Copertina 7

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2022
Durata:29 min.
Etichetta:Me Saco un Ojo Records

Tracklist

  1. ANATOMIA - TOTAL DARKNESS
  2. ANATOMIA - BOUND TO DEATH
  3. UNDERGANG - I DIT STIVESTE PUS
  4. UNDERGANG - HELT TIL ROTTERNE
  5. UNDERGANG - TAKSIDERMI

Line up

  • A. Dødshjælp: drums
  • D. Torturdød: vocals, guitars
  • Mads Haarløv: guitars , vocals
  • Martin Leth Andersen:

Voto medio utenti

Per gli amanti del death metal più putrido e marcescente anche solo leggere l'accoppiata Anatomia e Undergang è motivo di attenzione: i primi sono tra le formazioni più longeve nel genere, avendo 20 anni di carriera alle spalle in ambito death/doom, mentre i secondi sono ormai uno dei nomi di punta della scena death metal danese. "Total Darkness" e "Bound To Death" portano la firma dei nipponici Anatomia e sono due macigni di doom/death metal lento ed asfissiante, il primo di addirittura 12 minuti di durata, durante i quali la band insiste su pochi riff portanti intrisi di sporcizia e su un sound davvero laido, anche se non mancano certo le accelerazioni a dare qualche sferzata ai brani. Ma non si tratta che di pochi scampoli in un muro sonoro in cui sono i tempi lenti e dilatati a dettare legge. Il cambio di lato dello split appare evidente sin dalle prime note di "I dit stiveste pus" targato Undergang: negli anni i danesi hanno costruito un sound che è il figlio bastardo di Autopsy e Repulsion, in cui un'attitudine quasi punk si sposa alla perfezione con i riff macilenti e doomy della band di Chris Reifert. Anche se il connubbio probabilmente non è il massimo dell'originalità in senso lato, è innegabile come questo trademark sia facilmente riconoscibile ed imputabile agli Undergang, una caratteristica ad appannagio di pochi. Rispetto agli Anatomia, i brani si fanno più ficcanti e vibranti, proprio grazie alla vena punkeggiante di cui sopra, per cui è facile ritrovarsi a fare headbanging forsennato quando i d-beat e la doppia cassa dettano il tempo, per poi lasciare spazio agli ormai consueti rallentamenti cadenzati che sanno essere esaltanti. A questo aggiungiamo anche il sapiente utilizzo di qualche fraseggio melodico dal sentore sinistro ed il gioco è fatto.
Sarò forse di parte, ma sebbene la qualità di questo split sia buona ho preferito decisamente l'ascolto del lato degli Undergang, sicuramente perchè ho una certa predilezione per la band ma anche perchè il loro sound è più diretto e va diritto al punto, mentre gli Anatomia a tratti possono risultare un po' più dispersivi. In generale comunque, per quanto questa uscita sia marginale e non certo essenziale, si tratta di un ascolto che non può che rendere felici gli amanti del genere.
Recensione a cura di Michele ’Coroner’ Segata

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