Bullring: il grande “muggito” dell’hard-rock!

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Gruppo:Bullring

Istinto e genuinità rappresentano caratteristiche che a mio modo di vedere sono ancora in grado di fare la differenza nell’affollato panorama attuale dell’hard-rock. Il tutto ovviamente deve poi essere inserito in un contesto di competenza, temperamento e talento, per un crogiolo di qualità che sono parte integrante del modo di fare musica dei Bullring, esordienti capaci di conquistare un posto privilegiato ai miei occhi (prima) ed orecchie (subito dopo).
Break Down The Gate”, pubblicato qualche settimana fa su Street Symphonies Records / Burning Minds Music Group, è la migliore dimostrazione di come un “progetto parallelo” (nel curriculum del gruppo spicca, tra le numerose esperienze, la militanza nei Big Ones, nota tribute-band degli Aerosmith) si sia velocemente trasformato in una band dinamica e coesa … ecco il modo in cui i diretti interessati ci hanno raccontato qualcosa di loro e del suddetto eccellente debutto …

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Buongiorno ragazzi e benvenuti su Metal.it! Presentatevi al nostro glorioso pubblico ...
Per presentarsi a un glorioso pubblico crediamo sia doveroso usare il nostro glorioso grido di battaglia: "MUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUU!!!!!!!!!!!!!!!!!" … urlato, eh!
Possiamo dirvi che siamo un power-trio emiliano composto da Remo Ferrari (basso e voce), Dave Pola (chitarra e cori), Luca Ferraresi (batteria e cori) che fa musica “pesa quanto basta” \m/ \m/.
Arrivate tutti da esperienze e collaborazioni piuttosto importanti e prestigiose ... raccontateci cosa vi ha spinto a unire le forze nei Bullring e il perché di questo particolare monicker ...
Quello che ci ha spinto a unire le forze nei Bullring è stato, semplicemente, la voglia di creare musica inedita in stile Hard’n’heavy / Southern Rock con un approccio genuino e, perché no, a volte anche un po' grezzo.
Nel monicker abbiamo cercato di racchiudere le caratteristiche del nostro sound, quindi potenza ed energia (toro) e genuinità (contesto “natura”).
Ho apprezzato molto il Vs. debutto “Break Down The Gate”, un lavoro dove una notevole padronanza tecnica si stempera in brani davvero efficaci, in grado di aggiungere freschezza e un pizzico d’imprevedibilità alla nobile tradizione dell’hard rock. Come si è svolta la fase di stesura dell’albo? I vostri pezzi nascono da intuizioni individuali o sono il frutto di un processo creativo collettivo?
Sia la fase di stesura dell’albo che il processo creativo non hanno seguito un iter preciso. Non abbiamo un metodo specifico per il songwriting ... una canzone è sempre il frutto della collaborazione di tutti ma può nascere da una Jam Session in sala prove come dalla rivisitazione di alcune idee già strutturate.
Come anticipato, considero la preparazione strumentale della band un importante valore aggiunto dell’opera ... sono curioso di sapere quali sono i vostri modelli da questo punto di vista e, già che ci siamo, quali ritenete siano i vostri “buoni maestri” sotto il profilo artistico generale ...
Grazie per il complimento sulla preparazione strumentale. Se dovessimo elencare i modelli e i buoni maestri di ognuno di noi la risposta sarebbe un po' troppo lunga però possiamo sicuramente elencare le band che ci hanno influenzato di più: Metallica, Pantera, Black Stone Cherry, Pride & Glory, Black Label Society e Hinder.

