che se avessi la possibilità di registrare un’altra volta, lo farei subito in modo completamente diverso.

Dunque, Robb lasciò i Vio-lence per i Machine Head, Phil e Deen per i Torque. La band è tuttora rimasta “orfana” dei suoi componenti oppure no? E cosa ti ha spinto a ritirarti dalla scena invece di portare avanti i Vio-lence o, in alternativa, di fondare un’altra band?

Dopo che Robb se ne andò facemmo ancora qualche show, oltre a lavorare contemporaneamente ad un nuovo album, quando presi la decisione di sposarmi lasciando così i Vio-lence. Il matrimonio è andato male, e mi ci sono voluti due anni e mezzo per sbarazzarmi di quella stronza della mia ex-moglie. Il resto della band ha continuato con i Torque, utilizzando alcune delle canzoni che Phil ed io avevamo scritto in passato e riuscendo così a realizzare due album. Per quanto mi riguarda io ero tagliato fuori da tutta la merda che il music business aveva da offrirci.

Prima dell’uscita di Thrash of the Titans è trascorso un lungo periodo di silenzio. Come descriveresti la sensazione che hai provato nel suonare dal vivo dopo tutti questi anni, e come è stato passare di nuovo del tempo assieme ai tuoi vecchi compagni? Da chi è arrivata la proposta di suonare ancora e in che termini hai accettato questa possibilità?

Phil mi ha chiamato un pomeriggio comunicandomi che Chuck Billy aveva un tumore e che Walter Morgan, il suo migliore amico, si stava dando da fare per organizzare uno show di beneficenza al fine di contribuire ai costi sanitari. Io non ho esitato un minuto ad offrire il mio consenso e la mia disponibilità così, un paio di settimane dopo eravamo già al lavoro. Il primo impatto è stato un po’ freddino da tutti i punti di vista, ma trovarmi di nuovo in mezzo ai ragazzi è stato fantastico. Dopo aver provato un po’ abbiamo cominciato ad inchiodare le canzoni, pezzo dopo pezzo, è stato fantastico! Poi siamo saliti sul palco dopo gli Anthrax ed è stato il momento migliore dopo così tanto tempo, il pubblico era completamente con noi, è stata davvero una bella sensazione. Dopo lo show e il riscontro assolutamente positivo che abbiamo avuto dai fans ci siamo decisi a suonare più volte. Ciò ha aperto la porta alla possibilità di suonare per alcune date assieme ai Testament e al Dio del metal, Rob Halford: è stato indimenticabile!

Ho sempre letto sui giornali che sul palco i Vio-lence sono sempre stati una “macchina da guerra” , senza contare che tu rappresenti il cantante ideale, carismatico e allo stesso tempo “psicotico”, in grado di fomentare il pubblico (almeno, questo è ciò che ho visto nei live movies che ho reperito su internet riguardo Thrash of the Titans). Vi siete mai esibiti in Europa o solamente negli USA?

Sfortunatamente non abbiamo mai avuto la possibilità di suonare in Europa. Per quanto riguarda i nostri live show ritengo che quando una band calca il palco per i propri fans, essa debba lasciarci ogni cosa sul palco. La gente sborsa un sacco di soldi per vedere un concerto al giorno d’oggi, e la band ha il dovere di dare il 100% in termini di energia; ogni volta che salivo sul palco non potevo far altro che dare il 100% e non poteva essere altrimenti perché sennò mi sarei sentito fuori posto, se avessi fatto il contrario. Inoltre, con una band dal nome Vio-lence non puoi far altro che andare fuori e tenere alto il nome…

Ai tempi in cui i Vio-lence si sciolsero, mi ricordo di un vecchio articolo che parlava di te pubblicato da una rivista italiana, in cui in un’intervista affermasti :“è colpa mia se i Vio-lence si sono sciolti. Il mio tipo di voce non è semplice da ascoltare, non sono un grande cantante. Con un’altra voce i Vio-lence sarebbero ora ai livelli dei Testament e di altre importanti bands”. Tali affermazioni corrispondono a verità? Sei realmente dell’opinione che la tua voce abbia costituito un ostacolo alla carriera dei Vio-lence?

Onestamente non mi ricordo di aver detto ciò, dovresti spedirmi una copia dell’intervista. Puoi chiedere a molte persone e ti direbbero tutte la stessa identica cosa in merito alle mie capacità vocali, ma è proprio questo il gran vantaggio dell’ essere originali, alcune persone lo capiscono, altre no. Se cerchi di fare qualcosa per impressionare la gente che non capisce questa cosa, allora non sarai mai originale, né tantomeno onesto con te stesso. Tutte le volte che ho scritto canzoni o cantato per la band non ho mai pensato che potessero esserci persone alle quali la mia voce non sarebbe stata gradita, ad esclusione di quel che riguarda Nothing to Gain, che non è stato un buon album per me, perciò parlo per esperienza.

Nel mentre che tu ricominciavi a suonare dal vivo, Phil ha raggiunto Robb nei Machine Head e avete suonato assieme sul palco riformando per un momento la vecchia ed originale line-up. È stato un duro colpo per la tua attività? Ciò significa la fine dei Vio-lence ancora una volta, o continuerai ad esibirti dal vivo? Hai mai pensato di registrare un nuovo album?

L’ultima esibizione dei Vio-lence ha avuto luogo a San Francisco quando Robb ci ha raggiunto sul palco: è stato molto bello che tutti coloro che hanno contribuito alla storia dei Vio-lence fossero sul palco allo stesso momento. Per ciò che concerne il songwriting e la registrazione, senza la collaborazione di Phil non sono interessato a ricominciare. Si tratta di una mole di lavoro non indifferente e non penso che molte altre persone sarebbero in grado di sopportarmi per tanto tempo.

È giunta la notizia di una prossima uscita di un dvd: per quando è prevista? Sotto quale etichetta sarà pubblicato? Sarà disponibile in Europa, e quindi in Italia?

Insieme a Jerry Allen stiamo lavorando ad un dvd la cui pubblicazione speriamo avvenga prima della primavera. Sarà distribuito dalla Mega Force Records e dovrebbe essere reperibile anche in Europa; il pacchetto comprende un disco contenente alcuni live shows ed uno contenente interviste alla band, alle persone con cui abbiamo lavorato e ai fans. Per quello che ho potuto vedere finora si tratta di una bella panoramica dei Vio-lence, come band ma anche come individui singoli. Inoltre ci troverete della gran bella roba dal vivo!

C’è qualcosa che vorresti aggiungere per i tuoi fans italiani?

Mi dispiace non aver mai suonato in Italia e anche se ciò non è stato possibile, è tuttavia fantastico sapere che ci sono persone che ancora oggi ci supportano come band. Non appena verrò con la mia famiglia in Europa il primo posto in cui farò tappa è l ‘Italia e, Gianluca, te lo farò sapere cosicché ci andremo a bere una birra assieme.

Grazie
Sean Killian - www.vio-lence.com

Intervista a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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