Copertina 8

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2024
Durata:22 min.
Etichetta:Jawbreaker Records

Tracklist

  1. DEATH UNDONE
  2. MOUNTAIN
  3. SORCERER'S GATE
  4. TO RIVAL THE SUN
  5. AEOLIA (UNBREAKABLE BRONZE)

Line up

  • Steffen Kurth: bass
  • Lauritz Jilge: drums
  • Jendrik Seiler: guitars
  • David Kuri: vocals

Voto medio utenti

I Writhen Hilt sono una nuova band tedesca che ha bisogno di tutta la vostra attenzione.
Voi ancora non lo sapete ma è così.

Ora vi spiego.
Nati dalle ceneri dei classic-metaller Booze Control (di cui vi avevo parlato con entusiasmo in questa occasione), questi quattro ragazzi suonano un epic-metal che sembra arrivare da un’altra dimensione, quasi troppo bello per essere vero. Registrato in sala prove, Ancient Sword Cult fissa le nuove coordinate sonore di questi musicisti e la loro proposta è in grado di rendere fiero di ogni amante del genere, di fargli alzare il pugno e brandire la lama. Questa piccola pubblicazione è qualcosa che mi sento già di portare fino al termine del 2024 come uno dei lavori migliori. Esagero? No, è il cuore che parla.

I Writhen Hilt sono un dono dal cielo, come se un antico stregone avesse fuso il suono di Warlord, Bathory, Pagan Altar, Possessed Steel, Black Sword Thunder Attack , Heavy Load, Eternal Champion, DoomSword, Atlantean Kodex e lo avesse intrappolato nei solchi di questo EP di 22 minuti.

Le canzoni presenti sono solamente quattro (più una brevissima strumentale conclusiva) ma ognuna è dotata della propria personalità, di melodie grandiose e un'atmosfera spesso mistica, capace di scatenarsi in una galoppata metallica o di dilatarsi in partiture doomy mantenendo sempre un sapore medievale.
Tutto è perfettamente bilanciato e le linee combinate delle chitarre sono riuscitissime, i riff e le soluzioni che si succedono sono sempre vincenti, il basso lavora sul groove infondendo potenza e profondità mentre la batteria spinge il sound senza mai esagerare, tirando le fila di up-tempo e marce trionfali.
Lo spirito arcano di queste canzoni è difficile da descrivere, le chitarre riverberate si sovrappongono, le linea vocale è magnetica drammatica, sostenuta da qualche coro etereo (mai roba trallallero, eh) le sensazioni di malinconia, di potenza e cattiveria quasi black metal si alternano e la percezione è quella di stare dentro a una storia, all'interno di un romanzo cavalleresco, di partecipare alla colonna sonora di un film epico. Alcune fonti affermano che già nella letteratura basso-medievale ci fossero tracce del suono di questa band, roba che perfino Erasmo da Rotterdam considerava già troppo antica nel 1500.
Una band fiera e battagliera che probabilmente gira le stamberghe arrivando ai concerti a cavallo.

I ventidue minuti scorrono così: "Death Undone" è un up-tempo con diversi rallentamenti e una scrittura matura, varia e che trova sempre la quadra con soluzioni vincenti; "Mountain" è più folk e sofferta, quasi drammatica e che sa esplodere in cavalcate verso il sogno; "Sorcerer's Gate" è la più potente e veloce del lotto e viene da piangere per quanto è bella, epica, fiera battagliera; "To Rival The Sun" chiude mostrando un lato più oscuro del loro sound, ai confini del black metal.

Ignorarli sarebbe un delitto.
Pregustare già il primo full length un desiderio peccaminoso.
Viverli ora la soluzione.
In alto le spade!



Recensione a cura di Francesco Frank Gozzi

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 05 mar 2024 alle 09:35

Qui ci siamo veramente…grandi!

Inserito il 04 mar 2024 alle 16:01

Meritano davvero!

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