Tytus: intervista sull'orlo dell'Apocalisse.

Tytus

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In realtà non abbiamo incrociato i Tytus mentre si stavano approssimando all'Apocalisse, ma semplicemente erano intenti a promuovere dal vivo il loro (ottimo) album d'esordio, "Rises", e lavorando sui brani che andranno a fare parte del suo successore. Ad ogni modo, Ilija Riffmeister (voce e chitarra) e Mark Simon Hell (chitarra) si sono ritagliati il tempo per rispondere alle nostre domande

Direi che per un gruppo al debutto discografico, il primo approccio non possa che essere quello di presentare la band, raccontando anche un po' i vostri trascorsi...
Mark: ciao, la band nasce all'inizio del 2014 dalla band r'n'r/hard rock Gonzales.. dopo 10 anni con cambi di sonorità e di line-up abbiamo deciso di chiudere questo progetto e ripartire con un nuovo nome e un sound più heavy oriented.
Abbiamo da subito rilasciato un ep 7”, aperto alcuni live a band statunitensi come Crowbar, Valient Thorr e Castle .. date e tour in Italia, Svizzera, Austria, Slovenia, Francia e Spagna.
Un cambio di line up a fine 2014 e qualche mese per rimettersi in pista, ridefinire i pezzi e registrarli per far uscire Rises a fine 2016.
Guardando ai vostro background musicale, perlomeno come musicisti, alcuni di voi si sono cimentati con il Rock'n'Roll grezzo, con tanto di influenze garage, dei Gonzales ma anche con l'Hardcore Punk di Eu's Arse, Ohuzaru o Upset Noise. Ammetto che io stesso mi sono avvicinano un po' sospettoso a "Rises", perplessità svanite poi già al primo ascolto. La domanda però è d'obbligo: a cosa è dovuta questo improvvisa "folgorazione sulla via di Damasco" ?
Mark: Ahaha.. noi tutti arriviamo da background musicali differenti che vanno dal hardcore al blues, dal grind al surf passando per lo stoner, il rock'nroll e anche l' hardcore melodico.. ma tutti siamo cresciuti con l'heavy metal.. sicchè il ritorno alle origini ad un certo punto è stato naturale..
Il passo successivo tocca invece al vostro primo album, che se non ha sbaglio ha ottenuto più riscontri che critiche. Puoi descriverci un po' quelli che sono i contenuti di "Rises", sia a livello musicale sia per quanto riguarda i testi? E non vi siete fatti mancare nemmeno un paio di special guest, vero?
Ilija: Rises per me rappresenta la conclusione di un ciclo iniziato nel 2014 e chiuso con l'inizio della registrazione del disco. E' principalmente un disco heavy metal old school, con sfumature diverse dovute ai nostri ascolti che sono piuttosto vari. Ci trovi chitarre molto presenti ed basso e una batteria potenti. Il suono è e metà strada tra il vintage ed il moderno che risulta volutamente grezzo e ruvido. I temi trattati sono spesso di natura sociale oppure di stampo personale ed introspettivo. Durante le registrazioni ci siamo avvalsi delle back vocals del nostro primo cantante Tilen e di Conny Ochs, cantautore folk tedesco, che ha anche disegnato la copertina del disco. Un'assolo è stato anche registrato da Will Wallner ex chitarrista degli americani White Wizzard.
Nella mia recensione ho ipotizzato che "Blues on the Verge of Apocalypse" potesse essere un omaggio ai tempi dei Gonzales, ho per caso sbagliato?
Mark: Non hai sbagliato.. quello è un pezzo composto, suonato e registrato dal nostro bassista Markey Moon... è un brano strumentale e lo abbiamo chiamato come il titolo dell'Ultimo EP nato con i Gonzales nel 2012.... forse per dare una sorta di “continuità”.
Al di là delle diverse influenze, è evidente come il vostro sound sia legato a doppio nodo al sound Hard & Metal degli anni '80, pensate che oltre ai soliti nostalgici possa fare presa su un più vasto settore di ascoltatori?
Mark: penso che i pezzi che compongono Rises, seppur di evidente scuola HM, abbiano un “musicalità” tipica del classic-rock che possono far presa anche ad ascoltatori non per forza “defenders”...
