Premessa
Se penso che nel 1976 io ciucciavo dalla tetta di mia madre e i Rush pubblicavano “
2112”, mi vengono i brividi… Tanto tempo è passato dall’uscita di un album che era quasi una sfida del trio canadese alla propria label. I discografici avevano esplicitamente chiesto qualcosa di più radio-friendly, che strizzasse l’occhio al settore più commerciale, dopo il mezzo disastro di vendite del precedente “
Caress of Steel”, accolto freddamente da un pubblico ancora poco abituato ai preziosismi tecnici, lirici e vocali di un trio a dir poco inusuale. Ed invece, nel più puro stile Rush, Geddy Lee e soci piazzano lì un album magniloquente, la cui traccia 1 (nonché intero lato A del vinile) è una sola “canzone” di venti minuti e trentatré! Suicidio commerciale? Azzardo spinto troppo all’eccesso? Sfida al sistema a tutti i costi? Io, nel mio piccolo, la chiamerei semplicemente convinzione nelle proprie idee.
Geddy Lee,
Alex Lifeson e
Neil Peart sanno di avere tra le mani qualcosa di grosso, ispirato, funzionante, e non ci pensano un attimo a giocarsi la carta, fosse anche l’ultima. Il risultato? Beh, il risultato si chiama
Storia del Rock.
Nota dello scrivente
Il presente articolo costituisce un’anomalia nel normale flusso di “
Into the Concept”. Questo perché l’album “2112” non è un concept, ma solo la sua prima traccia è una concept song. A completare questo capolavoro, infatti, nel lato B del vinile, trovano posto altre cinque piccole perle:
“A Passage to Bangkok” -3:34
"The Twilight Zone" – 3:17
"Lessons" – 3:51
"Tears" – 3:33
"Something for Nothing" – 3:58
Ma bando alle ciance, allacciate le cinture, e prepariamoci a fare un tuffo nel futuro. Nell’esegesi che seguirà, ho tradotto (
in corsivo) le liner notes che accompagnano ogni movimento della suite, opera di Neal Peart. Sotto ad esse, segue la spiegazione del testo, o dello sviluppo della trama. Nell’album, la voce di Geddy Lee si alternerà tra due registri: uno acuto ed aggressivo, usato per dar voce ai Preti del Tempio; uno più dolce e melodico, con cui parlerà il nostro protagonista.
I: "Overture" – 4:33 (0:00—4:33)
“Mi sveglio, guardando il desolato panorama di Megadon. Città e cielo diventano uno, mescolandosi in un singolo piano, un vasto mare di grigio ininterrotto. Le Lune Gemelle sono solo due pallide sfere che seguono il loro cammino nel cielo stellato. "Una volta pensavo di avere una vita piacevole qui, lavoravo alla mia macchina tutto il giorno, poi guardavo un po’ di Templevisione o leggevo un Foglio del Tempio alla sera.” Nell’anno 2062, una guerra galattica ha portato all’unione di tutti i pianeti sotto la guida della Stella Rossa della Federazione Solare. Da lì al 2112, il mondo è controllato dai Preti dei Templi di Syrinx, che determinano il contenuto di ciò che è lecito leggere, ascoltare, guardare – un’assoluta censura della creatività, usata per dominare le masse tramite il controllo della cultura.
“Il mio amico Jon mi ha sempre detto che è più bello qui che nei Pianeti Esterni. Abbiamo la pace dal 2062, quando i pianeti sopravvissuti si unirono insieme sotto la Stella Rossa della Federazione Solare. I meno fortunati ci hanno regalato qualche luna in più.
Ho sempre creduto in ciò che mi è stato detto. Credevo che fosse una bella vita, credevo di essere felice. Poi ho scoperto qualcosa che ha cambiato tutto…”II: "The Temples of Syrinx" – 2:12 (4:33—6:45)
“Le massicce mura dei Templi s’innalzano dal cuore di ogni città federata. Mi hanno sempre meravigliato, mi meraviglia il pensare che ogni singolo aspetto di ogni singola vita sia regolato e diretto da lì dentro! I nostri libri, la nostra musica, il nostro lavoro e svago sono accuditi dalla benevola saggezza dei Preti…”I preti parlano al popolo, rassicurandolo. Sono loro a prendersi cura di tutto, e l’uomo non si deve preoccupare, finché ci saranno loro. Il mondo sarà sempre un posto perfetto, finché la Stella Rossa sventolerà sulle bandiere di ogni città.
