Void Rot - Telluric Dismemberment (EP)

Copertina 6,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2022
Durata:10 min.
Etichetta:Everlasting Spew Records

Tracklist

  1. TELLURIC DISMEMBERMENT
  2. BLACK EMBRACE (AMORPHIS COVER)
  3. DESCENDING PILLARS (LIVE)
  4. LIMINAL FORMS (LIVE)
  5. INVERSION (LIVE)

Line up

  • Craig Clemons: bass
  • Will Bell: drums
  • Kent Sklarow: guitars
  • John Hancock: guitars, vocals

Voto medio utenti

Dopo due anni dalla loro ultima release, gli statunitensi Void Rot decidono di tornare sulle scene con il loro nuovo EP 'Telluric Dismemberment', pubblicazione veramente povera a livello musicale, che ci presenta un solo pezzo inedito, accompagnato da una cover, e da tre estratti live. Pochissima carne al fuoco dunque, ma va comunque detto che questo EP viene presentato come un assaggio della nuova musica a opera della band nel prossimo anno, la quale si imbarcherà nel frattempo in tour europeo con i Burial, che hanno ufficialmente debuttato con un full lenght uscito nell'autunno del 2021.

Sorvolando velocemente sui tre pezzi proposti live, tutti estratti ovviamente dal debut 'Descending Pillars' pubblicato due anni fa, e che poco e nulla aggiungono a questa nuova uscita, da segnalare è l'ottima cover di 'Black Embrace' degli Amorphis', riadattata in ottimo stile e congruo con il sound dei Void Rot, con il growl profondo e cavernoso di John Hancock a farla da padrone, mentre la Titletrack regala degli ottimi e funzionli cambi di tempo mai banali e perfettamente studiati, che in certe parti ricordano molto i Grave di 'You'll Never See...', con un suono delle chitarre molto grasso, pesante e impenetrabile, viaggiando tra fas più doom e altre più accelerate che però non cessano mai di donare quell'atmosfera infernale e di dannazione.

Risulta quindi un po' difficile giudicare 'Telluric Dismemberment', dato che alla fine ci troviamo davanti solo la Titletrack come unica canzone effettivamente tale da poter analizzare nella sua originalità. Il risultato complessivo di quest'ultima è comunque più che sufficiente, ma il resto certo non basta ad alazare il voto. Rimaniamo nell'attesa di altro materiale dunque...

Recensione a cura di Francesco Metelli

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