Copertina 8

Info

Anno di uscita:2023
Durata:41 min.
Etichetta:Nuclear Blast
Distribuzione:Nuclear Blast

Tracklist

  1. HYMNS FROM THE APOCRYPHA
  2. PERPETUAL DECEPTION
  3. DIM VEIL OF OBSCURITY
  4. IMMORTAL EXECRATION
  5. SERAPHIM ENSLAVEMENT
  6. DESCENDANTS
  7. EMBRACE THE SUFFERING
  8. DELUSIONS OF MORTALITY
  9. IGNORANT DEPRIVATION

Line up

  • Ricky Myers: Vocals
  • Eric Morotti: Drums
  • Terrance Hobbs: Guitars
  • Charlie Errigo: Guitars
  • Derek Boyer: Bass

Voto medio utenti

I Suffocation capitanati da Terrance Hobbs, dopo la dipartita dello storico Frank Muller, prontamente rimpiazzato già dal 2019 dal drummer della sick-brutal death metal band Disgorge, Ricky Myers – qui in veste di singer – , si ripresentano a circa sei anni di distanza da “…of the Dark Light” con il nuovo “Hymns from the Apocrypha”, e come avviene ormai dai tempi di "Blood Oath" (2009), tramite l'egida della Nuclear Blast.

Innanzitutto sin dal primo ascolto si può intuire come i Suffocation siano partiti con un'altra marcia rispetto ad “…of the Dark Light”, mettendo in mostra un sound più pesante e oscuro, dal taglio abbastanza moderno e con molti frangenti densi di groove deflagranti nei classici slam, in taluni casi esasperati (“Perpetual Reception”, “Immortal Execration”, giusto per citarne un paio), a cui la band ci ha iniziato ad abituare sin dal ’91 con il grandioso “Effigy of the Forgotten”. Inoltre sono presenti alcune aperture thrash che mi lasciano pensare un po’, anche se con tutti i distinguo del caso, al percorso intrapreso dai Cannibal Corpse da “Kill” in poi.
Ovviamente non mancano velocità, tappeti devastanti di doppia cassa e blast beat a profusione, vero e proprio trademark della band. Il tutto risulta però incanalato all’interno di un songwriting che riesce a racchiudere in sé, oltre a questi elementi, la complessità tecnica che da sempre ha contraddistinto i newyorkesi, con un certo retrogusto melodico che si esprime in svariati frangenti - in particolar modo nei solos -, pur restando dovutamente in sottofondo. Un esempio di quanto appena affermato lo si può apprezzare in “Seraphin Enslavement”, o nella dissonante “Descendants”.
In generale con “Hymns from the Apocrypha” si rimane colpiti da un'attitudine più intelligibile e di presa immediata, la cui arma vincente risulta essere il groove oscuro sopramenzionato, che esprime tutto il suo appeal nei rallentamenti strategici e asfissianti inseriti sapientemente dalla band.
Credo che anche l’ingresso di Myers al microfono abbia giocato il suo ruolo positivo, sfoggiando un growl profondo, brutale e tremendamente ficcante, che non mi sarei mai aspettato da lui; d’altronde lo conoscevo esclusivamente nelle vesti di batterista dei Disgorge – che per inciso, quantomeno quelli di “She Lay Gutted”, reputo essere state una delle migliori realtà del brutal – ; ed inoltre avrei casomai pensato ad un qualcosa di più in linea con lo stile di Way (che prevede anche l’uso dell’inhale), ma fortunatamente così non è andata, poiché mal si sarebbe adattato al sound dei Suffocation.

Cercando di tirare le fila di quanto fino ad ora è stato scritto, possiamo asserire che “Hymns from the Apocrypha” sia un disco indubbiamente più ispirato del suo predecessore, oltreché portatore di un vento “nuovo” - anche se in relazione al nome Suffocation la mia frase suona ossimorica -, e probabilmente rappresenta la loro migliore release degli ultimi anni.
A onor del vero è d'obbligo segnalare un lieve calo qualitativo nella seconda metà della tracklist; ma in ogni caso non così eccessivo da influenzarne troppo il giudizio di insieme.

Un’opera che ogni amante del brutal difficilmente potrà non apprezzare. La quale a mio avviso tocca i suoi apici, oltre che nelle tracce citate qui sopra, nella devastante “title-track”, che penso in sede live sarà in grado di mietere molte vittime.
Finalmente i Suffocation sembrano essere tornati in forze.


Recensione a cura di DiX88

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