Copertina 8

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2004
Durata:50 min.
Etichetta:Sonic Age Records

Tracklist

  1. THE LAST ONE
  2. HOLD ON
  3. EYES OF THE SHADOWS
  4. RETURN OF THE KING
  5. SIGN OF THE HAMMER
  6. THE UNKNOWN KADATH
  7. SON OF THUNDER
  8. STEEL AVENGER
  9. HATCHET BLADE

Line up

  • Zoraija: vocals
  • Jhon Turturro: guitars
  • Nikoll Hamm: bass
  • Sebastian Hamm: drums

Voto medio utenti

Dopo il demo "Days of the Rising Sun", ecco arrivare il debutto degli italianissimi Valkija, sotto la greca Sonic Age Records, nuovo nome della Cult Metal Classic Records. Fu Carlo Viano a recensire qui su EUTK.net la prima uscita di questi ragazzi catanesi, e il voto 9/10 credo dico molto più di qualunque commento.
Il fatto che una band del genere provenisse dall'Italia, e ancor più incredibilmente dal Sud, aveva stupito tutti: niente poweraccio scontato, niente melodie ritrite, niente batterie midi e tastierine Bontempi, ma solo un grezzo, ruvido heavy power '80 di stampo americano, trascinato alla grande dalla nuova Leather Leone italiana: Zoraija aka Anna Amato.
Sulle stesse coordinate si muove questo "Avengers of Steel", che vanta una produzione assolutamente azzeccata e lontana dagli stilemi del power di casa nostra. Musicalmente potrei paragonarveli a gruppi quali Chastain o Hellion, ma arricchiti da una vena epic degna dei Warlord o dei primissimi Virgin Steele. Scordatevi di ascoltare una voce femminile tipo quegli scureggioni dei Nightwish o di band italiane quali i Power Symphony, semmai preparatevi ad un incontro tra la splendida timbrica di Doro Pesch e l'aggressività di Jutta Weinhold (Zed Yago), senza scordare la già citata Leather Leone (Chastain).
Questo "Avengers of Steel" contiene brani assolutamente fenomenali quali "Eyes of the Shadows" o "The Last One", capaci di un ruvido riffing come di teatrali passaggi tra l'epico e l'oscuro, ma particolare menzione la merita "The Unknown Kadath", sicuramente il brano più geniale e toccante dell'intero lavoro.
L'unica pecca di questo disco è la linea vocale centrale e melodica di "The Last One", non proprio impeccabile dal punto di vista esecutivo.
Vi giuro comunque che non ho mai sentito nulla del genere provenire dall'Italia, pur in passato ricca di grandi e gloriosi gruppi di heavy classico destinati al ricordi di pochi; questi Valkija sono qualcosa di assolutamente unico, un gruppo che sarebbe in grado di dare una pedata nel culo a band quali i riuniti Stormwitch o gli stessi Warlord e che meriterebbe l'attenzione di tutti gli amanti delle sonorità più ottantiane.
Un applauso al buon Chris, Manos e alla Sonic Age Records che ha creduto in loro, anche se spero questo sia solo il trampolino di lancio per la band catanese. Sconsigliato a quei defender che credono il "true metal" siano i Majesty. A TASTE OF ITALIAN STEEL!!
Recensione a cura di Lorenzo 'Txt' Testa

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