TOP TEN / MOTORHEAD: la superclassifica della leggenda di Lemmy!

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Pubblicato il:10/05/2018
Ebbene si, non potevamo non colmare la lacuna!

Abbiamo, giustamente, inserito le "Top Ten" dei grandi nomi del Metal, potevano mancare i Motorhead, band seminale che ha fatto da raccordo fra il Blues, il Punk e il Thrash? Certo che no ed eccola qui, la Top Ten della band di Lemmy & C, proprio ora che purtroppo i Motorhead non ci sono piu', un modo anche per tenere accesa la fiamma del ricordo.

Non è stato semplice indicare 10 dischi di un gruppo nato nel 1977 con all'attivo ben 22 dischi in studio, escludendo i Live. i bootleg ufficiali e le raccolte varie, ma eccola qua in rigoroso ordine decrescente!

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10) HAMMERED 2002
Disco un pò troppo monotono e piatto, la furia dei Motorhead viaggia col pilota automatico, solo la velocissima "Red Raw" (il brano più fast dell'intera discografia) merita. Da censurare "Serial Killer" un insulso riempitivo spoken.

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09) THE WORLD IS YOURS 2010
Il periodo che intercorre tra l'uscita di "Inferno" e "Aftershock" è, a mio parere, un periodo un pò di transizione. Il motore tipico del Motorhead-sound pare un pò in affanno, non c'è più la "rozza brutalità" degli inizi e gli accenni alle radici blues-rock ipervitaminizzate ( così care a Lemmy ) sono evanescenti.

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08) ROCK'N'ROLL 1987
Ci mancava un titolo simile, così chiaro ed esplicito nella discografia del gruppo e, uscito nel 1987, "Rock'n'Roll" seppur pagando lo scotto di una produzione pessima, trasuda rock'n'roll da ogni poro con canzoni semplici ma piacevoli quali la titletrack, la blueseggiante "Boogie Man", la veloce "Stone Deaf In The Usa" su tutte.
Da notare che è la prima apparizione della formazione composta da Lemmy, Campbell, Würzel, Philty Animal Taylor, che sarebbe durata fino al 1992.

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07) 1916 1991
Disco ruvido, potente, con tracce in tipico stile Motorhead ed altre abbastanza sperimentali come "Nightmare/TheDreamtime" o il lento "Love me Forever". "Ramones" diventerà un classico, mentre la titletrack è una struggente ballad sulla Seconda Guerra Mondiale, di cui Lemmy è grande appassionato, con un testo stupendo.

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06) INFERNO 2004
il diciasettesimo album è una vera e propria bomba. Canzoni veloci, tirate, c'è pure la chitarra di Steve Vai in "Terminal Show", songwriting devastante ( "Killers", "Fight", "In The Name Of Tragedy" ), un disco da headbanging dall'inizio alla fine.

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05) NO SLEEP TILL HAMMERSMITH 1981
E' raro trovare un live in una Top Ten, ma non era possibile non inserire questo disco, vero capolavoro di esplosività che dimostra la innata potenza dei Motörhead dal vivo, uscito nel periodo d'oro e più fortunato della band. L'intro di Ace Of Spades col basso che distrugge gli amplificatori, dice già tutto!

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04) ORGASMATRON 1986
Unico album dei Motörhead registrato con Pete Gill (ex Saxon) alla batteria (dopo il best "No Remorse"), consolida la formazione ormai a quattro della band. Disco rumoroso, polveroso, estremamente "raw" nella registrazione che enfatizza la violenza delle composizioni, su tutte "Deaf Forever", le velocissime "The Claw" e "Mean Machine" e la classica "Orgasmatron", dal testo deflagrante.

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03) IRON FIST 1982
Devo essere sincero, ero indeciso se inserire in terza posizione il primo dei cosidetti "tre album classici" dei Motorhead (vale a dire "Overkill", "Bomber","Ace Of Spades" ) oppure no; alla fine ho optato per questo "Iron FIst" che a mio parere è uno degli album più sottovalutati del combo.
La sola titletrack, col suo giro di basso potentissimo che ricorda Ace Of Spades, merita l'acquisto del disco, ma ci sono altre killer songs, veloci, dure, cattive quali "I'm The Doctor" ( con uno dei testi più assurdi mai scritti ), "Sex & Outrage", "I Don't Need Religion", "Speedfreak".
La produzione non è brillantissima ma il basso di Lemmy è in bella evidenza e questo conta non poco. Stranamente un album che lo stesso leader ha un pò snobbato nei suoi giudizi postumi sull'opera. Da segnalare che sarà l'ultimo lavoro col compianto Eddie "Fast" Clarke alla chitarra.

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2) OVERKILL 1979
Album ricco di canzoni che sarebbero diventati classici dei Motörhead e dello stesso Heavy Metal, si apre con la terremotante titletrack che segnerà un modo di intendere e di suonare la batteria negli anni a seguire, precursore dello speed-Metal e del Thrash.
"No Class" col suo riff che anticipa la NWOBHM, "Stay Clean", "Damage Case" , i pezzi da novanta si susseguono, il merito principale del disco è di aver affrontato certe sonorità che all'epoca (1979) nessuno aveva ancora "osato" eseguire.

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1) ACE OF SPADES 1980
Definito da me "la Bibbia del Metal", è un disco imprescindibile che ogni rocker dovrebber avere nella propria collezione. Partendo dal leggendario giro di basso della titletrack in poi, non c'è una canzone debole, inutile fare quindi una track by track, qui siamo di fronte all'essenza del Metal, alla forma canzone nella sua più alta accezione. Il suono del disco affonda le sue radici nel punk, nel rock, nel blues e nel metal che verrà, serve aggiungere altro? Capolavoro senza tempo!

Articolo a cura di Marco ’Metalfreak’ Pezza

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