Le soddisfazioni maggiori che avete provato nell'affrontare la creazione e le registrazioni del vostro album di debutto? Ci sono stati anche problemi... momenti di sconforto?
Mark: "Rises" ha avuto una gestazione lunga... ed alcuni “problemi” per il rilascio che inizialmente doveva essere ad inizio 2016 con una label e invece è uscito a ottobre/novembre con una altra... diciamo che le soddifazioni maggiori le abbiamo avute all' uscita del disco con recensioni e riscontri.
Ma la copertina dell'album ha un significato collegato ai testi dei vari pezzi?
Ilija: Si la copertina è collegata al tema principale di Rises che è il sole. Man mano che scrivevamo i testi ci sembrava che fossero tutti collegati tra loro da un comune denominatore, come se fosse una specie di concept. Abbiamo immaginato un possibile futuro dove il sole si sta avvicinando al nostro pianeta, rendendo la vita quasi impossibile per i pochi sopravissuti. Un misto tra Mad Max e Ken il guerriero restando nell'immaginario post apocalittico degli anni 80. Abbiamo spiegato la nostra idea a Conny Ochs, che ha centrato l'idea disegnando questa palla di fuoco che distrugge una chiesa già in rovina.
Come siete arrivati sino negli States e alla Sliptrick Records?
Mark: La Sliptrick, da quello che abbiamo capito, nasce negli Stati Unita ma attualmente ha la sede principale in Lettonia.. Abbiamo mandato i pezzi del disco e l' artwork che era già pronto per uscire con la mia piccola label Kornalcielo e loro si sono detti interessati a rilasciarlo e così abbiamo fatto.
Una domanda un po' strana: quale film e quale libro usereste per rappresentare il gruppo?
Ilija: Bella domanda, e non facile da rispondere. Diciamo che essendo in 4 in gruppo ognuno ha una sua personale visione dei Tytus. Posso rispondere per me scegliendo Q di Luther Blisset (adesso Wu Ming) come libro che associo ai Tytus, soprattutto per la presenza di personaggi che alla fine sono dei ribelli, dei rivoluzionari, degli emarginati che cercano di sovvertire l'ordine constituito. Alla fine è un libro “metal” pur non essendo il classico heroic fantasy un po' come i Tytus. E come film mi viene in mente Interceptor – il guerriero della strada.
A proposito di cultura, pensi che la musica sia solo uno svago, divertimento... oppure che possa essere considerata alla stessa stregua della letteratura?
Ilija: Penso che la musica si possa definire cultura con la C maiuscola. E' un'espressione artistica come la letteratura, il cinema, la pittura... oltre ad essere uno svago ed un divertimento per chi suona e chi ascolta. Il più bel divertimento al mondo.
Non resta che parlare del presente e magari del futuro: cosa state facendo in questo momento e cosa ci dobbiamo aspettare dai Tytus?
Mark: Attualmente stiamo suonando in giro per promuovere "Rises" ma già proponendo alcuni pezzi inediti che vedranno la luce nel prossimo full length a cui stiamo lavorando..
..il suono si sta facendo un po' più '80 .. lasciando un po' quelle influenze heavy rock '70 che si sentono su "Rises".
Beh.. è già finito da qualche mese il 2016, quindi quali sono stati i migliori album dell'anno scorso e quali le più grosse delusioni? Quali dischi aspettate al varco in questo 2017?
Mark: Mi è piaciuto "Motivator" degli High Spirits e altri album, seppur ormai di inizio 2017, sono “Crossover Ministry” degli Iron Reagan è “Nightmare Logic” dei Power Trip e deluso un po' da “Nucleus” dei Witchcraft che avevo amato in “Legend”... sono in attesa per quello dei VOJD (ex Black Trip) e quello dei californiani Hell Fire.
E ora non posso che non lasciarvi l'ultima parola...
Grazie Sergio per questa intervista e per il supporto!!

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Area: Classic Area
Gruppo: Tytus

Intervista a cura di
Sergio 'Ermo' Rapetti
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