Blood Red Throne - Affiliated With The Suffering

Copertina 8

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2003
Durata:39 min.
Etichetta:Hammerheart
Distribuzione:Self

Tracklist

  1. UNLEASHING HELL
  2. A DREAM OF DEATH
  3. BLEEDERS LAMENT
  4. MANDATORY HOMICIDE / DEATH INC.
  5. RAZOR JACK
  6. CHAOS RISING!
  7. GATHER THE DEAD
  8. AFFILIATED WITH THE SUFFERING
  9. MALEDICTION

Line up

  • Mr. Hustler: vocals
  • Tchort: guitars
  • Ded: guitars
  • Erlend C.: bass
  • Espen "Beist" Antonsen: drums

Voto medio utenti

Il 2003 si apre con l'allettante ritorno dei mastini Blood Red Throne, micidiale creatura nata per volere di Tchort (già Green Carnation, Emperor e Satyricon) e giunta al comeback dopo il brutale "Monument Of Death" di due anni fa e il mini "A Taste For Blood" di quest'anno, contenente il demo "Deathmax 2000", un inedito e una cover dei seminali Massacre. L'impatto con "Affiliated With The Suffering" è, secondo ogni pronostico, decisamente devastante: 40 minuti di death metal tecnicamente perfetto, veloce ma non forsennato, nel quale riecheggiano i fantasmi di un'intera scena estrema di scuola americana (ma non solo) di inizio anni novanta, rielaborata con personalità, mestiere e brillantezza. Basti sentire ad esempio "A Dream Of Death", dove un furioso riff targato Morbid Angel del periodo "Covenant" cede il passo a complessi intrecci chitarristici degni dei migliori Cannibal Corpse sentiti su "Vile", oppure l'iniziale "Unleashing Hell", nel quale alcuni passaggi più cadenzati riportano ai Carcass di "Heartwork", per inquadrare e prendere la misura di questo che si annuncia una delle migliori uscite in campo estremo del prossimo anno.
La notevole perizia esecutiva e una produzione limpida e potente contribuiscono in maniera decisiva a dare risalto al pregiato materiale contenuto sul dischetto (che nella versione digipack conterrà anche due bonus track). Pur senza inventare nulla, i Blood Red Throne riescono a non scadere nella noia, nel già sentito, catturando lo spirito malefico di bands quali i già citati Morbid Angel o i Deicide e generando una sensazione di deja vu per nulla spiacevole. Tutta la recensione si può quindi riassumere in tre parole: devono essere vostri!
Recensione a cura di Roberto 'Robbyy' Corbatto

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