Daniele Follero & Donato Zoppo: Opera Rock - La Storia Del Concept Album (2018, HOEPLI)

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Pubblicato il:23/08/2018
In un'epoca in cui il concept album è ormai prassi consolidata - anzi, per alcuni artisti (soprattutto in ambito progressivo) si tratta della “strada maestra” da percorrere - è davvero affascinante andarne a scoprire la genesi e l'evoluzione.

Era il 2009 quando usciva “Concept Album”, primo lavoro di Daniele Follero che entrava nel merito in modo preciso - ma forse un po' sbrigativo, almeno nell'ultima parte - di un approccio alla composizione lirico/musicale che ha letteralmente fatto scuola fino ai giorni nostri, diventando quasi un cliché.

Da quel volume riparte il qui presente e mastodontico “Opera Rock - La Storia Del Concept Album” che, con il prezioso contributo di Donato Zoppo (solo il suo “Prog - Una Suite Lunga Mezzo Secolo” andrebbe annoverato tra i patrimoni UNESCO), diventa il testo di riferimento essenziale per qualsivoglia discussione in materia.

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Le quasi 300 (!) pagine del tomo sono sapientemente suddivise in “nove sezioni, divise a loro volta in capitoli scritti e impaginati come articoli di approfondimento o piccoli saggi divulgativi che comprendono diversi box” (cit. pag. XII). Si passa dai concept album (incosapevoli?) di Frank Sinatra e Woody Guthrie, ai concept album “per volontà popolare” (su tutti i celeberrimi “Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band” dei Beatles e “Aqualung” dei Jethro Tull), dai seminali lavori di Kinks e Pretty Things, alla “conceptual continuity” di Frank Zappa, da quelli che sono a tutti gli effetti considerati i “classici” del genere (“Tommy” degli Who e “The Lamb Lies Down On Broadway” dei Genesis tanto per dirne due), ai “rock musical” come “Jesus Christ Superstar” o “The Rocky Horror Show”, che con il concept in senso lato hanno molto a che spartire.

C'è spazio per tutti, con una completezza e una ricchezza di informazioni invidiabili: pop, funk, punk, grunge e alternative vengono affrontati con pari dignità e con dovizia di particolari, e la lettura non è mai noiosa - merito anche del fatto che la scrittura non è propriamente lineare, com'è giusto, ma i temi e i dischi vengono di volta in volta ripresi e sviscerati.

C'è poi un'intera sezione dedicata al nostro genere preferito, simpaticamente intitolata “Seventh Sons Of 2112”, con innumerevoli approfondimenti su Rush, Iron Maiden, King Diamond, Savatage, Trans-Siberian Orchestra, Dream Theater, Fates Warning, Virgin Steele, Angra, Orphaned Land, Queensrÿche, Avantasia e chi più ne ha più ne metta - tra l'altro il tutto è aggiornatissimo, dato che annovera anche album usciti quest'anno.

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Concludo con alcune considerazioni personali che, in quanto tali, sono del tutto opinabili. L'intera sezione dedicata a “The Wall” poteva forse essere snellita, anche perché - com'è logico - ha inevitabilmente tolto spazio ad album e band non propriamente secondarie (quantomeno per il nostro "orticello metallico"). Non mi aspettavo certo un box dedicato a “Kailash” di Hubi Meisel o a “Days Of Rising Doom” di Aina, ma non trovare nemmeno un accenno alla discografia di Pain Of Salvation o di Neal Morse mi ha stupito (così come mi è spiaciuto vedere Arjen Lucassen “liquidato” in pochissime righe, molte meno di quelle riservate a Iosonouncane nella sezione incentrata sull'Italia). E per il metal nostrano? Accontentiamoci di Domine e Rhapsody.

Detto questo, andate e comprate senza esitazioni, consapevoli del fatto che questo libro vi renderà più poveri: vi verrà spontaneo acquistare ogni disco citato, per sventura della vostra carta di credito e del vostro conto in banca e per la gioia di Amazon, Discogs o eBay. Mettetevi una mano sul cuore...

Titolo: Opera Rock - La Storia Del Concept Album
Autori: Daniele Follero & Donato Zoppo
Pagine: 297
Casa Editrice: HOEPLI
Prezzo: €29,90
Articolo a cura di Gabriele Marangoni

Ultimi commenti dei lettori

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Inserito il 24 ago 2018 alle 00:22

Sembra davvero molto interessante. Appena riesco approfondisco!

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