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In “Break Down The Gate” ci sono tante belle canzoni, all’interno di un crogiolo sonico ricco di diverse sfumature espressive. Anche se oggi la fruizione della musica è cambiata profondamente e la sequenza dei brani in un disco è meno rilevante che in passato, mi ha un po’ sorpreso che abbiate riservato l’apertura dell’albo a “Are You Shining?”, una traccia trascinante ma forse non completamente rappresentativa del vostro cangiante approccio alla materia. Com’è maturata questa scelta? La selezione dell’ordine dei pezzi è ancora un aspetto importante o è diventato qualcosa di esclusivamente “accessorio”?
La scelta di aprire l’album di debutto con “Are You Shining?” è stata quasi obbligata perché la nascita dei Bullring è molto legata a quel brano.
E’ stata la prima canzone che abbiamo composto (quasi per scherzo) insieme, è stata la canzone di cui abbiamo fatto il primo videoclip “amatoriale” e la parte iniziale è stata usata più volte dal programma “La Zanzara” (Radio 24) come Jingle prima dei commenti del presentatore.
Quella canzone ci ha dato così tante soddisfazioni che abbiamo poi deciso di continuare a comporre materiale inedito fino a rendere quello che era nato come un “side project”, una band a tutti gli effetti.
Per quanto riguarda la selezione dell’ordine dei pezzi noi riteniamo sia ancora importante, infatti abbiamo dedicato un discreto tempo per posizionare al meglio i brani successivi.
Rimanendo sul tema, considero “You're just what you're fighting for”, “Violet song”, “Jackhammer” e “Idea4”, momenti decisamente più emblematici della vera essenza dei Bullring ... vi va di raccontarci qualcosa della loro genesi?
You're just what you're fightingf for” e “Violet’s song” sono canzoni dove strofa, bridge e ritornello (musica e testo) erano già nella mente (e nei “demo”) di Remo.
E’ bastato trovarsi tutti insieme, aggiungere quello che mancava, arrangiare e suonare il tutto in stile Bullring e i brani erano pronti.
La nascita di “Jackhammer” invece è partita da un disegno di doppia cassa di Luca che ha stimolato la creatività di Dave che, nel giro di qualche ora (com’è successo anche per altri brani), ha “sfornato” al volo riff e atmosfere armoniche che Remo ha poi completato con linea melodica e testo (tutte le lyrics del disco sono di Remo). Nel giro di due prove il pezzo era finito.
Idea4” è nata perché ...ehm … avevamo già firmato il contratto per il disco di debutto ma non avevamo ancora brani a sufficienza per il minutaggio minimo dell’album :).
Un killer riff di Dave (l’mp3 che ci ha mandato per ascoltare il riff si chiamava ... guarda caso … Idea4 :) ...) si è trasformato, nel giro di due prove, in un brano praticamente pronto che è stato poi completato in studio durante la registrazione del disco.
E poi ci sono “I'll snatch your tongue” e “I'm too old”, coinvolgenti frammenti di contagiosa spigliatezza Aerosmith / Van-Halen-iana ... anche qui vi chiedo qualche piccolo approfondimento ...
I'll snatch your tongue” fa parte di quei brani nati da un riff di chitarra e poi sviluppati e completati insieme in sala prove, mentre “I'm too old” è nata gioiosa e scanzonata di suo.… Luca è partito con un groove shuffle di doppia cassa, poi Dave e Remo hanno trasformato il tutto in un brano stile “hard blues rock”.

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Il disco esce per Street Symphonies Records / Burning Minds Music Group … com’è nata questa partnership?
Luca conosceva sia Pierpaolo “Zorro” Monti di Burning Minds group (nel 2010 sono stati nel roster, Luca con i Perfect View e Zorro con gli Shining Line, di un’etichetta tedesca) che Stefano Gottardi della Street Symphonies Records (nel 2016 ha registrato tutte le tracce di batteria del disco di Daniel Gazzoli Project).
Essendo venuto a contatto con la correttezza, la preparazione e la professionalità di Stefano e Pierpaolo, è stato molto naturale proporre di far valutare il materiale a Stefano e Zorro che, fortunatamente, si sono dimostrati subito interessati e ... eccoci qui a promuovere il materiale \m/ \m/.
Ed ora, l’irrinunciabile domanda sulle prospettive live del gruppo ... qualcosa mi dice che assistere a un vostro concerto sia “tanta roba” ...
Appena ne faremo uno ti sapremo dire :)
L’idea comunque è di rimanere fedeli alla “filosofia” della band (tutto genuino) quindi cercheremo di riprodurre il disco suonando tutto dal vivo senza l’ausilio di sequenze che oggi vanno tanto di moda.
Ancor prima di ascoltare una sola nota di “Break Down The Gate”, “sentivo” che tra i suoi solchi avrei trovato di che soddisfare il mio apparato cardio-uditivo, cosa che si è puntualmente verificata ... non è ovviamente la prima volta che l’istinto prevale sulla razionalità (determinando, in qualche caso, anche delle clamorose “cantonate” ...). E’ una cosa che, magari in veste di “semplici rockofili”, è accaduta anche a voi?
Sì, crediamo sia una cosa comune nel nostro genere e l’istinto andrebbe tenuto sempre in considerazione ma la cosa importante è, prima di ogni ascolto, evitare di partire “prevenuti”.
Ogni tanto capita che quello che si ascolta non corrisponda alle aspettative ma se l’approccio è “neutro” (e il prodotto è di qualità) anche produzioni da cui ci si aspettava altro possono riservare belle sorprese e dare forti emozioni.

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Siamo alla fine, ringraziandovi per la disponibilità e rinnovando i complimenti per il vostro lavoro, non mi rimane che affidarvi il “microfono” per i saluti o, se preferite, per esternare il “messaggio al mondo” dei Bullring ...
Potremmo finire come abbiamo iniziato quindi urlando un grande “MUUUUUUUUUUUUUUUUUUU!!!!!!!!!!!!!!!
Salutiamo tutto il pubblico di metal.it e ringraziamo la redazione per l’intervista.
ROCK ON GUYS!
Intervista a cura di Marco Aimasso

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