Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2024
Durata:43 min.
Etichetta:Eisenwald

Tracklist

  1. LE RAVISSEMENT
  2. FUIR
  3. RIVIèRES ROMPUES
  4. ARCHéTYPES
  5. PAR LA GUEULE DES FANTôMES
  6. LE RêVE PRIMORDIAL
  7. CONSéCRATION

Line up

  • Matrak Tveskaeg: bass
  • Cadavre: drums
  • Blanc Feu: guitars, vocals, keyboards
  • Ascèse: guitars

Voto medio utenti

Non so cosa ci sia nell'aria del Québec, ma tutti i gruppi estremi provenienti da quella provincia del Canada hanno qualcosa di speciale, qualcosa che li distingue, elevandoli, dalla massa.
Prendete, ad esempio, i Cantique Lépreux ed ascoltate, con attenzione i loro album: vi accorgerete immediatamente, a meno che non siate sordi, che la loro musica è la sublimazione del "métal noir québécois", l'essenza stessa di un suono immediatamente riconoscibile ed immediatamente localizzabile geograficamente.
Vi invito a prestare attenzione a quanto ho appena scritto: nel 2024, infatti, avere tali caratteristiche fondanti è tutt'altro che banale o scontato.
Il black metal del Québec, per chi è addentro al genere, è un ambito fortissimamente legato alla Terra di provenienza ed alle sue caratteristiche peculiari, è un genere, cioè, intimamente pagano e primigenio nel suo inscindibile sodalizio con la Natura.
Di solito, questo tipo di legame con il territorio si esprime attraverso una musica dal forte taglio atmosferico, se non proprio folcloristico: ecco, scordatevi questa cosa perché i Cantique Lépreux sono, invece, una bufera di neve, sono il vento che soffia, sono il ghiaccio che cristallizza tutto il mondo circostante, sono i boschi impenetrabili, sono la bruma del mattino, e sono, soprattutto, furiosi e devastanti.
All'interno di "Le Bannissement" non troverete, dunque, melodie "facili" o ricami in qualche modo eleganti, assolutamente niente di tutto questo. Troverete, invece, la purezza dell'estremo, l'orgoglio delle proprie origini ed il nero dell'intransigenza Metal, ma, e qui c'è la grandezza del gruppo, ogni singolo brano, per quanto sferzante e gelido, riuscirà a colpire la vostra anima, vi entrerà sotto la pelle e inciderà nei vostri ricordi la forza catartica di melodie che non sono melodie, di atmosfere che non sono atmosfere, e di violenza che non è solo violenza.
Paradossale?
Piuttosto, direi, artistico.
Tutto questo, tutto quest'album, ogni singola canzone, sono pezzi di arte, brandelli di ghiaccio che taglieranno i vostri corpi tramite velocità micidiali, riffing epico, vocals rabbiose e tonnellate di odio ed orgoglio sciolti in una colata, ghiacciata, di metallo alla luce bianca.
I Cantique Lépreux, album dopo album, si ergono a maestri, danno lezione di coerenza e magnificenza per tessere una narrazione tanto straziante quanto grandiosa che, nel nuovo album, assume una forma più complicata (sono necessari a mio avviso diversi ascolti per comprendere bene le strutture sonore) e dai contorni sfuggenti, legandosi a Madre Natura che, come ben sappiamo, sa essere benevola ma, anche, indifferente alle vicende umane, al pari, mi viene da dire, della musica di un gruppo in grado di detenere il completo dominio della propria arte e di dare alla sua musica una forma multidimensionale che diventa, alla fine, vita.

Il Black Metal elevato ad Arte.
Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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