Lock Up - Necropolis Transparent

Copertina 7

Info

Anno di uscita:2011
Durata:41 min.
Etichetta:Nuclear Blast

Tracklist

  1. BRETHREN OF THE PENTAGRAM
  2. ACCELERATED MUTATION
  3. THE EMBODIMENT OF PARADOX AND CHAOS
  4. NECROPOLIS TRANSPARENT
  5. PARASITE DRAMA
  6. ANVIL OF FLESH
  7. RAGE INCARNATE REBORN
  8. UNSEEN ENEMY
  9. STYGIAN REVERBERATIONS
  10. LIFE OF DEVASTATION
  11. ROAR OF A THOUSAND THROATS
  12. INFILTRATE AND DESTROY
  13. DISCHARGE THE FEAR
  14. VOMITING EVIL
  15. STIGMATYR (BONUS TRACK)
  16. THROUGH THE EYES OF MY SHADOW SELF
  17. TARTARUS (INSTRUMENTAL)

Line up

  • Tomas Lindberg: Vocals (lead)
  • Shane Embury: Bass
  • Nicholas Barker: Drums
  • Anton Reisenegger: Guitars

Voto medio utenti

Orfani dell’immenso talento di Jesse Pintado, passato a miglior vita nel 2006, e con la nuova entrata in formazione del carneade Anton Reisenegger (Criminal, Inner Sanctum, Pentagram) irrompe nuovamente sul mercato la all-star grindcore band Lock Up.
Oltre al già citato chitarrista, ritroviamo la storica sezione ritmica formata dalle due macchine da guerra Shane Embury al basso e Nicholas Barker alla batteria e, per la seconda volta, Tomas Lindberg dietro il microfono.
Se escludiamo il live in Giappone “Play fast or die“ del 2005, è dal lontano 2002 che aspettavamo il successore di “Hate breeds suffering”.
Per quei, spero pochi, chi non l’avessero ascoltato, ricordo che quest’ultimo è una autentica mazzata sui denti con canzoni scolpite con l’accetta e corrosive come l’acido solforico e che, cosa sempre difficile, si è guadagnato contemporaneamente il rispetto di pubblico ed addetti ai lavori.
Come per le precedenti uscite, anche“Necropolis transparent” vede il patrocinio della Nuclear Blast, la quale, grazie ai suoi potenti canali di distribuzione, ci permette di godere di questo solidissimo lavoro di grindcore old-school figlio bastardo di Terrorizer e Napalm Death, di cui recupera il violento impatto sonoro e i riff suonati a velocità supersonica.
Paragonato ai precedenti, si sente a pelle l’ingresso di elementi death metal nel songwriting (come Morte Al Napalm insegna) che contribuiscono a robuste variazioni dinamiche delle diciassette tracce che compongono il cd.
Per il resto ci troviamo fra le mani il “solito” lavoro nichilista, capace di distruggere ciò che incontra sul suo cammino in virtù della profonda sintonia che contraddistingue i due membri della sezione ritmica, le cui qualità non scopriamo certo oggi.
A conti fatti “Necropolis transparent” è un disco cui non difetta l’energia e la potenza, ma a cui manca quell’effetto sorpresa che fece dei primi due lavori due classici del grind primi anni 2000.
Se siete disposti a passare sopra questo difetto, aumentate pure di mezzo punto il “numero” posto accanto a questa recensione.

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