Liv Kristine - Enter My Religion (Reissue)

Copertina 5,5

Info

Anno di uscita:2022
Durata:75 min.
Etichetta:Allegro Talent Media
Distribuzione:GerMusica Promotion

Tracklist

  1. OVER THE MOON
  2. FAKE A SMILE
  3. ALL THE TIME IN THE WORLD
  4. MY REVELATION
  5. COMING HOME
  6. TRAPPED IN YOUR LABYRINTH
  7. BLUE EMPTINESS
  8. YOU ARE THE NIGHT
  9. ENTER MY RELIGION
  10. STREETS OF PHILADELPHIA
  11. YOU TAKE ME HIGHER
  12. FOR A MOMENT
  13. DEMOTRACKS CD:
  14. OVER THE MOON
  15. TRAPPED IN YOUR LABYRINTH
  16. YOU ARE THE NIGHT
  17. STREETS OF PHILADELPHIA
  18. YOU TAKE ME HIGHER
  19. STJERNENACHT (UNRELEASED)
  20. WOMAN IN ME
  21. ONE THOUGHT CLOSER (UNRELEASED)

Line up

  • Liv Kristine:vocals
  • Thorsten Bauer: guitars, saz, mandolin, sitar, oud, piano
  • Alexander Krull: keyboards, programming and samples
  • Timon Birkhofer: bass, cello, piano, vocal backing
  • Jana Kallenberg: violin
  • Dimitrios Argyropolous: bouzouki, tzoura
  • Jean Paul: accordion
  • Katharina Klein: flute
  • Florian Tekale: keyboards, piano
  • Moritz Neuner: drums, percussion

Voto medio utenti

Repetita Iuvant?


Continua l'operazione ristampa da parte della Allegro Talent Media nei confronti dei lavori solisti di Liv Kristine, che in un sito come il nostro non dovrebbe aver bisogno di presentazione alcuna, ma che per i meno informati è stata la cantante/anima dei Theatre of Tragedy prima, e dei Leaves' Eyes dopo. Durante tutta la sua parabola artistica, la cantante norvegese ha sempre mantenuto una propria carriera solista, molto spesso slegata dal metal, ma sempre carica di riferimenti sonori e culturali alla sua terra di appartenenza.
L'album della cui ristampa ci occupiamo oggi è "Enter my Religion", pubblicato originariamente nel 2006, e qui infarcito di brani extra: la versione cd presenta ben 8 tracce tra demo, versioni mai pubblicate ed extra tracks, ma la label presenterà anche una versione in vinile ed una in cassetta, evviva il revival!

.... Piccola digressione: siamo noi metallari ad andare controcorrente? In un'epoca storica in cui la musica si fa sempre più liquida, veloce, fruita tramite smartphone e devices mobili, l'idea di pubblicare e quindi di immaginare un pubblico interessato a LP e, addirittura, cassette, sembra un'operazione nostalgia, che evidentemente è supportata dalle vendite, visto che sto vedendo questo trend diffondersi un po' ovunque. Ma torniamo al disco.

Molti metalheads, come il sottoscritto, hanno un debito insolvibile nei confronti di Liv e dei suoi Theatre of Tragedy, capaci di innovare portando in auge il filone "la bella e la bestia", unendo vocals angeliche a growls demoniache. Innumerevoli sono le bands che devono per forza pagare pegno ad una band seminale, che ha innovato ed esplorato in territori nuovi e potenzialmente pericolosi, fondendo ed amalgamando in un connubio perfetto di melodia e cattiveria. Ma da lì, da quella incomparabile quota stilistica, agli album solisti di Liv, ce ne passa davvero tanto. Scialbi nelle composizioni ancor prima che nelle esecuzioni, i solisti della Kristine non mi hanno mai conquistato, ed "Enter my Relgion" non fa differenza; si badi bene, qui non si parla di "ah, non sono metal", "ah, non ci sono distorsioni", "ah, la doppia cassa", visto che chi vi scrive potrebbe stare giorni ad ascoltare, giusto per esempio, Mark Knopfler o Eric Clapton. Qui si parla di una vena creativa non particolarmente brillante, e di una carriera che ha (secondo me) più poggiato sulla fama e la voce angelica (ma neanche sempre perfettamente in tono) di Liv, che sull'effettiva bontà dei brani. Le aggiunte, poi, non fanno che allungare un brodo di per sé scialbetto, rendendo il tutto troppo lungo e, sinceramente, poco interessante, al netto dei fans completisti della musa di Stavanger, che sempre un posto avrà nei nostri cuoricini ombrosi.

Recensione a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino

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