Mindfeels: the beauties of Italian “westcoast” …

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I Mindfeels sono uno dei miei gruppi preferiti del momento, anche perché rappresentano, nonostante una certa esperienza underground, una vera sorpresa nell’ambito del fiorente panorama del rock melodico tricolore. “XXenty” è un albo di debutto emozionante e maturo, di cui sono certo, potranno andare fieri anche i principali numi tutelari dei nostri, quei Toto (omaggiati, attraverso il loro “Mindfields”, fin nel monicker della band …) che ancora oggi simboleggiano un inarrivabile modello per tanti frequentatori della scena. Un supplemento d’indagine nei confronti della brillante formazione piemontese era pertanto d’obbligo …


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Iniziamo con un caloroso benvenuto sulle “pagine” di Metal.it e con i dovuti ringraziamenti per la disponibilità mostrata … poi, sebbene abbiamo cercato di raccontare qualcosa di voi grazie al dettagliato materiale promozionale fornito a supporto di “XXenty”, direi di non rinunciare comunque a una breve scheda di presentazione dei Mindfeels, a beneficio dei nostri lettori più “disattenti” …
Nasciamo con il nome di Dejanira nel lontano 1994, inizialmente, però la formazione era un trio composto da Italo Graziana (batteria), Roberto Barazzotto (basso) e Luca Carlomagno (chitarra). Sin dall'inizio, la band non ha mai nascosto la propria profonda ammirazione per la musica delle leggende dell'AOR / Westcoast americano, i Toto, dando vita a una setlist di brani strumentali dei Toto presentandoli così nei nostri shows dal vivo uniti ad altri brani di artisti quali Uzeb, Los Lobotomys, Lost Tribe ecc. Il repertorio era in pratica tutto di stampo rock fusion strumentale. Qualche anno dopo, con il nuovo cantante Davide Gilardino, diamo vita alla nuova formazione completata dall'inserimento di Gloria Strippoli (voce) e Christian Rossetti alle tastiere. Con questa line-up fresca di composizione (ad eccezione di Gloria Strippoli) entriamo in studio per dare il via alle registrazioni del nostro secondo album, con l'intenzione di intitolarlo "XXenty" in onore delle due decadi di musica proposta insieme dal gruppo.
Arriviamo ai doverosi complimenti per il vostro disco di debutto … in realtà come avete appena dichiarato, l’esordio c’era già stato … cosa ci potete dire di quel lavoro? Continuerà a rimanere inedito o avete intenzione di recuperarne, se ancora non l’avete fatto, i contenuti?
Effettivamente abbiamo un album completo e mai pubblicato composto insieme alla nostra ex-cantante Raffaella Miani, attivamente coinvolta in tutte le parti vocali e nei testi. Un album leggermente diverso da questo, sicuramente più attinente alle esperienze personali che abbiamo vissuto in quel periodo. Non escludiamo che in un futuro prossimo si possa rimettere mano a quel materiale e riproporlo con un nuovo “vestito”... chissà!

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Avete fin dall’inizio dichiarato apertamente la vostra devozione per i Toto, esplicitandola addirittura nella denominazione del gruppo … non credete che possa trattarsi della classica “arma a doppio taglio”? Qualcuno, in tempi di frenesie e superficialità, potrebbe pensare, commettendo un errore madornale, a un approccio da “tribute band” …
E' un'osservazione assolutamente congrua e legittima. Teniamo molto a precisare che il nome deriva da un profondo amore e rispetto nei confronti della band californiana. Da sempre rappresenta per noi un fantastico esempio musicale a cui ispirarsi e apprendere. La nostra label “Art of Melody” ci ha suggerito caldamente di avvicinarci a questo nome. Nessuno si sognerebbe mai di paragonarsi minimamente a giganti come loro, è una partita persa in partenza per chiunque. Credo non ci sia nulla di male, però, a esplicitare quale sia la nostra ispirazione musicale che da più di vent'anni ci ha appassionato e tenuti insieme.
XXenty” è, infatti, tutto meno che un lavoro privo di personalità … descriveteci com’è nato e se avete applicato un particolare modus operandi nella stesura dei suoi pezzi …
Quest'album nasce con la volontà di non prefissare alcuna direzione specifica. La musica per noi rappresenta da sempre libertà e sentimento. Ogni brano vuole raffigurarsi in un quadro diverso dall'altro, come spesso la vita ci abitua a vivere ogni giorno. La maggior parte delle idee musicali sono state composte da Luca Carlomagno che, insieme alle strutture e alle parti di sequencer, le proponeva in studio al resto della band. Da qui venivano riarrangiate e contaminate dalla personalità di tutti. Abbiamo cercato di dare molta importanza anche alle “tonalità” dei brani col fine di non rendere monotono il “tono” dell'album. Occorre dire che grazie alle straordinarie capacità vocali di Davide Gilardino siamo riusciti a non essere prigionieri di questo vincolo armonico.

