Copertina 7

Info

Anno di uscita:2017
Durata:37 min.
Etichetta:Rockshots Records

Tracklist

  1. PROLOGUE (DEAD WOMAN WALKING)
  2. SILENT SACRIFICE
  3. INTERLUDE (THE RIGHT TO REMAIN SILENT)
  4. DROP
  5. LUCID NIGHTMARE
  6. PURE
  7. REDEMPTION
  8. INTERLUDE (THE LAST MEAL)
  9. COMPASSION
  10. AWARENESS
  11. EPILOGUE (MERCY UPON YOUR SOUL)

Line up

  • Alessia Marchigiani: vocals
  • Marco Ricco: guitar
  • Romina Pantanetti: bass

Voto medio utenti

Difficile trovare un gruppo prog con il dono della sintesi. Ancora più difficile è trovarlo con una front-woman in formazione. Sono tante le peculiarità degli italiani Hidden Lapse, che esordiscono grazie a Rockshots Records con un concept album intricato che però scorre via in soli 38 minuti.

I protagonisti della vicenda sono una donna e suo figlio: la prima ha un passato all'insegna della prostituzione e della tossicodipendenza, ma ha promesso al defunto partner - disgraziato pure lui - che avrebbe avuto cura del nascituro anche se da sola. Il ragazzo non impiega molto a fare propri i vizi dei genitori, e colto sul fatto durante un furto, viene salvato in extremis dalla madre che si assume ogni responsabilità e viene condannata a morte per un crimine che di fatto non ha commesso.

Delle 11 tracce proposte, le canzoni vere e proprie sono solo 7, in quanto i vari interludi, il prologo e l'epilogo, si aggirano tutti intorno ai due minuti appena. Le coordinate stilistiche sono quelle del power-prog female-fronted di band come Light & Shade e Temperance ("Lucid Nightmare", "Redemption"), con un pizzico di gothic di scuola Evanescence ("Silent Sacrifice", "Awareness") e un gusto per i tecnicismi di derivazione Dream Theater/Symphony X ("Drop", "Compassion"). La produzione non è sempre impeccabile - ho trovato un po' invadenti le chitarre, a discapito della voce della brava Alessia Marchigiani - ma le composizioni sono ben concepite e arrangiate (e pazienza per la batteria elettronica).

È presto per sbilanciarsi troppo, ma quanto contenuto in "Redemption" non può che far ben sperare per il futuro di questa giovane realtà nostrana.

Recensione a cura di Gabriele Marangoni

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