Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2014
Durata:87 min.
Etichetta:I, Voidhanger Records

Tracklist

  1. OMPHALOS
  2. THE VEILED GARDEN
  3. THE COLD MARCH TOWARDS ETERNAL BRIGHTNESS
  4. DRIFTING THROUGH MOSS AND ANCIENT STONE
  5. THE SPIRAL FOUNTAIN
  6. A RIDER THROUGH THE LANDS OF AN INFINITE DREAMSCAPE
  7. COSMIC SIGNIFICANCE

Line up

  • Ayloss : all instruments

Voto medio utenti

Strana la gestazione di questo “III” , era pronto per metà nel 2008, ma per diversi problemi tecnici, Ayloss, leader compositore e unico membro dietro tutto il progetto Spectral Lore, ha deciso di metterlo da parte e di concentrarsi anima e corpo nella scrittura del precedente “Sentinel”, album che se da una parte aveva un sound più “potente” e corposo, dall’altro ha risentito per forza della sua gestazione un po’ affrettata, risultando così non proprio completamente coeso e coerente. “III” invece ha beneficiato, e anche parecchio, dell’interruzione dei lavori dando a Ayloss un “momento” in più per riflettere sulla sua creatura e per portarla, finalmente, a rasentare la perfezione con questa terza opera. E’ ovvio che se si ascolta progressivamente la discografia di Spectral Lore si sente chiaramente come “III” sia la giusta, necessaria e logica prosecuzione di “II” , album dove l’influenza dei Dark Space si faceva sentire veramente parecchio, sia come sound globale che come ambientazioni e programmazione della drum machine. In “III” , “Omphalos” a parte, questa influenza è pressoché sparita, inghiottita da una spaventosa epicità e da una commistione quasi chirurgica tra black metal e ambient. L’album si divide in due parti, la prima “Singularity”composta da quattro pezzi e “Eternity” con i restanti tre. Non c’è una parte che prende il sopravvento o che si lascia preferire, “III” va semplicemente gustato, capito, sezionato lentamente e tutto ascoltato tutto insieme, non si può soprassedere su niente, altrimenti il concept andrebbe perduto. Prendete “Drifting Through Moss And Ancient Stone” che chiude il primo album con i suoi oltre 11 minuti molto utili allo sviluppo del concept, risulta essere un po’ troppo pesante e forzata, seppur ben inserita e amalgamata con il resto del lavoro e unisce dignitosamente le due parti. “Eternity” si apre con “The Spiral Fountain” pezzo dal grandissimo spirito epico che emana senza pietà le sue lugubri sensazioni evocate da atmosfere, tese, sinistre, grigie e dannatamente inquietanti, quasi 11 minuti di epico masochismo . Le atmosfere rarefatte oscure ed epiche di “A Rider Through Lands Of An Infinite Dreamscapes” mi hanno fatto pensare ad un incrocio impossibile tra Thou Shell Of Death, Primordial e gli ultimi Throne Of Katarsis, senza mancare di un certo flavour epic-doom nella parte iniziale del pezzo (Candlemass). Si potrebbero dire un’infinità di cose su questo pezzo ma l'higlight dell’album è la sonora manifestazione di un vero capolavoro. Dopo un inizio molto atmosferico e un finale che vi ci ritorna su, “Cosmic Significance” è un altro pezzo che si segnala per la sua nera epicità, per il suo incedere andante e per le colate di oscurità che emana ad ogni secondo. In chiusura segnaliamo il grandissimo lavoro artistico fatto dal simbolista americano Benjamin Vierling ad arricchire ancor di più un album schivo, intricato, sinistro, apocalittico e maledettamente nero.

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