Slayer - The Repentless Killogy

Copertina 7,5

Info

Dvd
Anno di uscita:2019
Durata:137 min.
Etichetta:Nuclear Blast Records
Distribuzione:Warner

Tracklist

  1. DELUSIONS OF SAVIOUR
  2. REPENTLESS
  3. THE ANTICHRIST
  4. DISCIPLE
  5. POSTMORTEM
  6. HATE WORLDWIDE
  7. WAR ENSEMBLE
  8. WHEN THE STILLNESS COMES
  9. YOU AGAINST YOU
  10. MANDATORY SUICIDE
  11. HALLOWED POINT
  12. DEAD SKIN MASK
  13. BORN OF FIRE
  14. CAST THE FIRST STONE
  15. BLOODLINE
  16. SEASONS IN THE ABYSS
  17. HELL AWAITS
  18. SOUTH OF HEAVEN
  19. RAINING BLOOD
  20. CHEMICAL WARFARE
  21. ANGEL OF DEATH

Line up

  • Tom Araya: bass/vocals
  • Kerry King: lead guitar
  • Gary Holt: lead guitar
  • Paul Bostaph: drums

Voto medio utenti

Dopo che i miei esimi colleghi Marco Caforio e Carlo Masoni hanno recensito con dovizia i due cd di questo ultimo documento live dei californiani Slayer, ecco che mi accingo a recensire per completezza il blu ray.
Diciamo che la thrash metal band americana per questo testamento musicale dal vivo, ha voluto regalare un bonus ai fan, ovvero un cortometraggio dal titolo omonimo.
Questo piccolo film che in pratica viene presentato prima del concerto vero e proprio è davvero ben fatto nella sua semplicità; si tratta di un tipico “revenge movie”, ovvero di una persona che pratica vendetta contro un delitto o torto subito, e questo vendicatore lo fa in puro stile Slayer.
Il film è di una trama diretta, lineare e con quintali di efferatezze e splatter a fiumi, in più come colonna sonora ci sono ben tre brani suonati dai nostri che fanno anche una comparsata; all’interno del corto compaiono volti noti ai più scafati come l’attore Danny Trejo e l’ex wrestler Tyler Mane.
Ma vediamo la seconda parte di questo dischetto ottico con l’esibizione live della thrash metal band di Huntigton Beach.
Come sempre i nostri non lesinano aggressività, distruzione, violenza e sudore, d’altra parte il nome che portano e la fama li precedono.
La scaletta è la stessa del doppio album e il comparto audio e video è perfetto, con la regia che è affidata alle sapienti mani di Wayne Isham, un esperto del settore.
La band è carica e si vede e soprattutto il pubblico sembra gradire con tanto di stage diving, circle pit e mosh a ogni carica sonora, sul palco vengono generate fiamme infernali a condire ancora di più il pathos diabolico offerto dal quartetto; Gary Holt è un sodale perfetto che rende omaggio nel suo piccolo al compianto Jeff Hanneman.
Tutto bene allora? Purtroppo no.
Il vero tallone d’Achille è Araya, il singer e bassista di origine cilena perde quasi subito la voce, sforza troppo, appare affaticato e deve spesso e volentieri farsi aiutare dal pubblico; veramente un peccato per questo lascito sonoro e visivo.
In sintesi, un bel documento live che non dovrebbe mancare in nessuna collezione metal che si rispetti anche in virtù che purtroppo questo è il definitivo addio di questi campioni chiamati Slayer!
Recensione a cura di Matteo Mapelli

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