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Oltre ai Toto, mi sembra di scorgere in “XXenty” anche barlumi di Michael Thompson Band e Mr. Mister … è un’impressione corretta? Quali sono gli artisti che affiancate a Lukather & C. nel ruolo di “buoni maestri”?
Sicuramente l'impressione è corretta. E' difficile per noi delineare con un profilo più ampio le contaminazioni del nostro album perché le esperienze musicali di ognuno di noi arrivano a confini molto diversi tra loro, dalla musica classica e prog metal. Da sempre siamo però attirati dai musicisti che ti rapiscono nel live e sono davvero tantissimi: dai Pink Floyd ai Snarky Puppy ... non c'è un discorso generazionale, il talento non ha età.
In sede di recensione non sono riuscito a escludere dalla menzione nemmeno un brano del
disco … volete provare voi a selezionarne qualcuno che sia in grado di rappresentarvi al meglio?
Una bella impresa, eh … :) !
Grazie infinite per non averne escluso nessuno! Sicuramente “Dont leave me behind” è uno dei brani più significativi per noi: è il primo brano che nasce in quest'album e la sua sonorità probabilmente è quella che meglio ci rappresenta.

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Questione live shows … aggiornateci sulle prospettive in questo senso … mi sembra che a breve ci sia un appuntamento importante da ricordare ai nostri lettori …
La nostra “release date” è fissata per la serata dell'8 dicembre presso il livepub Ned Kelly di Vigliano Biellese (BI). Condivideremo la serata insieme agli amici Soul Seller (progetto musicale al quale partecipa Italo Graziana) e avremo la possibilità di suonare tutti i brani del nostro album. All'orizzonte ci sono altri appuntamenti importanti ma ... per scaramanzia preferiamo aggiornarvi più avanti dato che potrebbero esserci ospiti davvero illustri.
La tecnologia e la Rete hanno reso il mondo della musica (e non solo quello …) più “vicino” e “facile”, determinando, però, probabilmente, un po’ di confusione e una forma di fruizione maggiormente sommaria … quali solo le vs. valutazioni in merito?
Oggi si vede e si sente di tutto. E' una grande occasione di libertà ma purtroppo manca chi ci educa a un percorso corretto fatto di valori imprescindibili quali la preparazione adeguata e il buon gusto. La cosa che più ci sconvolge è proprio la scelta di fruizione musicale. Noi apparteniamo alla generazione che in casa ha un impianto hi-fi lasciato in eredità dai genitori. In gioventù ci prendevamo molto tempo per ascoltare la musica, a volte a discapito dei compiti scolastici! Oggi l'impianto hi-fi è spesso uno smartphone ... c’è sicuramente da farsi qualche domanda.

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Rappresentate un altro importante tassello della “via italiana” all’AOR, per molto tempo bistrattata e oggi finalmente riconosciuta come merita anche a livello internazionale … vi sentite parte integrante di questa “scena” o sono solo suggestioni da “maturi” appassionati italici di questi suoni?
In questa scena ci sono nomi davvero illustri e grandi musicisti che ci fanno sentire piccoli. Poter farne parte, anche solo come piccolissimo tassello, è davvero un grandissimo piacere per noi. Dobbiamo però ribadire un doveroso ringraziamento ai ragazzi della Burning Minds Music Group che ha creduto nella nostra musica e ci hanno offerto una preziosa vetrina per poterci esprimere.
Qual è il gruppo che vi ha colpito di più di recente?
Non credo ci sia un gruppo in particolare. Spesso concordiamo sul fatto che i “grandi del passato” ancora oggi sono in grado di offrire tantissimo rimanendo intramontabili. Journey, Toto, Chicago, hanno davvero ancora tanto da dire ... e noi li ascoltiamo molto volentieri.
Qualche giorno fa mi è capitato tra le mani un numero di Metal Shock del 1994, in cui l’AOR, pur in crisi in quegli anni, era definito la “musica che non vuol morire” … quali sono secondo voi le qualità intrinseche che lo rendono, nonostante tutto, un genere così longevo e “indistruttibile”?
Probabilmente la voglia di esprimersi con autentica energia. Sia il musicista che l'ascoltatore hanno la possibilità di trovarsi sullo stesso piano emotivo fatto di schiettezza e autenticità. Cambia la tecnologia e anche il passare del tempo ha sicuramente influenzato ogni artista ma certamente in questo genere musicale permane la voglia di autenticità e di vitaminica energia alle quali non se ne può fare sicuramente a meno.

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Siamo alla fine … nel rinnovare tutto il mio sincero apprezzamento per il vostro lavoro, vi lascio questo spazio per le considerazioni finali e, se vi va, per un messaggio indirizzato a tutti i gloriosi chic-rockers di Metal.it …
Noi Marco ti ringraziamo per lo spazio che ci hai concesso. Ci congediamo dai tuoi lettori dicendo che la musica ha bisogno di essere ascoltata e vissuta sopratutto nei concerti. Dal teatro dell'opera al palazzetto dello sport, non importa il genere. Bisogna recarsi ai concerti e viverla fino in fondo. Sosteniamo la musica come un'arte meravigliosa e non come qualcosa di “sottofondo” ai nostri giorni.
Ricordiamo a tutti il nostro sito: www.mindfeelsmusic.com .
Ciao!

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Area: Classic Area
Gruppo: Mindfeels

Intervista a cura di
Marco Aimasso
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