III: "Discovery" – 3:29 (6:45—10:14)
“Dietro la mia amata cascata, in quella piccola stanza che si nascondeva dentro la caverna, l’ho trovata. Ho tolto la polvere degli anni, tenendola con reverenza tra le mani. Non avevo idea di cosa potesse essere, ma era bella…
Ho imparato col tempo a muovere le dita sulle corde, ed a cambiare le posizioni per farle risuonare differentemente. Quando ho colpito le corde con l’altra mano, ho prodotto i miei primi Suoni armoniosi, e subito dopo la mia prima Musica! Com’era diversa dalla musica dei Templi! Non vedo l’ora di raccontarlo ai Preti!”
Il nostro eroe trova una chitarra, un oggetto dimenticato da tempo e bandito dai Preti. Dopo aver scoperto il vero potere della Musica, entusiasta e pieno di ingenua felicità, corre dai preti del Tempio per comunicare la notizia della grande scoperta. Ma l’accoglienza che riceverà sarà ben diversa da quella che si aspettava…
IV: "Presentation" – 3:42 (10:14—13:56)
“Nell’assoluto silenzio, dopo aver finito di suonare, guardo un circolo di facce tetre, senza espressione. Fratello Brown si alza in piedi, e la sua voce sonnolenta risuona per l’ampia sala del Tempio…
Invece della lieta gratitudine che mi aspettavo, risuonano parole di rifiuto! Invece della lode, un ostinato rigetto. Guardo con orrore padre Brown, mentre fa a pezzi il mio prezioso strumento…”I preti del Tempio non possono tollerare che l’uomo comune si riappropri della creatività, e vedono ogni espressione artistica come un rischio per il mondo che hanno creato e che controllano minuziosamente. Quella vecchia chitarra, cimelio di un tempo lontano, viene immediatamente distrutta, così come le speranze del nostro protagonista.
V: "Oracle: The Dream" – 2:00 (13:56—15:56)
“Penso sia stato un sogno, ma ancora adesso mi sembra così’ vivido… Vedo la mano dell’oracolo che mi fa cenno di seguirlo, per raggiungerlo in cima alla scalinata. Vedo l’incredibile bellezza delle città, ed il puro spirito dell’uomo rivelato nelle vite e nelle opere di questo mondo. Così, vengo travolto dalla meraviglia e dalla comprensione, mentre finalmente vedo una possibilità di vita completamente differente, una possibilità distrutta dalla federazione tanto tempo fa. Capisco adesso come la vita sia diventata senza scopo, da quando abbiamo perso tutto questo…”Il nostro eroe sogna, sogna un mondo in cui le potenzialità dell’uomo non sono state schiacciate dal dominio del Tempio. Sogna un mondo che sarebbe potuto esistere, se la brama di potere e di controllo non avesse permesso a pochi di dominare sulla mente di molti. Il dolore e lo sconforto cominciano ad impadronirsi di lui.
VI: "Soliloquy" – 2:21 (15:56—18:17)
“Non lascio la caverna ormai da giorni, è diventata il mio unico rifugio nella mia disperazione totale. Ho solo il suono della cascata a consolarmi. Non riesco più a vivere sotto il controllo della Federazione, ma non c’è nessun altro posto dove andare. La mia ultima speranza è che con la mia morte io possa alfine raggiungere il mondo dei miei sogni, e finalmente conoscere la pace.”La consapevolezza di vivere in un mondo finto, oppresso e senza libertà è un fardello troppo grande da portare. Il nostro eroe si sente adesso completamente perso, e senza alcuna possibilità di fuga. Pensa a cosa la sua vita, e quella di tutti gli altri uomini, avrebbe potuto essere senza la barbara imposizione della Federazione, e la sua ultima consolazione rimane la fuga definitiva in un mondo che, purtroppo, può solo sognare. In un’ultima, tragica scena, vediamo il suo sangue scorrere lentamente sul pavimento della caverna, mentre la vita fugge dal suo corpo.
VII: "Grand Finale" – 2:14 (18:17—20:33)
“Attenzione, a tutti i pianeti della federazione solare:
"Abbiamo preso il controllo.”
Nell’amaro finale, la Federazione assume definitivamente il controllo di tutti i pianeti: il piano della Stella Rossa ha avuto successo, l’Arte è stata debellata, l’uomo è definitivamente sottomesso.